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Zerobriciole: “Milano? Una città vispa e curiosa”

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La fondatrice di Zerobriciole, Martina Camporeale, ha raccontato a Notizie.it | Milano come è nata l'idea e il suo rapporto con la città.

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Zerobriciole nasce nel 2012 da un’idea di Martina Camporeale, come un’azienda di food delivery di alta qualità, anticipando un fenomeno, quello dei pasti a domicilio ,che diventerà un fenomeno dilagante negli anni a seguire. Negli anni ridimensiona il servizio delivery e si trasforma in catering per eventi aziendali per il mondo della moda, luxury e design.

Si differenzia per i contenuti creativi e innovativi per la capacità di personalizzare food e allestimento dell’evento a seconda del mood richiesto dal cliente, usando il momento conviviale come un ulteriore strumento per comunicare durante l’evento. Uno dei più incisivi ed emozionali. Il cibo.

Zerobriciole è il prodotto di un team bizzarro ed eterogeneo fatto in cucina : da una archichef ( architetta che abbandona i progetti per dedicarsi alla passione per al cucina- Lucia Peradotto) e uno chef spagnolo “rubato” a un due stelle Michelin Milanese ( Jimmie Blay Castillo Frost ) e nel management da un team vario di designer, sommelier, creativi, ingegneri e Bocconiani amanti dell’adrenalina pura da evento.

Un team di 10 persone con il genoma del duro lavoro e del divertimento. (Work hard, Play hard)

Il servizio delivery in questo periodo è stato rilanciato Abbiamo una serie di piatti ready to eat, le così dette cenedadivano per serate pigre e le ricette del fine dining da finire in pochi passaggi ai fornelli e dei video che accompagnano passo passo per finire il piatto e decorare come uno chef stellato.

Una bella sezione dedicata ai bambini per dare le buone abitudini gourmet sin da piccoli e superare in modo più colorato la cattività.

Si può ordinare la propria cena gourmet su zerobriciole-delivery.com

Intervista a Zerobriciole

Da pugliese come vivi e come hai vissuto Milano e come ti è venuto in mente di aprire una attività a Milano?

Sono andata via di casa a 18 anni ho vissuto in Inghilterra e poi Roma per studiare ( Istituto europeo di Design e una laurea in scienze dalla comunicazione e un corso da sommelier professionista).

A Roma dopo diversi anni come sommelier e buyer vini ho intrapreso la strada delle consulenze per la ristorazione. Aiutavo imprenditori out-sider ad avviare un’attività nel settore food.

pop box

Avevo sempre in mente un format sul cibo curioso e divertente volevo innovare nel settore del catering che mi sembrava fermo nel tempo un oceano blu da esplorare e credevo tantissimo nel food delivery in tempi in cui a casa ti portavano solo la pizza e il cinese.

Di fatto nel giro di pochi anni è diventato il fenomeno dilagante che conosciamo, cambiando le nostre esperienze di consumo in modo radicale. Avevo in testa il mio format, ci credevo molto e alla fine ho deciso di farlo per me.

Milano mi sembrava una città vispa e curiosa sempre attenta al nuovo con un bel respiro internazionale, l’Expo era alle porte e quindi mi sono trasferita. Vivo qui da 10 anni, amo Milano e la sua vitalità sperimentale è la città dove si sono realizzate le cose più importanti la mia bimba Linda e zerobriciole.

Chips viola 3

Pensi che una città come Milano sia particolarmente adatta al catering?

Assolutamente sì, è piena di eventi, di fiere internazionali, di aperture e di divertimento è pieno di occasioni per festeggiare ha un’anima estremamente gaudente. Altro che città grigia.

La vostra attivitá ha risentito del periodo di lockdown?

Lavorando nel mondo degli eventi e con settori come la moda il calo si è visto già da gennaio con l’assenza dei buyer cinesi. Come settore siamo stati i primi a fermarci di fatto il divieto di fare eventi e assembramenti ci ha colpito dal primissimo decreto del 23 febbraio.

Abbiamo perso i mesi più belli per un’attività del nostro settore, con la cancellazione del Salone del Mobile ho capito che iniziava un periodo veramente tosto.

Per una cittá come Milano che è sempre di corsa e sempre in mutamento il periodo di fermo dovuto al rischio pandemia è stato un dramma ma anche una occasione per riflettere e prepararsi ad una dimensione nuova e diversa. Come vi siete ripensati?
Da questa sfortuna siamo usciti , in generale come persone, migliori o peggiori?

Ne stiamo uscendo certo, il sentimento generale non lo so dipende molto dalle singole realtà . Personalmente credo di sentirmi una persona peggiore rispetto al passato. Ho maturato molta sfiducia e dosi massicce di rabbia nei confronti del nostro governo, da come è stata gestita la scuola e gli aiuti alle imprese. Sono incredula a volte.
Ma anche se ci hanno dato dei “pigri” a noi imprenditori, io intorno a me vedo solo aziende che lottano per salvarsi e uscirne. Quindi sento che la città tornerà in piedi in grandissimo spolvero.

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Durante il look down con il mio team abbiamo ragionato e lavorato molto sugli scenari possibili e su quale sarebbe stato il “new normal”. Per il mondo degli eventi. La sfida è molto grande perché anche l’imprenditore più lungimirante fa fatica ad avere una visione in uno scenario così incerto.
La nostra abilità è stata quella di muoverci molto velocemente uno dei pochi vantaggi nell’essere piccoli. Abbiamo reagito al cambiamento in modo rapido per prendere tutte le opportunità che una crisi (come tutte le crisi) nasconde.

In queste situazioni ti accorgi della potenza del team di come con tanti dubbi e un po’ di timore mascherati e distanziati ci siamo rimboccati le maniche per andare avanti.

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In pieno lock down abbiamo lanciato i Digital Event e l’interesse da parte delle aziende è arrivato molto molto presto. Alcuni eventi- riunioni, congressi sono comunque stati organizzati ma in remoto e noi comunque abbiamo proposto i nostri servizi di aperitivi, coffèè break, lunch box , spedendo in tutta italia le nostre box recapitate personalmente ad ogni singolo invitato all’evento. Una bella fatica, ma credo che sarà per un po’ la modalità a cui dobbiamo abituarci.

I primi di maggio invece abbiamo lanciato il food delivery gourmet, per noi è stato un po’ un ritorno alle origini siamo nati come food delivery nel 2012 per poi convertici al catering per eventi. L’esperienza del nostro delivery è curiosa, il packaging è curatissimo i sapori innovativi, ci sono piatti pronti da mangiare come le cenedadivano e lo stecco di risotto alla milanese da passeggio e altri invece da finire di cuocere con i consigli dei nostri chef ( Lucia chef architetto storico pilastro di zerobriciole e Jimmie che viene da a un due stelle Michelin che ha portato un anno fa un boost di creatività e tecniche di alta cucina in un catering, bella sfida anche questa). Il risultato merito un assaggio.

Leggi la precedente intervista della rubrica Bella Milano

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