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Mappa degli incendi in Lombardia oggi

Dove sta bruciando in Lombardia, adesso. Ogni cerchio sulla mappa è un focolaio rilevato nelle ultime 24 ore dai satelliti della NASA: la dimensione cresce con l’intensità delle fiamme, il colore ne riassume la gravità. Sotto trovi l’elenco con il comune, la provincia e la distanza da Milano, e — dove l’abbiamo scritta — la notizia corrispondente.

Nell’ultimo anno i satelliti hanno rilevato 7 focolai di intensità significativa in Lombardia, il 0.9% del totale nazionale. Il mese peggiore è stato agosto, con 3 focolai. La distribuzione non è uniforme: la provincia più colpita è quella di Milano, seguita da Brescia (1), Varese (1).

L’episodio più intenso è stato misurato il 6 agosto 2026 nella zona di Valmadrera (LC), con una potenza radiativa di circa 80 megawatt: per dare una scala, la soglia sotto la quale consideriamo una rilevazione rumore agricolo è 50.

Incendi in Lombardia

In aggiornamento costante ultimo passaggio satellitare: 15:33 (ora italiana)

0 focolai rilevati

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Da inizio 2026 sono bruciati 7.989 ettari in Lombardia, in 35 incendi mappati da satellite. Sono i perimetri rilevati da Sentinel-2: contano gli incendi grandi, non ogni fuoco.

Nessun focolaio rilevato dai satelliti nelle ultime 24 ore.

4 rilevazioni minori non mostrate (probabili bruciature agricole)

La mappa mostra anomalie termiche rilevate dai satelliti, non un elenco ufficiale di incendi in corso: non esiste un feed pubblico in tempo reale degli interventi di Vigili del Fuoco e squadre antincendio. I satelliti passano 6-8 volte al giorno e le nubi possono nascondere un incendio; viceversa, un fuoco controllato può essere rilevato.

Dati: NASA FIRMS (VIIRS/MODIS) per i focolai; EFFIS/Copernicus per le aree bruciate, CC BY 4.0. Confini amministrativi: Natural Earth (pubblico dominio).

Quanto escono i Vigili del Fuoco

Nel 2024 — ultimo anno con dati completi — i Vigili del Fuoco sono intervenuti 1.947 volte per incendio di vegetazione in Lombardia. Il mese peggiore è marzo, e fra giugno e agosto si concentra il 37% degli interventi dell'anno.

Nel 2019 erano stati 2.573: -24% in sei anni.

Dati: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, open data, licenza CC BY 4.0. La serie è completa fino al 2024; gli anni successivi risultano caricati solo in parte e non sono confrontabili, per questo non li usiamo.

Come leggere questa mappa

I dati vengono riletti ogni quindici minuti, ma la cadenza vera la danno i satelliti: passano sull’Italia sei-otto volte al giorno. Accanto al titolo trovi sempre l’ora dell’ultimo passaggio satellitare, che è il momento a cui si riferisce quello che vedi.

Non è un registro ufficiale: in Italia non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco. Se avvisti un incendio chiama il 115, o il 1515 per gli incendi boschivi; allontanati nella direzione opposta al vento e mai verso l’alto, perché il fuoco risale i pendii più in fretta di quanto una persona possa correre.

Domande frequenti sugli incendi in Italia

Come vengono rilevati gli incendi su questa mappa?

I focolai sono anomalie termiche misurate dai satelliti della NASA: i sensori VIIRS (risoluzione 375 metri) a bordo di Suomi-NPP, NOAA-20 e NOAA-21, e il sensore MODIS (1 chilometro). Ogni passaggio satellitare misura la potenza radiativa del fuoco in megawatt, che è ciò che determina la dimensione del cerchio sulla mappa.

Ogni quanto si aggiorna la mappa?

I dati vengono riletti ogni 15 minuti, ma la vera cadenza la danno i satelliti: passano sull'Italia 6-8 volte al giorno, e il dato è disponibile entro circa un'ora dal passaggio. Per questo accanto al titolo trovi sempre l'ora dell'ultimo passaggio satellitare: fra un passaggio e il successivo possono trascorrere diverse ore, soprattutto a metà mattina.

Perché un incendio di cui ho notizia non compare sulla mappa?

Può succedere per tre motivi. Il satellite non è ancora ripassato su quell'area. Le nuvole o il fumo denso hanno coperto il fuoco al momento del passaggio. Oppure l'incendio è troppo piccolo o troppo poco intenso per superare la soglia con cui filtriamo le rilevazioni: mostriamo solo i focolai sopra una certa potenza, perché sotto quella soglia il satellite vede soprattutto bruciature agricole e sterpaglie.

La mappa mostra tutti gli incendi rilevati dal satellite?

No, e volutamente. Escludiamo le sorgenti di calore permanenti — raffinerie, acciaierie, impianti con fiaccole, e i crateri di Etna e Stromboli — che il satellite vede accese tutto l'anno e che non sono incendi. Escludiamo anche le rilevazioni di intensità minima, quasi sempre bruciature agricole. Sotto la mappa trovi sempre il conteggio di quante rilevazioni sono state escluse.

I dati vengono dai Vigili del Fuoco?

No. Non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco o delle squadre antincendio boschivo: quello che questa mappa mostra sono rilevazioni satellitari, non un registro ufficiale di incendi in corso. Per le emergenze il riferimento resta il 115 dei Vigili del Fuoco e il 1515 del Corpo forestale.

Cosa significano i colori e la dimensione dei cerchi?

La dimensione cresce con la potenza radiativa complessiva del focolaio, su scala logaritmica: un cerchio doppio non è un incendio doppio, ma di un ordine di grandezza superiore. Il colore riassume la stessa misura in tre livelli: giallo per intensità moderata, arancione per intensità alta, rosso per intensità molto alta.