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Record di adozioni a Milano, sempre più richieste per bebè stranieri

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Avere un figlio è il sogno di quasi tutte le coppie, la nascita è una gioia indescrivibile, crescere un bambino e vederlo diventare grande una soddisfazione inimmaginabile. E' vero che la famiglia tradizionale sta scomparendo, è vero che in fondo in fondo di figli se ne fanno sempre meno, ma paradossalmente se ne adottano sempre di più. 

Milano è così: crisi della vita a due, precariato, soldi che non bastano mai, generazione peter pan, infertilità, per alcuni anche paura di non essere all'altezza.

I motivi per cui la natalità è in calo sono veramente tanti, ma a quanto pare non sopperiscono la gioia di diventare genitori. E la ricerca di un figlio si sposta sempre più verso l'estero.

Ogni giorno almeno una coppia si presenta al Tribunale dei minori per iniziare le pratiche o solo per chiedere informazioni. Il 15% delle richieste di adozione internazionale in Italia vengono proprio da Milano. Per lo più coppie tra i 35 e i 44 anni senza figli, spesso che hanno già provato con la fecondazione assistita senza successo.

Cercano bambini appena nati da poter cullare come se fossero figli naturali, educarli e crescerli dall'infanzia.

Non è una strada facile quella dell'adozione, l'iter è molto lungo, ci vogliono anni per raggiungere l'obiettivo, tanti sacrifici e non mancano le delusioni. Soprattutto quando il piccolo viene da un altro Paese gli ostacoli non mancano. La burocrazia si mette sempre di mezzo, i colloqui conoscitivi sono più di uno, bisogna passare un periodo anche piuttosto lungo nel Paese di origine del bambino, per conoscere a fondo la sua storia e la cultura.

La voglia di avere un figlio a tutti a costi, come è facile immaginare, crea anche un mercato nero e illegale. Molte persone, sconfortate dalle lunghe attese e non certi alla fine di riuscire ad avere un bambino in adozione si rivolgono ad associazioni poco serie o si lasciano convincere a fare qualsiasi cosa, come lasciare sostanziose donazioni o tornare a casa con un figlio e due o tre fratelli. L'adozione è un'arma a doppio taglio e anche chi si presta a mettere in contatto le famiglie con i bambini deve essere sicuro delle motivazioni che spingono a questo gesto.

Spesso i ragazzi abbandonati sono molto problematici e le conseguenze potrebbero venire a galla anche molto tempo dopo la "convivenza". L'informazione, dunque, è essenziale, sapere bene a cosa si va incontro, l'assistenza anche, sapere a chi rivolgersi per dei consigli e un supporto.

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