Il Consiglio regionale della Lombardia ha votato a maggioranza, il 22 settembre 2026, il disegno di legge 158 intitolato “Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali”. Si tratta della prima normativa di questo tipo a livello nazionale, concepita per superare l’abbandono delle aree verdi e per creare un modello di gestione che coniughi protezione ambientale, sicurezza e sviluppo economico.
Struttura della legge e finanziamenti
Il testo è articolato in 17 articoli e prevede una fase sperimentale che si estenderà fino al 31 dicembre 2036. Per i primi due anni di attuazione (2027-2028) è stato stanziato un budget di 600 mila euro all’anno. Gli obiettivi principali includono la prevenzione di incendi boschivi, la mitigazione del dissesto idrogeologico e il sostegno alle filiere legate al legno, con la creazione di nuove opportunità occupazionali soprattutto nelle zone interne.
Le parole della relatrice Silvana Snider
Silvana Snider (Lega), relatrice del provvedimento, ha dichiarato: “I boschi non si difendono lasciandoli soli: si difendono attraverso una gestione attiva, responsabile e sostenibile.” Ha sottolineato che la cura delle foreste è fondamentale per prevenire incendi salvaguardare la biodiversità e generare valore dalla biomassa legnosa trasformando quella che oggi è considerata scarto in una risorsa produttiva.
Il punto di vista di Giacomo Zamperini
Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia) ha definito il provvedimento “il primo in Italia a segnare un cambio di paradigma, dove la gestione diventa strumento di sviluppo per boschi e foreste”. Secondo Zamperini, la valorizzazione del patrimonio forestale è indispensabile per tutelare l’ambiente e allo stesso tempo creare opportunità economiche.
Ambiti sperimentali, terreni silenti e ruolo dell’Ersaf
Il cuore della normativa è la definizione di ambiti territoriali per la gestione forestale e agro-silvo-pastorale. Questi sono affidati a soggetti gestori unitari – consorzi o associazioni fondiarie – che operano sulla base di piani di indirizzo territoriale. La legge affronta il problema dei cosiddetti “terreni silenti”, ovvero appezzamenti abbandonati o con proprietari irrintracciabili. In caso di inerti prolungati, l’autorità forestale può intervenire con un intervento sostitutivo per eseguire opere di messa in sicurezza e pulizia.
L’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (Ersaf) è stato individuato come riferimento tecnico per l’attuazione delle misure. L’istituzione avrà il compito di monitorare la tracciabilità delle materie promuovere la circuitazione corta dell’energia da biomassa e gestire i meccanismi di remunerazione per i servizi ecosistemici offerti dalle foreste, come la cattura di carbonio e la tutela del suolo.
Patrimonio boschivo lombardo e impatto economico
Secondo l’ultimo rapporto Ersaf, la Lombardia conta più di 618 mila ettari di foreste pari al 26 % del territorio regionale, con una media di 616 metri quadrati di verde per abitante. Le foreste assorbono annualmente circa 3,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica e immagazzinano 128,8 milioni di tonnellate di carbonio. La crescita della massa legnosa è stimata in 2,9 milioni di metri cubi all’anno. La filiera legno-design, inclusi il distretto brianzolo del mobile, riunisce circa 85 mila imprese e impiega 550 mila lavoratori generando un valore di 39 miliardi di euro pari all’1 % del PIL nazionale e al 4,5 % del comparto manifatturiero.



