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Incendio all’ICAM di Milano: evacuate le detenute con i figli, nessun ferito grave

Un incendio nella lavanderia dell'istituto che ospita madri detenute ha richiesto l'evacuazione di nove donne con i loro figli; nessuno è rimasto gravemente intossicato e sono in corso verifiche sulla causa del rogo

Incendio nella lavanderia dell’istituto per madri detenute a Milano

Nel corso di una serata recente un incendio è divampato nella lavanderia dell’Istituto a Custodia Attenuata per madri detenute in via Macedonio Melloni, a Milano. Le fiamme si sono propagate rapidamente nel corridoio e in ambienti adiacenti.

Il personale di servizio e le forze dell’ordine hanno attivato le procedure di emergenza per mettere in salvo le persone presenti. Gli esperti del settore confermano che la prontezza degli operatori ha limitato i rischi per la salute.

Evacuazione e condizioni delle persone coinvolte

All’interno della struttura si trovavano nove detenute accompagnate dai loro nove minori. Grazie alla rapidità d’intervento degli operatori e ai soccorsi, non si registrano vittime né casi di intossicazione gravi. L’evacuazione è stata condotta secondo le procedure previste e le persone sono state messe in sicurezza.

Come si è svolta l’evacuazione e chi è intervenuto

L’evacuazione è stata condotta secondo le procedure previste e le persone sono state messe in sicurezza. Il personale interno ha prima provveduto a trasferire le detenute e i bambini all’esterno della struttura, oltre la recinzione dell’area passeggio, per evitare l’esposizione al fumo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria di turno, seguiti dalle squadre dei Vigili del Fuoco e dai mezzi del 118. Sono inoltre giunti rinforzi da altre strutture carcerarie per supportare le operazioni di assistenza e controllo.

Tempi e operazioni di spegnimento

Dopo l’arrivo dei rinforzi, le operazioni di spegnimento si sono protratte per diverse ore. I soccorritori hanno lavorato fino a tarda notte per isolare le fiamme e verificare la stabilità degli ambienti.

È stata controllata e accertata l’assenza di fonti di rischio residuo, mentre sono state aperte finestre per favorire il ricambio d’aria e dissipare l’odore di bruciato. Particelle di muratura danneggiata rendevano visibile dall’esterno l’alone nero causato dal rogo.

Esiti immediati e trasferimenti

La muratura danneggiata e l’alone di fuliggine esterno hanno reso temporaneamente inagibile la struttura. Per questo motivo le detenute accompagnate dai figli sono state trasferite in altre sedi.

Tra le destinazioni figurano la Casa Circondariale di San Vittore e la sezione nido del carcere di Bollate. Non sono stati registrati feriti gravi né accessi al pronto soccorso.

Lo spostamento dei nuclei familiari ha comunque sollevato preoccupazioni sullo stato emotivo dei minori. Operatori penitenziari e servizi sociali hanno segnalato il possibile aumento dello stress nei bambini più piccoli, alcuni dei quali hanno pochi mesi di età.

Sono in corso accertamenti tecnici e verifiche sulla sicurezza degli ambienti per definire i tempi e le condizioni del rientro nelle strutture originarie.

Impatto sui minori e considerazioni sul trasferimento

In seguito agli accertamenti tecnici, le autorità hanno disposto trasferimenti temporanei ritenuti necessari per la sicurezza. Tuttavia le misure hanno suscitato preoccupazione per gli effetti sui bambini e sulle madri. Gli spostamenti da strutture a vocazione comunitaria verso istituti penitenziari più grandi possono aumentare ansia e stress nei minori.

Diversi rappresentanti istituzionali hanno chiesto che tali sistemazioni restino limitate nel tempo e che si individui al più presto una soluzione alternativa più adeguata al benessere dei piccoli. Restano in corso verifiche per definire tempi e condizioni del rientro nelle strutture originarie.

Reazioni sindacali e problemi di sicurezza

Restano in corso verifiche per definire tempi e condizioni del rientro nelle strutture originarie. Il SAPPE ha elogiato la professionalità e il sangue freddo degli agenti durante l’evacuazione. Il sindacato ha però richiamato l’attenzione sulle condizioni operative del personale e sulle carenze strutturali e di organico.

Il sindacato ha chiesto investimenti mirati per potenziare sicurezza e risorse umane. Ha sottolineato che episodi analoghi evidenziano fragilità nei sistemi di prevenzione e nella gestione delle emergenze. Gli esponenti locali hanno inoltre richiamato la necessità di interventi strutturali e di misure di prevenzione più incisive, alla luce dei ripetuti incendi che hanno coinvolto strutture detentive in città.

Verifiche sulle cause e prossimi passi

Alla luce dei rilievi già avviati, le autorità competenti proseguono gli accertamenti per stabilire l’origine dell’incendio. Le attività includono rilievi tecnici e la raccolta di testimonianze del personale presente al momento dell’evento. I risultati delle indagini saranno determinanti per attribuire eventuali responsabilità e per definire gli interventi necessari.

Nel frattempo la priorità resta la tutela delle detenute e dei bambini trasferiti, con verifiche sulle condizioni della struttura e controlli mirati sugli impianti. Gli esperti del settore confermano la necessità di misure preventive più incisive e di risorse adeguate al personale che opera in contesti delicati. Le conclusioni delle verifiche orienteranno la programmazione della messa in sicurezza e degli interventi di ripristino.

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