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Giulio regeni a dieci anni: come le comunità italiane mantengono viva la memoria

Comuni, studenti e associazioni hanno rilanciato striscioni, commemorazioni e iniziative informative per ricordare Giulio Regeni e sollecitare verità e giustizia.

A dieci anni dalla scomparsa e dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, la sua vicenda continua a tenere viva la mobilitazione in molte città italiane. Associazioni, enti locali, scuole e comitati civici non lasciano cadere il caso nell’oblio: organizzano eventi, presidi e iniziative pubbliche per chiedere verità e giustizia, mentre il percorso giudiziario non ha ancora raggiunto una conclusione definitiva.

Striscioni, presidi e luoghi della memoria
In diverse piazze si sono susseguite manifestazioni e presidi: sui palazzi comunali tornano a comparire i tradizionali striscioni gialli che reclamano verità per Regeni. Sono gesti semplici, ma visibili, pensati per mantenere alta l’attenzione della cittadinanza e ricordare che la vicenda non è chiusa. A Brescia, grazie a una donazione privata e alla collaborazione del gruppo locale di Amnesty International, lo striscione è stato rinnovato e collocato sul fianco di palazzo Loggia che guarda su Largo Formentone, un segnale che richiama la collettività a non smettere di chiedere chiarimenti.

A Cornaredo, alcuni consiglieri comunali hanno presentato una mozione per rimettere lo striscione rimosso dalla facciata del municipio durante il commissariamento. La proposta – che contempla anche l’intitolazione di uno spazio pubblico a Giulio Regeni e l’organizzazione di incontri pubblici – punta a riannodare la memoria civica e a tenere vivo il dibattito locale. La mozione è al vaglio del consiglio comunale: si attendono decisioni sulla calendarizzazione delle iniziative.

Percorsi didattici e impegno delle scuole
Le scuole giocano un ruolo centrale nel trasmettere alle nuove generazioni il valore dei diritti umani e della cittadinanza attiva. In molte istituzioni sono stati avviati percorsi educativi che prevedono lezioni, proiezioni, laboratori e momenti di riflessione. Nel territorio della val Nervia, ad esempio, gli studenti hanno partecipato a una commemorazione itinerante nel borgo di Isolabona: tappe nei carruggi, racconti e attività che hanno unito memoria e approfondimento civico. Docenti e dirigenti sottolineano come queste esperienze aiutino a costruire una memoria collettiva consapevole, non soltanto un ricordo formale.

Simboli, mostre e pratiche di commemorazione
Oltre agli striscioni, le iniziative comprendono mostre fotografiche, momenti pubblici di riflessione e azioni simboliche pensate per trasformare il ricordo in impegno concreto. Queste pratiche vogliono essere presenti negli spazi urbani e nella quotidianità della vita pubblica, così che la richiesta di verità non si disperda in eventi episodici ma resti parte del dibattito civile.

Il quadro istituzionale e internazionale
Enti locali, istituzioni culturali e alcuni consigli comunali hanno espresso pubblicamente sostegno alle iniziative e sollecitato il prosieguo delle indagini. Le prese di posizione mirano a mantenere il caso nell’agenda politica e a spingere per un’azione più incisiva a livello nazionale e internazionale. Sul piano giudiziario, le procure italiane hanno indagato a lungo e più recentemente è ripreso un procedimento contro ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani, accusati a vario titolo di sequestro e, in alcuni capi, di lesioni e omicidio aggravato. L’evoluzione di quel processo è considerata determinante per fare chiarezza sui fatti.

Perché non abbassare lo sguardo
La mobilitazione civile non è solo risposta emotiva: vuole riaffermare l’importanza dei diritti fondamentali, della libertà di ricerca e della trasparenza istituzionale. Ripristinare striscioni, promuovere intitolazioni, organizzare percorsi educativi sono tutte azioni che contribuiscono a preservare la memoria pubblica e a esercitare pressione per ottenere risposte concrete.

Cosa resta da vedere
Il procedimento giudiziario prosegue e la comunità resta in attesa di eventuali sviluppi delle udienze e di richieste probatorie che possano chiarire responsabilità e dinamiche. Nel frattempo, le iniziative nelle piazze, nelle scuole e nelle sedi istituzionali mantengono il caso sotto i riflettori, ricordando che la domanda di verità è ancora aperta e condivisa da molti attori della società civile.

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