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Furto di strumenti musicali in via Lombroso

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A Milano esiste una via nota in tutta l’Italia che fa musica. Via Lombroso, strada che ai milanesi ricorda solo l’ex macello o il mercato del pesce. In un vecchio capannone industriale ci sono 20 sale prove, da qui sono passati tutti i grandi nomi della musica milanese.

Dagli Afterhours alle Vibrazioni passando per i Vallanzaska. Un gruppo ha perfino preso il nome delle salette: I Lomborso. Ecco cosa ci racconta Marco, il chitarrista dei Cosi: «I primi ricordi risalgono a dieci anni fa. Eravamo ancora acerbi, con noi suonavano Le Vibrazioni, si era creata una specie di “gang”. Loro poi hanno avuto successo, noi abbiamo pubblicato un cd. Da quel momento circola una leggenda metropolitana: siamo tutti convinti che quelle salette portino fortuna.

Una sera del 1999 scoppiò un violento acquazzone e si allagò tutto. D’istinto ci rifugiammo su un tavolo, noi, Le Vibrazioni e altri. Dovettero intervenire i pompieri». Non fu l’unico allagamento che colpì le sale di via Lombroso 20. Stiamo parlando di scantinati e si sa che a Milano l’innalzamento della falda acquifera ha rappresentato spesso una minaccia per le strutture sotterranee. Ma a un certo punto si rifecero le tubature e il problema scomparve.

Da qualche anno non si vede più neanche il proprietario originario, il «mitico dottor Bruno», come lo definiscono gli artisti, un personaggio strambo, che si dimenticava sempre di farsi pagare, ora è subentrata una sciura più attenta ai soldi,la signora Mignuccia, ci raccontano i musicisti. Le cantine vengono affittate mensilmente. Ci dicono che probabilmente ci sono posti più convenienti, ma in Lombroso si respira un’atmosfera particolare, ci si confronta a vicenda, si scambiano pareri. E il fondatore, il dottor Bruno che fine ha fatto? «Lavoro come commercialista», svela. «Ormai ho 49 anni, strimpello la chitarra solo a casa con i figli, ma a 20 anni suonavo in un gruppo, mi ispiravo ai grandi della musica leggera italiana, da Battisti a Gino Paoli. Quegli scantinati appartenevano a mio nonno, un tempo erano delle celle frigorifere. Decisi di trasformarli in sale prove per la mia e altre band, erano gli anni Novanta. Perché non mi facevo pagare? Semplice: capivo le esigenze dei gruppi, sapevo che non avevano una lira. Insomma, mi immedesimavo in loro».

Sabato notte, qualcuno violando la sacralità del posto, è entrato in una delle 20 sale e ha rubato 4 chitarre e 2 bassi. Valore di quasi 10.000 euro. Sabato notte le sale erano deserte, le band erano a suonare nei vari locali d’Italia e i ladri hanno agito indisturbati. E’ in corso un’inchiesta della procura di Milano.

Una galleria di band che sono passate o che ancora suonano in Lombroso:
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