Oggi si chiude il Giubileo 2026 con la cerimonia della Porta Santa officiata da Papa Leone XIV.

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Il 6 gennaio segna un momento significativo per la Chiesa cattolica: Papa Leone XIV ha ufficialmente chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, segnando la conclusione del Giubileo della speranza. Questo rito, che ha avuto luogo in presenza del presidente Sergio Mattarella e di altre autorità, rappresenta il termine di un periodo di intensa spiritualità e raccoglimento.
La cerimonia di chiusura
Alle 9:41, il pontefice ha compiuto il gesto simbolico di chiudere la Porta Santa, una pratica che tradizionalmente segna la conclusione di un Giubileo. Durante la celebrazione, Leone XIV ha sottolineato che, sebbene la porta fisica si chiuda, la clemenza divina rimane sempre aperta per tutti coloro che cercano conforto e speranza.
Riflessioni sul Giubileo
Questo Giubileo, avviato con l’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco, ha accolto oltre 33 milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Durante l’Angelus, il Papa ha esortato i fedeli a diventare artigiani della pace, incoraggiando un impegno attivo verso la costruzione di un mondo migliore.
Un anno di pellegrinaggi e incontri
Nel corso dell’anno giubilare, Roma ha vissuto una trasformazione profonda, accogliendo visitatori da 185 nazioni, con una predominanza di pellegrini europei. Il 62% degli arrivi è stato registrato dall’Europa, mentre gli Stati Uniti e l’America Latina hanno contribuito rispettivamente con il 12,5% e il 4% dei visitatori. Questo afflusso ha portato a un rinnovato spirito di comunità e solidarietà.
L’importanza della presenza di Mattarella
La presenza del presidente Mattarella alla cerimonia di chiusura ha ulteriormente sottolineato l’importanza di questo evento non solo per la Chiesa, ma anche per la società italiana. La sua partecipazione rappresenta un legame tra la fede e l’impegno civile, un messaggio che invita alla riflessione e alla coesione sociale.
Le parole del Papa e il significato dell’epifania
Nell’omelia, Papa Leone XIV ha richiamato l’importanza di non lasciarsi sopraffare dall’immobilismo. Ha citato la reazione della città di Gerusalemme all’arrivo dei Magi, evidenziando come talvolta chi detiene il potere possa perdere la capacità di accogliere novità. La Chiesa, ha avvertito, deve mantenere viva la curiosità e la disponibilità ad accogliere i cambiamenti.
Il pontefice ha invitato a riflettere sulla figura dei Magi, simboli di chi intraprende un viaggio di ricerca e speranza. “I Magi esistono ancora”, ha affermato, incoraggiando tutti a seguire il loro esempio e a non temere il percorso verso l’ignoto.
Conclusioni e prospettive future
La chiusura della Porta Santa segna non solo la fine di un Giubileo, ma anche un nuovo inizio per tutti. Come ha sottolineato il Papa, chiudere una porta non significa fermarsi, ma piuttosto ripartire con rinnovato fervore. La Chiesa è chiamata a continuare il suo cammino, aperta alla clemenza e alla compassione verso il prossimo.
Concludendo, la celebrazione del Giubileo ha lasciato un segno profondo nella comunità dei fedeli, incoraggiando ognuno a diventare un testimone di speranza nel mondo, un messaggio di cui il Papa ha fatto eco con le sue parole e gesti.
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