dopo le segnalazioni in un condominio di Milano3, il comune e Gruppo CAP forniscono chiarimenti su rischi, responsabilità condominiali e pratiche di manutenzione per prevenire la legionellosi

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Lidia Reale, sindaca di Basiglio, ha disposto verifiche dopo segnalazioni arrivate nelle prime ore del mattino del 9/02/2026 su un sospetto caso di legionella in un condominio del complesso Milano3. Le autorità comunali e gli uffici tecnici indagano per chiarire modalità di trasmissione, responsabilità e misure di tutela per residenti e amministratori.
Gruppo CAP ha comunicato che la rete pubblica è oggetto di monitoraggi continui e che, sulla base delle valutazioni tecniche disponibili, l’acqua distribuita dall’acquedotto resta potabile e sicura per il consumo umano. Il comune ha inoltre contattato l’amministratore del condominio per verificare l’adozione delle procedure obbligatorie e la regolarità degli interventi di manutenzione delle tubature interne.
Come si trasmette la legionella e dove si annida
La legionella si trasmette prevalentemente tramite inalazione di aerosol contaminato. Il batterio non si diffonde per contatto diretto tra persone. Ambienti a rischio includono impianti di climatizzazione, torri di raffreddamento, docce e sistemi idrici con ristagno o scarsa manutenzione.
Il microrganismo favorisce ambienti con acqua tiepida e biofilm nelle tubature. La presenza di sedimenti, temperature comprese tra 20°C e 50°C e ridotta circolazione dell’acqua aumenta il rischio di proliferazione. Per questo motivo le verifiche comunali hanno riguardato sia le reti condominiali interne sia le pratiche di manutenzione adottate dall’amministrazione di condominio.
Le autorità locali mantengono le indagini in corso e informano che eventuali aggiornamenti saranno comunicati tramite canali ufficiali. I risultati dei controlli tecnici determineranno le eventuali misure correttive da adottare.
I risultati dei controlli tecnici determineranno le eventuali misure correttive da adottare.
Per comprendere il rischio reale è utile ricordare che la Legionella pneumophila si diffonde principalmente per via inalatoria. La trasmissione avviene attraverso l’inalazione di vapore o di minuscole goccioline d’acqua nebulizzata. Bere l’acqua o usarla per cucinare non rappresenta un vettore di trasmissione, come precisano i tecnici del gestore idrico.
Ambienti a rischio e condizioni favorevoli
Il batterio prolifica in condizioni specifiche: acque stagnanti, temperature miti e la presenza di incrostazioni o biofilm. Tra i punti critici figurano le tubature interne agli edifici, i soffioni e le cornette delle docce e le vasche da bagno. Rientrano inoltre i sistemi di climatizzazione centralizzati e le torri evaporative.
L’assenza di una corretta manutenzione e di flussaggi regolari aumenta la probabilità di sviluppo del patogeno. Interventi come il risciacquo delle reti idriche, la disinfezione periodica e il controllo delle temperature riducono il rischio.
Ruoli e responsabilità: chi deve intervenire
La responsabilità primaria della manutenzione spetta ai proprietari e ai gestori degli impianti all’interno degli immobili. Le amministrazioni condominiali devono assicurare programmi di controllo e registrare gli interventi eseguiti.
Il gestore idrico mantiene il compito di garantire la qualità della rete pubblica e di fornire dati analitici su eventuali anomalie. Le autorità sanitarie territoriali valutano i campionamenti e indicano le misure igienico-sanitarie da applicare in caso di concentrazioni rilevate.
Le verifiche in corso forniranno elementi tecnici utili per stabilire eventuali ordinanze o interventi di bonifica. In attesa dei referti laboratoristici le procedure standard prevedono monitoraggio, campionamento e, se necessario, trattamenti di disinfezione.
In attesa dei referti laboratoristici, le procedure standard prevedono monitoraggio, campionamento e, se necessario, trattamenti di disinfezione. Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma nei condomìni la sicurezza degli impianti centralizzati dipende dalla gestione tecnica e amministrativa.
