L'Alcione 4 Special rappresenta un'illustrazione concreta di come il calcio possa unire e includere, trasformando radicalmente la vita dei suoi giocatori.

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L’inclusione attraverso lo sport a Milano
Nel cuore di Milano, tra Giambellino e Lorenteggio, si trova l’Alcione 4 Special. Questa squadra sta riscrivendo le regole dello sport inclusivo. Fondata 15 anni fa dalla onlus Fraternità e amicizia, l’Alcione 4 Special non è semplicemente una squadra di calcio, ma un simbolo di passione e determinazione. I giovani giocatori non praticano solo sport, ma trovano un ambiente dove possono esprimere se stessi e superare le proprie fragilità.
Un gruppo di amici e sportivi
Questa squadra non è definita dalla disabilità dei suoi membri, ma piuttosto dall’amore per il calcio. Molti dei ragazzi presentano caratteristiche tipiche del disturbo dello spettro autistico, ma ciò che li unisce è l’entusiasmo e il desiderio di giocare. Negli ultimi anni, l’Alcione ha avviato una collaborazione con l’Alcione Milano, squadra di Serie C, per consentire ai suoi atleti di competere a livelli superiori nel campionato della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale (DCPS).
La passione che supera le barriere
Serena Bortolini, presidente dell’Alcione 4 Special, sottolinea l’importanza dello sport come strumento di inclusione. “Lo sport ha il potere di abbattere ogni barriera e insegnare il rispetto reciproco”, afferma Bortolini. “È un linguaggio universale che permette a tutti di esprimere le proprie emozioni e di affrontare le sfide quotidiane”. L’esperienza in campo aiuta i ragazzi a diventare protagonisti delle loro vite, abbandonando il ruolo di semplici spettatori.
Il percorso di crescita personale
Matteo Compagnoni, noto come Compa, è un difensore dell’Alcione 4 Special che ha trasformato la sua esperienza sportiva in una vera avventura. Secondo Compagnoni, indossare la divisa di una squadra professionista è un sogno che si avvera. Egli spera che molti altri giovani possano beneficiare delle stesse opportunità di crescita offerte dallo sport. La sua passione per il calcio è palpabile: «Mi piace segnare, anche se il mio ruolo è difensivo», ha affermato, ricordando con entusiasmo la prima partita in cui ha segnato, contribuendo alla vittoria per 7-0.
Imparare dai successi e dalle sconfitte
Davide Spini, educatore e allenatore della squadra, sottolinea l’importanza del lavoro educativo che si estende oltre il campo di gioco. I ragazzi stanno sviluppando valori fondamentali come il rispetto delle regole e l’altruismo. Queste lezioni si riflettono anche nella vita quotidiana, rendendoli più autonomi e responsabili. Spini osserva come i genitori notino miglioramenti significativi nei loro figli, che ora si prendono carico delle proprie responsabilità.
Affrontare le sfide della competizione
Un aspetto cruciale dell’esperienza sportiva è la gestione delle sconfitte. Secondo Davide Spini, educatore e allenatore, è fondamentale evitare che i ragazzi si sentano sotto pressione. Quando vincono, è merito loro; quando perdono, non devono provare senso di colpa. È essenziale insegnare loro a guardare oltre i risultati e a concentrarsi sul benessere collettivo. La competitività può essere un’arma a doppio taglio, quindi l’allenatore si impegna a mantenere un equilibrio tra divertimento e prestazioni.
Quando la palla inizia a rotolare, le etichette sociali e le differenze svaniscono. I ragazzi si uniscono nel gioco, affrontando insieme le proprie fragilità in un ambiente di sostegno reciproco. L’Alcione 4 Special non è solo una squadra, ma una comunità che celebra la diversità e promuove l’inclusione attraverso la passione per il calcio.




