Un uomo cade da cavallo o forse scivola fuori dal proprio tempo: questo nucleo drammaturgico funge da punto di partenza per la messinscena che arriva alle Manifatture Teatrali Milanesi. La proposta non è un semplice aggiornamento del classico pirandelliano, ma una scrittura originale che conserva il cuore tematico di Pirandello e lo rilegge alla luce di una sensibilità contemporanea.
Al centro dello spettacolo c’è la tensione tra illusione e realtà tra identità e ruolo sociale: questi concetti vengono trattati attraverso una messa in scena essenziale, concentrata su due personaggi che condividono lo stesso spazio e, apparentemente, la stessa giovinezza.
Ambientazione e rapporto tra i personaggi
La scena è una stanza sospesa che può diventare una cucina, un teatro o una sala del trono a seconda dello sguardo dello spettatore. Qui convivono Mattia ed Enrico, due coinquilini che portano addosso vestigia di gioventù su corpi segnati dal tempo. Il contrasto tra abbigliamento e fisicità sottolinea il tema dell’attrazione verso un passato idealizzato e della difficoltà di affrontare il presente.
Mattia vive l’attesa di un provino e si esercita memorizzando l’Enrico IV di Luigi Pirandello: la ripetizione del testo diventa gesto ossessivo e tentativo di appropriarsi di un ruolo. Al contrario, Enrico è distratto da preoccupazioni quotidiane tanto banali quanto emblematiche — come la mancanza di latte in casa — e da vent’anni sembra bloccato in una routine che ricalca l’immobilità del tempo percepito.
Il giorno eterno e la caduta del tempo
Nella drammaturgia il giorno del provino non avanza: si ripete in un oggi eterno che imprigiona i personaggi. Il testo pirandelliano entra e esce dalla scena, a volte in modo naturale, altre come frammento che riaccende memorie. Questo meccanismo mette in luce quanto sia illusorio pensare di possedere controllo sul proprio tempo e sui fantasmi interiori.
Elementi di produzione e accessibilità
La regia e il testo sono firmati da Davide del Grosso, mentre il cast è composto da Pietro De Pascalis e Marco Oliva. Le scene sono curate da Dino Serra e i costumi da Camilla Nardelli; il progetto luce è di Fulvio Melli e il suono di Lemmo completa l’atmosfera scenica.
Lo spettacolo è prodotto da Manifatture Teatrali Milanesi e ha una durata di circa 70 minuti. È previsto l’utilizzo di una luce stroboscopica indicazione da tenere presente per gli spettatori sensibili. È inoltre disponibile l’accessibilità per persone sorde un elemento che rende lo spettacolo più inclusivo e accessibile a un pubblico più ampio.
Informazioni pratiche su biglietti e contatti
I biglietti possono essere acquistati online con le seguenti tariffe: intero € 30; convenzioni € 24; ridotti per under 30, over 65 e università € 17. È possibile reperire ulteriori informazioni e le tariffe applicate in cassa consultando la biglietteria. Per informazioni e prenotazioni la produzione mette a disposizione il numero di telefono e l’indirizzo email della biglietteria.
Contatti: tel. 02 86 45 45 45, mail biglietteria@. La produzione esecutiva è seguita da Susanna Russo, con staff tecnico composto da Stefano Lattanzio e Ahmad Shalabi; la fotografia di scena è firmata da Luca Del Pia.
Approccio tematico e pubblico
La riscrittura non si limita a ricollocare il testo in un contesto moderno: si sviluppa come un’indagine su identità memoria e rapporto con il tempo. Lo spettacolo mette in scena la tensione tra rivolta e rassegnazione che emerge quando il flusso temporale viene interrotto da una caduta o da un trauma, ponendo lo spettatore di fronte alla fragilità della percezione personale.
La messinscena privilegia un linguaggio essenziale e concentrato, dove il teatro mette in luce contraddizioni intime attraverso gesti quotidiani e dialoghi ripetuti. Il pubblico è invitato a interrogarsi su cosa rimane di noi quando il tempo si incrina e su quali ruoli decidiamo di indossare per proteggere la nostra identità.
In definitiva, la proposta alle Manifatture Teatrali Milanesi è una riflessione scenica che parte da Pirandello per costruire un universo drammaturgico proprio, fatto di ripetizioni, interruzioni e dettagli domestici che rivelano la profondità dei personaggi.



