Il 21 settembre 2026, nel cantiere delle ex aree Falck a Sesto San Giovanni, è stato firmato il secondo atto integrativo dell’Accordo di Programma che prevede un nuovo stanziamento di 300 milioni di euro. Con questo investimento il valore complessivo destinato alla Città della Salute e della Ricerca sale a 722,6 milioni segnando una delle più ambiziose operazioni di rigenerazione urbana a livello europeo.
Finanziamento aggiuntivo e firme dell’accordo
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, la presidente dell’Istituto Neurologico Carlo Besta Marta Marsilio, il presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori Gustavo Galmozzi e il presidente di ARIA Marco Ambrosini. Un delegato del Ministero della Salute ha firmato in modalità digitale. Fontana ha definito l’intervento “il più grande progetto di rigenerazione urbana in Europa”, sottolineando che la nuova struttura dovrà coniugare cura, ricerca, formazione e innovazione in uno spazio unico.
Caratteristiche strutturali della Città della Salute
Il complesso, che si estende su circa 130.000 metri quadri ospiterà 700 posti letto 119 ambulatori, 42 laboratori, 19 sale operatorie e 10 sale di interventistica. È previsto un reparto dedicato alla ricerca avanzata in neuroscienze e oncologia con laboratori attrezzati per studi clinici di ultima generazione. La progettazione architettonica è curata dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects, che ha immaginato un campus dove la tecnologia digitale si integra con ambienti di lavoro flessibili. L’intera struttura sarà una struttura pubblica dedicata alla cura integrata capace di gestire circa 24.000 ricoveri all’anno e più di un milione e mezzo di prestazioni ambulatoriali.
Capacità operative e impatto sul territorio
Il nuovo polo ospedaliero non solo accoglierà i pazienti, ma rappresenterà anche un vero e proprio motore di occupazione qualificata per la zona. Il trasferimento dell’Istituto Neurologico Carlo Besta e dell’Istituto Nazionale dei Tumori in strutture all’avanguardia consentirà di potenziare le attività di ricerca, aumentando il numero di pubblicazioni scientifiche di alto impatto e migliorando la diagnostica precoce di patologie complesse.
Calendario dei lavori e obiettivi di capacità
Il secondo atto integrativo prevede l’aggiornamento del cronoprogramma: la nuova stazione, i parcheggi e la viabilità devono essere completati entro il 12 ottobre 2027 mentre gli interventi di accessibilità saranno finalizzati entro il 30 novembre 2027. La consegna dell’intero complesso è prevista per il 21 settembre 2029 con collaudi programmati entro il 20 marzo 2030. Queste scadenze riflettono l’obiettivo di rendere operativa la struttura prima della fine del decennio, garantendo al contempo una gestione sostenibile delle risorse.
Le dichiarazioni dei protagonisti sottolineano la portata strategica del progetto. Il vicepresidente regionale Marco Alparone ha ricordato che “investire in salute significa investire nel futuro”, evidenziando il legame tra innovazione e bisogni della popolazione. Il sindaco Di Stefano ha descritto la trasformazione come “un passaggio dalle tute blu dell’industria ai camici bianchi della scienza”, indicando la capacità del nuovo polo di generare lavoro qualificato e di rilanciare l’intero territorio. Infine, i dirigenti dei due istituti coinvolti hanno evidenziato che il trasferimento non sarà un semplice trasloco ma un’opportunità per ridisegnare i processi organizzativi e creare sinergie di ricerca senza precedenti.



