Il gip di Milano ritiene che lo sparo di Carmelo Cinturrino a Rogoredo fosse intenzionale; disposto il carcere e avviata la procedura disciplinare per la destituzione

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Il gip di Milano, Domenico Santoro, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’assistente capo Carmelo Cinturrino, indagato per l’omicidio di abderrahim mansouri. L’episodio è avvenuto nel boschetto di Rogoredo il 26 gennaio.
Pur non avendo convalidato il fermo per l’assenza del pericolo di fuga, il giudice ha accolto la richiesta della Procura.
Nell’ordinanza il gip motiva la misura con elementi che descrivono una condotta ritenuta volontaria e gravemente incompatibile con il ruolo di poliziotto. La decisione apre la fase cautelare del procedimento penale, con approfondimenti investigativi ancora in corso.
Le ragioni del gip e la dinamica del colpo
La decisione che apre la fase cautelare del procedimento penale si basa su una valutazione puntuale delle prove raccolte. Nel provvedimento il gip evidenzia la tipologia dell’arma utilizzata, la distanza stimata tra agente e vittima e l’esperienza dell’agente nella gestione del mezzo d’arma.
Il giudice sottolinea inoltre il punto preciso del colpo, localizzato alla testa della vittima. Per il gip questi elementi insieme configurano una volontà di uccidere e rendono difficile accogliere l’ipotesi di una reazione istintiva o di legittima difesa. In particolare, il colpo sarebbe stato esploso da circa 25-30 metri, distanza che il magistrato ritiene incompatibile con una minaccia imminente giustificativa dello sparo.
Il ruolo della pistola a salve
Subito dopo la ricostruzione sulla distanza del colpo, il gip segnala il ritrovamento di una pistola a salve accanto al corpo. Secondo l’ordinanza, l’oggetto avrebbe potuto essere collocato per modificare la scena e sostenere la tesi della legittima difesa. Il magistrato indica la possibilità che l’arma finta sia stata inserita successivamente alla sparatoria, ipotesi avvalorata dalle dichiarazioni discordanti e dalle valutazioni tecniche degli investigatori. Le consulenze forensi citate nel provvedimento sottolineano discrepanze temporali e di posizione che non risultano compatibili con una dinamica coerente con una minaccia imminente.
I soccorsi e le testimonianze
Il fascicolo segnala un ritardo nella chiamata al 118 come elemento centrale per la misura cautelare. Il colpo è stato sparato alle 17:33, la richiesta di soccorso è stata registrata alle 17:55 e Mansouri è deceduto alle 18:31.
Testimoni e operatori sanitari riferiscono che il giovane non sarebbe morto sul colpo e avrebbe manifestato segni di vita dopo lo sparo. Questi rilievi, secondo l’ordinanza, sono incompatibili con l’ipotesi di un intervento immediato per salvare la vittima.
Le testimonianze oculari raccolte in fase di indagine delineano comportamenti valutati dal gip come anomali. Per il giudice tali condotte potrebbero essere state rivolte a ostacolare l’accertamento della verità e a ritardare il corretto accesso alle cure.
Dichiarazioni dei colleghi e contrasti nelle versioni
Le indagini registrano versioni contrapposte tra gli agenti presenti al momento dell’evento. Alcuni colleghi risultano indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Il poliziotto arrestato ha denunciato che parte del personale avrebbe reso dichiarazioni definite come «infamanti».
Il gip ha segnalato il rischio di pressioni e di inquinamento probatorio, valutando che tali condotte possano ostacolare l’accertamento della verità. Sullo sfondo della ricostruzione processuale emergono anche contestazioni relative ad abusi di potere nell’area di Rogoredo, ritenuti rilevanti per la valutazione delle misure cautelari e per il corretto accesso alle cure.
Conseguenze disciplinari e reazioni istituzionali
Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha disposto l’avvio del procedimento disciplinare per la destituzione di Cinturrino. L’azione è stata definita urgente dall’amministrazione, che la ritiene necessaria per tutelare l’ordine interno e la funzione pubblica.
Il provvedimento disciplinare procede in parallelo, ma separato, al percorso penale in corso. Dal punto di vista procedurale, l’iter amministrativo mira a valutare responsabilità e sanzioni indipendentemente dall’eventuale esito giudiziario.
Il ministro dell’Interno ha espresso apprezzamento per gli operatori che operano in contesti complessi. Ha tuttavia sottolineato che episodi di tale gravità incidono sull’immagine e sulla credibilità delle forze dell’ordine e richiedono risposte concrete da parte delle istituzioni.
La decisione è stata collegata alle indagini sugli abusi segnalati nell’area di Rogoredo, ritenuti rilevanti per la valutazione delle misure amministrative. Le autorità mantengono un presidio procedurale per garantire trasparenza e rispetto delle garanzie previste dalla legge.
La difesa e i prossimi passi giudiziari
In continuità con il presidio procedurale, l’avvocato difensore, Piero Porciani, ha annunciato il ricorso al riesame e la richiesta di trasferire il suo assistito agli arresti domiciliari. In udienza Cinturrino avrebbe riconosciuto errori e, tramite il legale, espresso scuse con una dichiarazione in cui ammette di aver tradito la fiducia connessa alla divisa. Molte delle contestazioni restano però oggetto di controversia e saranno approfondite nelle fasi successive del procedimento penale. L’istanza di misura cautelare sarà valutata dall’autorità giudiziaria competente e segnerà il prossimo passaggio procedurale.
La complessità del caso deriva dalla sovrapposizione tra elementi tecnici, testimonianze divergenti e questioni disciplinari. La scelta del gip di disporre il carcere tiene conto non solo della gravità del fatto ma anche del rischio, delineato nell’ordinanza, di reiterazione di reati e di possibili interferenze sulle dichiarazioni dei colleghi. Le indagini proseguono e porteranno ulteriori sviluppi sia sul fronte giudiziario sia su quello amministrativo. La famiglia della vittima e l’opinione pubblica restano in attesa di chiarimenti definitivi; la valutazione dell’istanza di misura cautelare e la prossima udienza di convalida segneranno i prossimi passaggi procedurali.