Nel caso dei condomìni, la gestione del rischio è generalmente demandata all’amministratore condominiale, in particolare quando sono attivi impianti di produzione di acqua calda o infrastrutture per il raffreddamento. La normativa italiana sulle acque destinate al consumo umano, recepita con il D.Lgs. 18/2026 e successivi aggiornamenti, impone obblighi specifici per la valutazione e la riduzione del rischio.
obblighi normativi e conseguenze
Secondo la regolamentazione vigente, gli adempimenti obbligatori includono la valutazione del rischio affidata a tecnici qualificati, la redazione del Documento di Valutazione del Rischio, il campionamento periodico e l’attuazione di interventi correttivi. L’inadempimento può comportare responsabilità di natura civile e penale nei confronti dell’amministrazione condominiale e dei gestori degli impianti.
buone pratiche raccomandate per residenti e gestori
I dati di compravendita mostrano che gli immobili con impianti ben manutenzionati conservano valore superiore nel tempo; il mattone resta sempre un bene che richiede cura continua. Per limitare i rischi si raccomanda manutenzione programmata, registrazione degli interventi e conservazione della documentazione tecnica.
Gli esperti suggeriscono controlli periodici delle temperature di esercizio e verifiche sul ricambio d’acqua nelle parti meno utilizzate dell’impianto. Gli interventi di bonifica devono essere eseguiti secondo protocolli riconosciuti e documentati da relazione tecnica.
Sul piano operativo, l’amministratore deve coordinare i tecnici, predisporre il Documento di Valutazione del Rischio e comunicare agli utenti eventuali misure temporanee. I prossimi sviluppi saranno determinati dai risultati dei campionamenti e dalle eventuali prescrizioni delle autorità sanitarie.
I prossimi sviluppi saranno determinati dai risultati dei campionamenti e dalle eventuali prescrizioni delle autorità sanitarie. Nel frattempo Gruppo CAP e il comune raccomandano misure pratiche e quotidiane per ridurre il rischio di proliferazione.
Si suggerisce la sostituzione periodica dei filtri dei rubinetti e l’impiego di prodotti anticalcare per l’ammollo. Inoltre è raccomandato far scorrere l’acqua prima dell’uso, iniziando dall’acqua calda e poi quella fredda, mantenendo distanza dal punto di erogazione. Queste azioni non richiedono attrezzature complesse ma risultano efficaci.
Altri interventi includono la pulizia e la disinfezione regolare di condizionatori, vasche e fontane e l’utilizzo frequente dei rubinetti poco usati per evitare ristagni. Dopo periodi prolungati di inutilizzo è opportuno riattivare i sistemi di aerazione e climatizzazione e limitare temporaneamente l’accesso agli ambienti durante le operazioni di avvio.
Comunicazione e rassicurazioni pubbliche
Le autorità comunali hanno avviato il monitoraggio informativo per fornire aggiornamenti ai cittadini e ai turisti. Le comunicazioni mirano a spiegare le misure preventive adottate e a chiarire i passi successivi in base agli esiti analitici. I dati di compravendita mostrano come la percezione della sicurezza incida sulla fruizione degli spazi pubblici; nel mercato immobiliare la location è tutto, e analogamente la qualità degli impianti influenza l’uso degli edifici.
Il documento ufficiale richiama due obiettivi: informare la cittadinanza e contrastare allarmismi non supportati da dati. Nel testo si sottolinea che l’approvvigionamento idrico pubblico è soggetto a controlli continui e che, salvo evidenze analitiche contrarie, l’uso dell’acqua per bere e cucinare non espone a rischio di contagio.
Nel mercato immobiliare la location è tutto, e la qualità degli impianti condominiali incide direttamente sull’utilizzo degli edifici, osserva Roberto Conti. I dati di compravendita mostrano come la cura degli impianti influisca sulla valutazione degli immobili. Per questo le autorità invitano a rispettare le raccomandazioni ufficiali e a segnalare anomalie all’amministratore o agli enti competenti.
La prevenzione efficace combina le verifiche istituzionali con la manutenzione privata degli impianti domestici. Gli utenti devono rivolgersi ai gestori per interventi tecnici e restare aggiornati sugli esiti dei campionamenti, che determineranno eventuali prescrizioni sanitarie.





