due arresti eseguiti dalla squadra investigativa del commissariato lorenteggio hanno portato al sequestro di cocaina, hashish, bilancini e oltre 2.300 euro in contanti

Argomenti trattati
Polizia di Stato ha arrestato due persone sospettate di traffico di stupefacenti nei comuni di Corsico, Settimo Milanese e Cesano Boscone. L’operazione, eseguita dalla Squadra Investigativa del Commissariato Lorenteggio, ha avuto l’obiettivo di contrastare lo spaccio su strada e nelle abitazioni.
I fatti sono stati resi noti dalla redazione il 14/02/2026.
Gli arrestati sono un uomo di 47 anni e un giovane di 23 anni, entrambi cittadini italiani. Sono accusati di detenzione ai fini di spaccio e di reati connessi alla resistenza e alla violenza nei confronti degli agenti intervenuti.
Le fasi dell’operazione e i luoghi coinvolti
L’intervento è iniziato nel pomeriggio con attività d’osservazione e pedinamento. Gli agenti hanno seguito movimenti sospetti tra abitazioni private e punti di incontro. In un episodio il 47enne è stato notato lasciare la propria abitazione e dirigersi in auto verso la zona di Settimo Milanese, dove un incontro con una terza persona è stato ritenuto una cessione di stupefacente. Al momento dell’intervento l’uomo ha tentato la fuga e ha opposto resistenza agli operatori, venendo comunque bloccato con il supporto dei colleghi.
Sequestro e materiali rinvenuti
Durante le fasi successive dell’operazione è stato disposto il sequestro di materiali ritenuti utili alle indagini. Le forze dell’ordine hanno acquisito elementi che saranno analizzati per chiarire dinamiche e responsabilità. Il materiale sequestrato è stato registrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
Nel corso delle operazioni gli agenti hanno rinvenuto nel veicolo otto dosi di hashish e la somma di 1.560 euro in contanti, indicata come provento dell’attività illecita. L’intervento serale a Corsico ha permesso di accertare che lo stesso soggetto era in possesso di una dose da 5,8 grammi di cocaina e di ulteriori 790 euro in contanti.
Accertamenti in casa e strumenti del mestiere
Durante gli accertamenti domiciliari sono stati sequestrati strumenti ritenuti utili allo spaccio, tra cui bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Non sono state riportate ulteriori quantità di sostanze oltre quelle già censite durante i fermi.
Il materiale sequestrato è stato registrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Le indagini proseguono per ricostruire la rete di approvvigionamento e i canali di distribuzione.
Le indagini proseguono per ricostruire i canali di approvvigionamento e distribuzione. A seguito del fermo del giovane, gli agenti hanno eseguito perquisizioni approfondite nell’abitazione e nel veicolo collegato al 23enne. Nelle ricerche sono emersi elementi riconducibili all’attività di spaccio: due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e residui di sostanze stupefacenti, oltre ad ulteriori quantità di cocaina e hashish. I ritrovamenti hanno consolidato il quadro accusatorio relativo alla detenzione per fini di vendita.
La dinamica degli arresti e le accuse
Entrambi gli arrestati sono stati formalmente incolpati di detenzione ai fini di spaccio. Al 47enne sono state contestate anche violenza e resistenza a pubblico ufficiale, a seguito del tentativo di sottrarsi al controllo. Il supporto operativo della Squadra Investigativa è stato determinante per l’esito dell’intervento e per il recupero del materiale illecitamente detenuto. Le forze dell’ordine continuano le verifiche per individuare eventuali complici e confermare le responsabilità nella rete di distribuzione.
Implicazioni e reazioni
La vicenda evidenzia come la micro-distribuzione di sostanze possa radicarsi in circuiti locali che combinano contatto diretto e spostamenti con veicoli. Le indagini hanno mostrato la necessità di continuità investigativa e di collaborazione con la comunità per disarticolare i canali di approvvigionamento.
Sul piano sociale emerge la necessità di interventi integrati: rafforzamento dei presidi di sicurezza urbana, programmi di prevenzione e percorsi di assistenza per le persone a rischio di dipendenza o coinvolgimento nella vendita. Le attività di polizia rappresentano una componente essenziale del contrasto, ma richiedono risorse e sinergie con istituzioni locali e servizi sociali.
Cosa succede dopo l’arresto
Dopo il fermo, le autorità procedono con accertamenti per ricostruire la rete di approvvigionamento e identificare eventuali complici. È prevista l’analisi delle comunicazioni e la verifica del materiale sequestrato, con successivi atti di polizia giudiziaria volti a consolidare le responsabilità.
Parallelamente, le autorità competenti valutano misure cautelari e la prosecuzione delle attività investigative. L’esito delle verifiche determinerà eventuali sviluppi processuali e ulteriori provvedimenti amministrativi o giudiziari.
L’esito delle verifiche determinerà eventuali sviluppi processuali e ulteriori provvedimenti amministrativi o giudiziari. Le persone arrestate sono state trasferite nelle strutture competenti per le procedure di rito: identificazione, verbalizzazione dei sequestri e notifica delle accuse. Le evidenze raccolte durante le perquisizioni saranno allegate agli atti giudiziari per la valutazione di misure cautelari e per l’avvio del procedimento. La Procura competente dovrà ora esaminare il materiale probatorio trasmesso dagli investigatori.
L’episodio conferma il ruolo operativo della squadra investigativa del commissariato nel contrasto dei fenomeni che incidono sulla sicurezza locale. Sul territorio resta necessario mantenere elevata l’attenzione verso pratiche che compromettono la convivenza e la qualità della vita delle comunità interessate.




