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Possibile mancata visita di Trump a Milano per la finale di hockey: cosa si sa

Tra appuntamenti alla Casa Bianca, problemi tecnici all'aereo presidenziale e manifestazioni previste, la possibile partecipazione di Donald Trump alla finale di hockey a Milano resta in sospeso

Donald Trump potrebbe aver preso in considerazione uno scalo a Milano per assistere alla finale di hockey tra Stati Uniti e Canada, in programma domenica 22 febbraio alle 14:10 all’Arena Santa Giulia. La notizia, rilanciata dopo le semifinali, ha messo in moto le autorità locali: dalla questura si segnalano dubbi sull’effettiva inserzione del viaggio nell’agenda presidenziale e preoccupazioni sugli impatti per sicurezza e viabilità.

Agenda e vincoli logistici
Secondo fonti ufficiali, la Casa Bianca avrebbe mantenuto impegni la mattina stessa, con appuntamenti fissati alle 8 e alle 12 che renderebbero difficoltoso un trasferimento a Milano in tempo per l’inizio della gara. A complicare ulteriormente la situazione sarebbe stato un guasto a Air Force One, che ha reso necessario l’uso di un altro velivolo governativo. I tecnici devono ancora certificare l’idoneità dell’aereo sostitutivo: fino a quella verifica ogni decisione rimane sospesa.

Conseguenze pratiche per la città
La semplice ipotesi di un arrivo presidenziale ha già comportato misure preventive. Prefettura e questura hanno messo a punto percorsi protetti, interdizioni temporanee del traffico e altri accorgimenti per la scorta: l’ipotesi di sbarco a Linate e di una rapida ripartenza verso Verona era al centro delle valutazioni operative. Le autorità hanno chiesto chiarimenti all’ambasciata e attendono conferme dall’agenda ufficiale della delegazione americana.

Sicurezza e tensioni in strada
La prospettiva di un passaggio presidenziale si inserisce in un quadro già segnato: gruppi legati ai centri sociali avevano annunciato una manifestazione in piazza Medaglie d’Oro, nello stesso orario della partita. Per questo la presenza delle forze dell’ordine sarebbe stata rafforzata, con cordoni e controlli mirati per prevenire disordini e garantire la sicurezza dei cittadini e degli spettatori.

Presenze istituzionali e attenzione diplomatica
Anche senza la conferma di Trump, la finale avrebbe richiamato figure istituzionali di rilievo: tra i presenti è stato segnalato il capo dell’FBI, Kash Patel, la cui partecipazione ha alimentato ulteriori verifiche sui trasferimenti e sulle procedure di sicurezza. Sul piano simbolico, la presenza di una personalità di alto profilo avrebbe avuto inevitabili ricadute diplomatiche.

Il contesto sportivo
Dal punto di vista agonistico, si tratta dell’ultimo atto del torneo: Stati Uniti e Canada si contendono l’oro maschile all’Arena Santa Giulia, che ospita circa 18.000 spettatori. Per gli Usa è in palio il primo titolo olimpico maschile dal celebre “Miracle on Ice” del 1980, un dettaglio che aumenta l’attenzione mediatica intorno alla partita.

Stato degli sviluppi
Alla fine la decisione dipenderà dall’esito delle verifiche tecniche sul velivolo sostitutivo e dalla riorganizzazione dell’agenda presidenziale. Per ora fonti del consolato americano e comunicazioni della Casa Bianca non hanno confermato formalmente la tappa a Milano. Le autorità cittadine restano in attesa di comunicazioni ufficiali e continueranno a tenere alti livelli di allerta finché la situazione non sarà chiarita.

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