Le Gallerie d’Italia di Piazza della Scala accoglieranno dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027 l’esposizione “Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano”. Curata da Simone Facchinetti e Arturo Galansino, la mostra nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con la Direzione Musei del Castello Sforzesco. L’evento si propone di andare oltre la figura del genio toscano, mettendo in luce la costellazione di artisti che ne hanno recepito e trasformato l’insegnamento nella scena lombarda del Quattro-Cinquecento.
Il contesto storico: Leonardo a Milano
Leonardo da Vinci arriva a Milano nel 1482, rispondendo a una lettera di impiego che elencava le sue competenze in ingegneria, architettura e arte militare. Durante il primo soggiorno alla corte di Ludovico il Moro (1482-1499) il maestro realizzò capolavori come la prima Vergine delle Rocce per San Francesco Grande e la decorazione della Sala delle Asse. Dopo una breve partenza, tornò nel 1508, rimanendo fino al 1513, periodo in cui produsse la seconda versione della Vergine delle Rocce e continuò a sperimentare nuove soluzioni pittoriche.
Le innovazioni leonardesche
Nei suoi due periodi milanesi, Leonardo introdusse tecniche di sfumatura, una nuova gestione della prospettiva aerea e un approccio scientifico al disegno. Questi elementi diventarono il linguaggio condiviso da una serie di pittori, disegnatori e scultori, che ne modificarono le modalità a seconda delle proprie sensibilità, creando una vera e propria scuola leonardesca lombarda.
Gli allievi e i collaboratori più importanti
Tra le personalità esposte, spiccano i primi allievi della bottega di Leonardo: Marco d’Oggiono, noto per le sue raffinate Madonne con bambino, e Giovanni Antonio Boltraffio, la cui capacità di rendere la luce è evidente in numerosi ritratti. A loro si affiancano collaboratori stretti come Giovanni Antonio De Predis e Francesco Napoletano, che contribuirono alle decorazioni del Castello Sforzesco. Altri nomi fondamentali – Andrea Solario, Bernardino Luini, Cesare da Sesto, Giampietrino e il celebre Salai – mostrano come ciascuno abbia sviluppato una voce autonoma pur mantenendo il dialogo con il modello leonardesco.
Disegno e scultura nel dialogo leonardesco
Una sezione dedicata al disegno mette in evidenza la sperimentazione tecnica introdotta da Leonardo, con una selezione di schizzi e studi che rivelano il processo creativo dei suoi seguaci. Parallelamente, le opere di Cristoforo Solari e di Agostino Busti, detto il Bambaia, illustrano il legame tra pittura e scultura, dimostrando come l’influsso leonardesco abbia attraversato anche la dimensione tridimensionale.
Il valore della mostra e le offerte per i visitatori
Con più di 110 opere provenienti da musei nazionali e internazionali, l’esposizione offre una panoramica completa della stagione leonardesca lombarda. La visita guidata, disponibile con un costo unico di €14, permette di approfondire i temi trattati da esperti del settore. Inoltre, la prima domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito, offrendo la possibilità a tutti di accedere alla ricchezza della collezione senza barriere economiche.
“Nel segno di Leonardo” non è solo una retrospettiva su un maestro, ma un percorso che rivela come l’eredità di Leonardo abbia plasmato l’identità visiva di Milano e della Lombardia per più di un secolo. Il pubblico potrà così riscoprire, attraverso gli allievi e i seguaci, la traccia indelebile lasciata dal genio nella storia culturale europea.



