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L'incubo dei cantieri e i ricorsi dei cittadini: Milano ha raggiunto il limite di sopportazione

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E' un giro d'affari per oltre un miliardo di euro quello che si muove intorno ai ben 200 cantieri sparsi per la città .

Un business che sta nelle mani di appena quattro importanti ditte appaltatrici che gestiscono tutti i lavori.

La maggior parte dei progetti rispondono al nome di box sotterranei e sono stati approvati ai tempi che furono dalla Giunta Albertini come strumento anti traffico.

Ad oggi il tutto si rivela solo un gran fallimento, motivo per cui i milanesi delle numerose zone interessate sono sul piede di guerra con il Comune.

I ricorsi si accumulano sulle scrivanie dei tribunali e prima o poi non potranno più essere ignorati.

Speriamo prima che crolli qualche casa, di gran lunga antecedente al posto macchina. 

L'ultimo in ordine di tempo è stato l'abbattimento degli alberi in piazza Bernini per iniziare gli scavi per l'ennesimo parcheggio. Il limite della sopportazione è stato superato da un pezzo. Ora un altro punto importante della città è stato sventrato senza motivo e resterà a cielo aperto per chissà quanto tempo prima che si inizi seriamente a lavorare e poi chissà quanti stop ci saranno.

Sicuramente si andrà per lunghe anche a causa delle proteste dei residenti che non tarderanno a farsi sentire.

Di commercianti schiacciati dai lavori in corso ne sentiamo parlare tutti i giorni, come se non bastassero loro a dover combattere contro i mulini a vento, ora anche i cittadini hanno di che lamentarsi. I tiranti che vengono usati per questo tipo di lavori provocano gravi danni alle strutture circostanti. Praticamente per sostenere le mura perimetrali dei parcheggi, inizialmente vengono avvitati dei cavi nella terra circostante, ovvero nelle fondamenta delle abitazioni limitrofe.

Risultato? Crepe nei muri e danni alla stabilità dell'edificio. Non per niente i cosiddetti "tiranti" non potrebbero essere utilizzati senza autorizzazione del condominio interessanto – proprietario del sottosuolo – ma questo non viene mai tenuto in considerazione perchè le alternative di costruzione sono troppo costose.

Polemiche continue anche per i progetti pensati male che fermano i cantieri, come il caso di via Mecenate, dove un parcheggio e un alloggio per studenti dovrebbero sorgere uno accanto all'altro.

Peccato siano troppo vicini e non si riesca a lavorare, così entrambi i cantieri sono fermi, dopo che l'area verde è stata da tempo spianata. Insomma nel 2008 un ingegnere dotato di raziocinio riuscirà ad approvare dei progetti realizzabili, secondo tempi e modi consoni a un paese sviluppato?
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