Le squadre di soccorso continuano a cercare Mirko Budri, 57enne di Rozzano, travolto da una valanga il 15 febbraio durante un'escursione in motoslitta nella zona del Lago Nero a Madesimo

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Mirko Budri, 57 anni e residente a Rozzano, risulta disperso dopo essere stato travolto da una valanga il 15 febbraio nell’area del Lago Nero a Madesimo. L’incidente è avvenuto durante un’uscita in motoslitta a cui partecipavano quattro persone.
Per gli altri tre partecipanti i soccorsi hanno avuto esito positivo; di Budri non si hanno al momento notizie certe e le operazioni di ricerca sono ancora in corso.
La vicenda ha suscitato forte attenzione nella comunità di Pontesesto, dove Budri viveva con la moglie Franca. Amante della montagna e delle attività invernali, aveva festeggiato il compleanno il 13 febbraio e spesso trascorreva il tempo libero sulla neve. Le ricerche proseguiranno nelle prossime ore con l’obiettivo di fornire aggiornamenti tempestivi sulle condizioni dell’uomo.
Il contesto dell’incidente
Le squadre di soccorso proseguiranno le operazioni nelle ore successive con l’obiettivo di localizzare l’uomo e chiarire la dinamica dell’evento. L’incidente è avvenuto in un tratto impervio dell’Alta Valle Spluga, sopra Madesimo, in provincia di Sondrio. Secondo le ricostruzioni, una massa nevosa si è staccata dal versante trascinando il gruppo verso la superficie del lago. La motoslitta guidata da Budri è stata ritrovata nel bacino dopo aver sfondato il ghiaccio. Il rinvenimento del veicolo ha confermato la direzione dell’impatto, ma non ha fornito elementi utili per il ritrovamento della persona dispersa.
Caratteristiche dell’area
La zona del Lago Nero è caratterizzata da orografia accidentata e condizioni meteorologiche variabili. Ripide pareti, neve profonda e lastre di ghiaccio aumentano il rischio per gli operatori e complicano le ricerche. Per questi motivi le squadre hanno modulato le attività in funzione della sicurezza, impiegando mezzi specializzati e valutando costantemente il pericolo di nuove slavine. Le autorità locali hanno inoltre disposto il coordinamento tra vigili del fuoco, soccorso alpino e forze dell’ordine per ottimizzare le risorse sul posto.
Le operazioni di ricerca: mezzi e personale impiegati
Le autorità hanno coordinato le operazioni sul posto dopo la segnalazione iniziale. Sul campo sono intervenute più forze per garantire copertura terrestre e aerea.
Hanno partecipato elicotteri, unità del Soccorso alpino sia civile sia militare, vigili del fuoco con squadre SAF (specializzate in ambiente innevato), carabinieri, unità cinofile e la SAGF della Guardia di finanza. Sono stati impiegati droni con termocamere, sensori e tecnologie fotoelettriche per ricognizioni dall’alto e per il rilevamento di anomalie termiche sotto la coltre nevosa.
Il coordinamento tra le diverse componenti ha mirato all’ottimizzazione delle risorse e alla sicurezza degli operatori. Le ricerche proseguono nelle ore successive, con priorità alla localizzazione della persona e alla messa in sicurezza dell’area.
Tempistiche e difficoltà operative
Le ricerche sono iniziate immediatamente dopo l’allarme e si sono protratte per l’intera notte, estendendosi fino al calare delle condizioni favorevoli. Nelle notti successive le precipitazioni e le temperature sotto lo zero hanno complicato gli interventi. Le squadre hanno operato per decine di ore, alternando ricognizioni aeree e sopralluoghi a terra. La profondità della neve e lo strato di ghiaccio sul lago hanno reso impossibile il recupero immediato di corpi o indizi aggiuntivi. L’attività resta in corso, con priorità alla localizzazione della persona e alla messa in sicurezza dell’area.
La figura di Mirko Budri e l’impatto sulla comunità
La notizia della scomparsa di Mirko Budri ha profondamente scosso la comunità di Pontesesto. La famiglia, gli amici e i conoscenti hanno manifestato cordoglio e apprensione. Budri era impiegato e noto per la passione per la montagna e per le escursioni con motoslitta. Tra le uscite ricorrenti figurava la celebrazione del compleanno, riferita al 13 febbraio. Nonostante l’esperienza con i mezzi da neve, l’incidente ha evidenziato i rischi connessi alle attività in ambiente montano e la rapidità con cui situazioni ordinarie possono evolvere in emergenze.
Reazioni e attesa
Le operazioni proseguono con priorità alla localizzazione della persona e alla messa in sicurezza dell’area, in continuità con le attività già avviate. La famiglia attende aggiornamenti mentre le autorità mantengono riserbo sulle operazioni per preservare l’efficacia dei soccorsi. L’episodio ha riacceso il dibattito sui limiti delle escursioni invernali in zone esposte al pericolo valanghe.
Gli operatori locali hanno ribadito l’importanza dell’uso di equipaggiamento adeguato, come dispositivi di autosoccorso e sistemi di comunicazione, e della preventiva valutazione delle condizioni meteo e nivologiche. Le associazioni alpine hanno sottolineato la necessità di formazione specifica per chi utilizza veicoli da neve e per chi frequenta terreni ripidi.
Prospettive e prossimi passi nelle ricerche
Le associazioni alpine e gli operatori hanno indicato che le ricerche riprenderanno appena le condizioni meteorologiche e la stabilità del manto nevoso lo consentiranno. L’impiego coordinato di elicotteri, droni e unità specializzate resta centrale per estendere il raggio d’indagine in aree difficili da raggiungere a piedi. Saranno inoltre valutati strumenti di immersione e tecniche di sondaggio del ghiaccio qualora emergessero evidenze sulla presenza nel lago.
Fino al reperimento di elementi certi, la situazione rimane caratterizzata da incertezza e attesa. La famiglia e la comunità di Rozzano chiedono che ogni attività investigativa venga condotta con rigore. L’ulteriore evoluzione delle operazioni dipenderà dalle condizioni ambientali e dalle verifiche tecniche; aggiornamenti ufficiali sono attesi dalle autorità coinvolte.





