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Invito a cena in moschea a Milano per scoprire il Ramadan e favorire il dialogo

La Moschea Centrale Al-Wahid, in via Giuseppe Meda 9 a Milano, accoglie la cittadinanza per le serate conviviali del Ramadan, offrendo conversazioni, preghiere e condivisione del pasto del tramonto

Per la prima volta dopo più di trent’anni il Ramadan e la Quaresima si sovrappongono in parte: una coincidenza che a Milano è stata colta come occasione per aprire un confronto pubblico tra fedi e cittadini. La Moschea Centrale Al‑Wahid, in via Giuseppe Meda 9, ha invitato la città a partecipare ad alcune serate del mese di digiuno: spiegazioni sul significato del Ramadan, possibilità di assistere e unirsi alla rottura del digiuno quotidiano e momenti di condivisione intorno al pasto.

Il calendario e come partecipare
L’iniziativa, promossa da CO.RE.IS. (Comunità religiosa islamica italiana), prevede incontri settimanali il venerdì sera: la prima serata si è tenuta il 20 febbraio e gli appuntamenti proseguono fino al 14 marzo, cioè l’ultima settimana del Ramadan. Gli orari variano leggermente: a febbraio l’accoglienza è dalle 17:00 alle 19:00, a marzo si sposta dalle 17:30 alle 19:30. Tutte le cene sono aperte a cittadini e turisti, senza distinzione di credo o provenienza; basta presentarsi nella sede indicata dagli organizzatori.

La struttura della serata
Le serate seguono un percorso pensato per informare e creare spazi di dialogo. Si parte con una breve presentazione sul digiuno — pratiche, significati e motivazioni personali — poi, al tramonto, la chiamata segna il momento della rottura del digiuno. Si prosegue con la cena comunitaria, seguita dalla preghiera serale e da un momento finale di dolci e saluti. I moderatori guidano i turni di intervento per mantenere l’incontro rispettoso e accessibile anche a chi non conosce le pratiche islamiche.

Aspetti istituzionali e figure coinvolte
All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali: tra loro il vicepresidente della Regione, la vicesindaca e la presidente del Consiglio comunale, segnale di una volontà istituzionale di confronto. Sul piano spirituale e mediatico la moschea è guidata da Yahya Sergio Yahe Pallavicini, imam e presidente di EuLeMa (European Muslim Leaders’ Majlis), nonché vicepresidente di CO.RE.IS., che ha sottolineato come questi incontri servano a rinsaldare relazioni e a ridurre paure e malintesi reciproci.

Perché l’apertura conta
Ospitare la rottura del digiuno con persone estranee alla comunità religiosa è, nelle intenzioni degli organizzatori, un gesto concreto di cittadinanza. Condividere un pasto aiuta a sfatare stereotipi e a trasformare conoscenze astratte in esperienze dirette: vedere, ascoltare e parlare davanti a un piatto sposta la percezione reciproca più di molte parole. Marco Santini, analista fintech con esperienza nei mercati, usa la metafora della “liquidità sociale”: la frequentazione regolare e la trasparenza, secondo lui, abbassano gli “spread” culturali e costruiscono fiducia sul territorio — a patto che le iniziative siano gestite con chiarezza e responsabilità.

Un modello di integrazione quotidiana
L’apertura della Moschea Al‑Wahid si inserisce in un percorso più ampio di inclusione urbana: incontri regolari, rituali condivisi e momenti informali sono presentati dagli organizzatori come strumenti pratici per rafforzare la coesione. Milano, città che ospita manifestazioni internazionali e una vivace comunità multiculturale, trova in queste serate un piccolo laboratorio di convivenza. Per partecipare è sufficiente recarsi in via Giuseppe Meda 9 nelle serate indicate: l’ingresso è libero e l’invito è rivolto a chiunque voglia conoscere, chiedere e condividere.

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