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Proposta lombarda per l’obesità: verso un modello sanitario centrato sul paziente

La proposta lombarda mira a mettere il paziente al centro con percorsi integrati, monitoraggio dei dati e formazione multidisciplinare, proponendo un'alternativa alla frammentazione delle cure

La Lombardia si propone come possibile modello europeo nella prevenzione e nel trattamento dell’obesità. Lo ha dichiarato il professor Michele Carruba durante un’audizione presso la Commissione regionale sul nuovo disegno di legge dedicato alla gestione della patologia. L’iniziativa, presentata come occasione per riposizionare la Regione tra le pratiche sanitarie più avanzate, mira a superare l’approccio frammentato attuale.

Il testo pone la persona al centro del percorso terapeutico e favorisce integrazione tra prevenzione, cura e servizi territoriali.

In continuità con questo approccio, il testo normativo non si limita alle prescrizioni farmacologiche. Propone un modello organizzativo volto a integrare ospedale e territorio. Lo prevede attraverso strumenti istituzionali e tecnici: un tavolo permanente, una rete di centri riorganizzati e un sistema di raccolta dati aggiornati. Questi elementi mirano a rendere strutturale la presa in carico e a ridurre sprechi, ritardi e disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Un percorso di cura centrato sulla persona

La proposta mira a garantire la continuità assistenziale per le persone con obesità, con riferimento sia ai servizi ospedalieri sia a quelli territoriali. Si tratta di evitare che il paziente debba orientarsi autonomamente tra specialisti diversi, creando un punto di contatto unico lungo tutto il percorso terapeutico.

Il modello prevede professionisti che lavorano in equipe multidisciplinari e ruoli chiari di responsabilità per cardiologi, diabetologi, oncologi, ortopedici, psicologi, epatologi e nefrologi. L’obiettivo è rendere strutturale la presa in carico, riducendo sprechi, ritardi e disuguaglianze nell’accesso alle cure sul territorio.

Dalla multidisciplinarità alla continuità assistenziale

Proseguendo nella proposta, per rendere strutturale la presa in carico è indispensabile potenziare la multidisciplinarità. La gestione dell’obesità richiede interventi farmacologici integrati a misure su stili di vita, attività fisica, alimentazione e supporto psicologico. Il disegno di legge promuove percorsi integrati che uniscono competenze mediche, nutrizionali e psicologiche, valorizzando i ruoli professionali e definendo responsabilità condivise. L’obiettivo è ridurre complicanze e recidive attraverso interventi personalizzati e una maggiore connessione tra servizi ospedalieri e servizi territoriali. Il modello intende inoltre limitare sprechi e ritardi e uniformare l’accesso alle cure su tutto il territorio regionale, favorendo continuità e coordinamento tra livelli assistenziali.

Dati, monitoraggio e impatto economico

Per ridurre sprechi e ritardi e uniformare l’accesso alle cure, la proposta prevede l’istituzione di un tavolo permanente con il compito di riorganizzare i centri dedicati e di raccogliere dati strutturati e aggiornati. Gli esperti indicano che la mancata classificazione completa dell’obesità come malattia ha ostacolato finora la disponibilità di informazioni affidabili. Si propone inoltre di integrare il tradizionale indice di massa corporea con metriche più precise, tra cui la circonferenza vita rapportata all’altezza, ritenuta maggiormente correlata al rischio di mortalità e morbilità. L’analisi include una valutazione dell’impatto economico sul sistema sanitario regionale e prevede il monitoraggio continuo degli esiti clinici e dei costi.

Il conto economico dell’inazione

Il disegno di legge sostiene che l’investimento nella prevenzione e nella presa in carico organizzata risulti più conveniente rispetto all’inazione. Le stime citate attribuiscono all’obesità costi significativi per il sistema sanitario, con una larga quota delle spese riconducibile alle ospedalizzazioni e alle complicanze, tra cui malattie cardiovascolari e diabete. Anche i costi indiretti pesano sull’economia complessiva: assenteismo e presenteismo riducono la produttività e aumentano la spesa sociale. Il testo prevede il monitoraggio continuo degli esiti clinici e dei costi per valutare l’efficacia delle misure e adeguare le risorse in base ai risultati.

Farmaci innovativi e formazione di professionisti

Collegandosi al monitoraggio degli esiti clinici e dei costi, il documento sottolinea che i farmaci innovativi rappresentano una risorsa importante ma non esaustiva per la gestione dell’obesità.

Serve un piano integrato che combini terapie farmacologiche con interventi sui comportamenti, con l’alimentazione e con il supporto psicologico. Questo approccio mira a migliorare gli esiti clinici e a contenere i costi a lungo termine.

Parallelamente, il testo evidenzia l’opportunità offerta dalla presenza di università e centri di ricerca in Lombardia. Si propone di utilizzare tale rete per formare una nuova generazione di specialisti capaci di operare in modo multidisciplinare e integrato.

La proposta punta a collegare la formazione universitaria alla pratica clinica e alla ricerca, così da favorire percorsi professionali coerenti con il modello di presa in carico delineato.

Educazione piuttosto che penalizzazione

In continuità con il modello di presa in carico delineato, l’audizione ha respinto soluzioni punitive come tasse o bollini sui prodotti alimentari industriali. Gli esperti hanno sostenuto che servono educazione e formazione mirate, configurate per affrontare le determinanti complesse del comportamento alimentare. Secondo le testimonianze, misure che limitano la libertà di scelta rischiano di essere inefficaci se non accompagnate da interventi sulla conoscenza e sugli ambienti di vita. Il documento presentato promuove la responsabilizzazione tramite informazione scientifica e programmi formativi integrati con la pratica clinica. La posizione sarà discussa nelle prossime sedute della commissione competente.

Dopo l’esame in commissione, se approvato il disegno di legge potrebbe trasformare la Lombardia in un laboratorio europeo per la gestione dell’obesità. Il testo propone una sanità più organizzata e orientata alla prevenzione, con l’obiettivo di ridurre costi, complicanze e disuguaglianze di accesso ai servizi. La sfida richiede coordinamento istituzionale, investimenti mirati nella formazione degli operatori e l’implementazione di sistemi informativi robusti per il monitoraggio dei percorsi assistenziali. L’iniziativa offre tuttavia l’opportunità di definire un modello replicabile in altri contesti nazionali ed europei, a condizione che vengano valutati e pubblicati indicatori clinici ed economici per misurarne l’efficacia. Ulteriori audizioni e l’analisi degli impatti economici e organizzativi sono attese nelle prossime fasi dell’iter legislativo.

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