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Schianto tram-bus, Trabucchi aveva già collezionato 100 multe sulla corsia preferenziale

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(foto del nostro collaboratore Leonardo – Milano 2.0)

Finalmente c'è una prima svolta nelle indagini sull'incidente in corso di Porta Vittoria dello scorso 14 febbraio, anzi, a dire il vero due. La prima riguarda i fantomatici pedoni che l'autista del suv Marco Trabucchi ha sempre dichiarato di aver visto attraversare la strada, motivo per cui avrebbe anche sterzato bruscamente.

Le telecamere che controllano le corsie preferenziali del corso danno ragione al procuratore sportivo, in effetti in una ripresa si vedono due figure in mezzo alla strada. Quelle stesse telecamere, però, smentiscono l'immagine di automobilista ligio al codice della strada come si proclamava lo stesso Trabucchi, il quale in circa sei mesi ha collezionato più di cento multe in quel tratto di Milano.

A bordo del suo Porche Cayenne con targa svizzera, l'unico indagato, al momento, per l'incidente era solito sfrecciare nelle corsie riservate ai tram e ai bus.

Lo sanno bene i vigili del nucleo radiomobile di Milano, ai quali è bastato inserire il numero di targa di Mario Trabucchi per scoprire i numerosi precedenti: centinaia di verbali, contestazioni, con tanto di data e ora del fattaccio.

Tutte queste multe, però, sono passate inosservate per un semplicissimo motivo. Uno straniero che commette un'infrazione in Italia e non paga la multa non rischia praticamente nulla. Nel senso che la sanzione gli viene notificata tramite il consolato, ma se il trasgressore decide di non pagare le autorità italiane non hanno le competenze per intervenire a causa di cavilli burocratici, quindi il tutto cade nel dimenticatoio.

Come al solito, dopo il dramma si corre ai ripari, infatti i vigili stanno studiando degli accordi per mettere fine a questa ingiustizia. Questo è proprio il caso di Mario Trabucchi, che essendo residente in Svizzera non ha mai pagato le multe prese per "invasione" di corsia preferenziale.

Mai, fino al 14 febbraio 2007, perchè ora è direttamente coinvolto in un incidente le cui imputazioni sono "omicidio colposo e lesioni gravissime plurime".

Ricordiamo infatti che nello scontro tra l'autobus 60 e il tram 12 è rimasta uccisa Giuliana Grossi e altre ventuno persone sono state ferite. Ora, il pubblico minestero Cecilia Vassena, che conduce le indagini, ha tutto il materiale dei trascorsi dell'autista del suv per studiare meglio colpe e responsabilità del caso.

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