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Parco del Ticino in pericolo: 24 incendi in due mesi e le cause umane

Un'estate di fuoco per i boschi milanesi: 24 incendi in due mesi, 13 nel Parco del Ticino. Scopri come il caldo e la disattenzione umana hanno messo a rischio la natura.

Parco del Ticino in pericolo: 24 incendi in due mesi e le cause umane

L’estate 2026 nella Città Metropolitana di Milano è stata caratterizzata da un numero record di incendi boschivi. Tra luglio e agosto, i Carabinieri Forestali hanno registrato ben 24 eventi, di cui ben 13 hanno interessato l’area del Parco del Ticino e i comuni limitrofi. Un fenomeno anomalo per un territorio che, storicamente, non aveva mai registrato una tale frequenza di roghi in così poco tempo.

Le condizioni meteorologiche avverse, con temperature elevate e prolungata assenza di piogge, hanno contribuito a creare un ambiente estremamente favorevole alla propagazione delle fiamme. La Regione Lombardia ha dovuto dichiarare per due volte lo stato di alto rischio incendio boschivo, un segnale evidente della gravità della situazione.

L’incendio di Motta Visconti: un caso emblematico

Tra i vari episodi, quello verificatosi domenica 16 agosto a Motta Visconti è particolarmente significativo. Un barbecue lasciato incustodito sulla spiaggia denominata ‘Rimini’, lungo la sponda sinistra del fiume Ticino, ha innescato un incendio che ha divorato circa 700 metri quadrati di vegetazione. Le braci, non completamente spente, hanno acceso le fiamme che si sono rapidamente propagate alla vegetazione circostante, resa secca dal caldo.

Per domare il rogo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile antincendio boschivo del Parco del Ticino. Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Magenta supportate da testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di identificare i presunti responsabili: due giovani deferiti alla Procura della Repubblica di Pavia per incendio boschivo colposo.

Le conseguenze legali

Oltre alle denunce penali, i due giovani sono stati multati con una sanzione amministrativa di 1.925 euro ciascuno per aver danneggiato l’area boscata in un periodo di divieto assoluto di accensione di fuochi all’aperto. Questo episodio sottolinea l’importanza della prevenzione e del rispetto delle normative regionali per evitare simili tragedie.

Le cause degli incendi: disattenzione umana

La quasi totalità degli incendi registrati quest’estate è riconducibile a cause umane, come disattenzione o comportamenti negligenti. Le alte temperature e la siccità hanno reso la vegetazione estremamente vulnerabile, trasformando anche piccoli gesti incauti in potenziali catastrofi.

L’incendio boschivo è un reato di pericolo previsto dal codice penale perseguibile sia a titolo di dolo che di colpa. Nel caso di condotta colposa, la responsabilità deriva da imprudenza, negligenza o inosservanza delle norme regionali di prevenzione, anche in assenza di volontà diretta di provocare il rogo.

La situazione critica di quest’estate ha messo in evidenza la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei cittadini. La protezione dei nostri boschi e della natura in generale è una priorità che richiede l’impegno di tutti, soprattutto in periodi di alto rischio come quello che abbiamo appena vissuto.

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