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Autopsia e Analisi Approfondita del Caso di Abdherraim Mansouri a Milano: Tutti i Dettagli

Aggiornamenti sulla sparatoria che ha causato la morte di Abdherraim Mansouri nella zona periferica di Milano.

Il caso della morte di Abdherraim Mansouri, un giovane di 28 anni, ha suscitato un forte interesse nell’opinione pubblica e nelle autorità italiane. L’episodio, avvenuto lo scorso lunedì nel boschetto di Rogoredo, alla periferia sud di Milano, ha portato all’apertura di un’inchiesta per chiarire le circostanze che hanno portato alla sua sparatoria mortale da parte di un agente di polizia.

Il procedimento autoptico

Martedì prossimo si svolgerà l’autopsia sul corpo di Mansouri, un passaggio cruciale per comprendere meglio la dinamica dell’incidente. L’esame sarà condotto dall’equipe di Cristina Cattaneo, un’anatomopatologa forense di fama internazionale. Questo accertamento, unito a un’analisi balistica ancora da effettuare, aiuterà a stabilire la distanza da cui l’agente ha aperto il fuoco, elemento fondamentale per la ricostruzione dei fatti.

Le dichiarazioni dell’agente

Il poliziotto coinvolto, attualmente sotto accusa per omicidio volontario, ha dichiarato di aver agito in uno stato di paura, sostenendo che Mansouri gli avrebbe puntato contro una pistola. Tuttavia, l’arma si è poi rivelata essere una replica a salve. Il legale dell’agente, Piero Porciani, ha incaricato un esperto di investigazioni, Dario Redaelli, per supportare la difesa e chiarire la situazione.

La ricerca di prove e testimoni

Le indagini sono volte a chiarire ulteriormente la questione, ma la mancanza di telecamere di sorveglianza nella zona complica il lavoro degli inquirenti. L’assenza di registrazioni video riduce la possibilità di verificare la versione fornita dal poliziotto, che sostiene di aver inseguito Mansouri prima di aprire il fuoco. L’avvocato Porciani ha espresso la sua speranza che eventuali immagini possano avvalorare la difesa del suo cliente.

Le testimonianze raccolte

Nel boschetto erano presenti altre persone al momento della sparatoria, e gli investigatori stanno cercando di identificare eventuali testimoni. La testimonianza di un giovane bengalese, recentemente arrestato per spaccio, ha confermato di non aver assistito all’incidente, ma potrebbe comunque fornire informazioni utili. È emerso che l’agente aveva riconosciuto Mansouri, noto nella zona con il soprannome di Zack, aggiungendo un elemento di complessità alla situazione.

Attività investigative in corso

Oltre all’autopsia, si stanno conducendo analisi approfondite sulla pistola utilizzata dal poliziotto e sulla dinamica dello sparo. L’arma ha esploso un solo colpo; l’analisi delle impronte e delle prove forensi può rivelare ulteriori dettagli sulla sua origine e utilizzo. È fondamentale anche l’analisi dei telefoni sequestrati, che potrebbero contenere informazioni rilevanti per il caso.

Il caso prosegue con la massima attenzione da parte della Procura, che intende chiarire se l’azione dell’agente possa essere giustificata come legittima difesa o se si tratti di un omicidio volontario. Ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi giorni, in particolare in relazione ai risultati dell’autopsia e delle analisi balistiche. È prevista un’analisi approfondita dei telefoni sequestrati, i quali potrebbero fornire informazioni rilevanti per l’inchiesta.

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