la comparsa di simboli nazisti sulla recinzione della scuola Elsa Morante ha scatenato lo sdegno di istituzioni, associazioni e amministrazione comunale; i segni sono stati cancellati lo stesso giorno

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La mattina del 10 febbraio la comunità scolastica della scuola secondaria di primo grado Elsa Morante di Garbagnate Milanese ha scoperto decine di svastiche disegnate lungo la recinzione esterna con un pennarello nero. L’episodio ha suscitato sconcerto tra i genitori, il personale docente e la dirigenza, che hanno formalizzato la denuncia e richiesto interventi immediati per la rimozione e accertamenti sulla dinamica dei fatti.
L’accaduto ha inoltre sollevato preoccupazioni sulla tutela dell’ambiente scolastico e sull’esigenza di iniziative educative mirate.
La reazione della scuola e il valore educativo messo in gioco
La direzione dell’Istituto comprensivo Wojtyla ha definito l’episodio un’offesa ai valori della convivenza civile e ai principi costituzionali. La nota sottolinea che simboli di quel tipo non possono essere derubricati a mero vandalismo. Si ricorda la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del partito fascista, e si evidenzia che l’ordinamento sanziona apologia e propaganda di ideologie fondate sull’odio e sulla discriminazione.
La scuola interpreta l’accaduto come un attacco simbolico ai luoghi della formazione, oltre che una deturpazione materiale. Per questo motivo sono previste verifiche interne e il coinvolgimento delle autorità competenti per gli accertamenti del caso. Dal punto di vista educativo si sottolinea l’urgenza di iniziative didattiche mirate alla promozione della cittadinanza e del rispetto reciproco, con interventi rivolti a studenti, personale e famiglie.
Impatto sulla comunità educativa
Per il corpo docente e per le famiglie il gesto ha provocato un impatto emotivo significativo. Una scuola è uno spazio di inclusione e di crescita, dove si trasmettono conoscenze e valori civili. La presenza di simboli nazisti sulla cancellata ha suscitato allarme e sollecitato richieste di maggiore attenzione alla memoria storica e all’educazione alla cittadinanza. In questo contesto, le attività di prevenzione e sensibilizzazione in classe vengono indicate come strumenti necessari per contrastare comportamenti alimentati dall’ignoranza o dall’intolleranza. Sono altresì richiesti percorsi formativi rivolti a studenti, personale e famiglie e un più costante monitoraggio degli spazi esterni alla scuola.
La presa di posizione delle associazioni e della politica locale
In continuità con le richieste di percorsi formativi e di maggiore monitoraggio, le associazioni locali e i rappresentanti politici hanno condannato l’accaduto. L’Anpi di Garbagnate-Cesate ha definito le immagini rinvenute «simboli osceni» e ha espresso solidarietà alla dirigenza, al personale e agli studenti.
L’associazione ha ricordato il lavoro svolto con la scuola su progetti di memoria storica e ha sottolineato come tali episodi siano espressione di una subcultura di intolleranza in netto contrasto con i principi costituzionali.
Il circolo locale del Partito Democratico ha condannato l’episodio, richiamando il valore storico della città nella lotta al nazifascismo e nella Resistenza. I rappresentanti politici hanno chiesto un intervento coordinato tra istituzioni scolastiche e forze dell’ordine per prevenire il ripetersi di simili eventi.
Tra le proposte avanzate figurano l’attivazione di ulteriori percorsi educativi rivolti a studenti, personale e famiglie, il potenziamento del monitoraggio degli spazi esterni alla scuola e verifiche puntuali sulle responsabilità organizzative. Si attende ora l’esito delle verifiche avviate dall’istituto e ogni eventuale azione da parte delle autorità competenti.
Messaggi istituzionali
Mentre si attendono le verifiche avviate dall’istituto, i rappresentanti istituzionali hanno ribadito che attaccare una scuola costituisce un’offesa a un luogo simbolo della democrazia.
I messaggi ufficiali hanno richiamato il valore della scuola come spazio di inclusione e formazione. Le autorità hanno chiesto che gli episodi non vengano minimizzati e che, oltre alla rimozione materiale dei segni, si avvii un lavoro educativo finalizzato a spiegare le ragioni storiche e morali della condanna di tali simboli.
L’intervento del sindaco e le azioni intraprese
Il sindaco di Garbagnate Milanese ha definito il gesto deprecabile e ha disposto la rimozione immediata delle svastiche presenti sul muro dell’istituto.
La cancellazione è avvenuta nella stessa giornata, con l’obiettivo di inviare un segnale chiaro: non è tollerata alcuna forma di provocazione che riconduca a ideologie estremiste.
L’amministrazione comunale ha richiamato la necessità di proseguire nel percorso di educazione civica e nella trasmissione della memoria storica, ritenuti strumenti fondamentali per contrastare l’affermarsi di questi fenomeni.
Azioni di prevenzione e monitoraggio
In continuità con l’intervento di rimozione, le autorità locali hanno rafforzato le misure di sorveglianza e avviato progetti formativi nelle scuole. L’obiettivo è evitare il ripetersi di episodi analoghi mediante iniziative centrate sul rispetto, la conoscenza storica e la partecipazione civica.
L’azione coordinata tra istituto, associazioni e amministrazione locale viene indicata come la risposta più efficace per ristabilire sicurezza e fiducia. Dal punto di vista operativo sono stati intensificati i controlli e promossi percorsi di educazione civica, con particolare attenzione alla trasmissione della memoria storica e al monitoraggio continuo degli spazi pubblici. L’amministrazione ha annunciato verifiche periodiche e aggiornamenti del piano di prevenzione.
Dopo l’annuncio delle verifiche periodiche e degli aggiornamenti del piano di prevenzione, le autorità insistono su interventi coordinati. La rimozione delle scritte rimane il primo atto operativo. Tuttavia la risposta efficace richiede misure diffuse nel tempo e sul territorio. Per contrastare la normalizzazione di simboli dell’odio è necessario agire sulle radici culturali del fenomeno. Le istituzioni locali puntano su campagne nelle scuole, progetti di memoria e iniziative civiche mirate. Occorre inoltre consolidare azioni di monitoraggio e percorsi educativi che favoriscano la prevenzione a lungo termine. La trasformazione dello sdegno in strumenti concreti passa dall’investimento in istruzione e memoria, collegati a un sistema di vigilanza permanente e aggiornabile secondo le esigenze del territorio.





