Nel pomeriggio di mercoledì 20 maggio 2026 la Regione Lombardia ha convocato a Palazzo Lombardia gli Stati Generali dell’intelligenza artificiale, un incontro pensato per mettere a confronto istituzioni, mondo accademico e industria. L’appuntamento, ospitato nella Sala Biagi e integrato dall’Auditorium Testori per la capienza supplementare, ha l’obiettivo di trasformare il dibattito sull’IA in proposte operative e linee guida per il territorio.
Per favorire la partecipazione, le iscrizioni sono state riaperte e i lavori sono stati trasmessi in diretta streaming a partire dalle ore 14:30. L’iniziativa prevede momenti istituzionali e tavole rotonde tecniche, oltre a un dialogo con il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, intervenuto in collegamento video, per riflettere su governance etica e politiche comuni a livello europeo.
Un confronto tra scienza e istituzioni
L’apertura dei lavori è stata affidata al presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha posto l’accento sugli investimenti regionali e sulla necessità di integrare l’IA nelle politiche pubbliche per migliorare servizi essenziali come la sanità. Fontana ha sottolineato la centralità della cooperazione tra centri di ricerca pubblici e privati e ha richiamato l’inserimento di questi obiettivi nel Piano regionale di sviluppo sostenibile, ribadendo la volontà di anticipare le trasformazioni tecnologiche per massimizzare l’impatto sociale ed economico.
Il ruolo di Giorgio Parisi
Il dialogo con il Premio Nobel Giorgio Parisi ha rappresentato uno dei momenti più attesi dell’evento. Parisi, intervenuto in videocollegamento, ha elogiato le iniziative regionali e ha lanciato un appello per una regolamentazione europea condivisa dell’intelligenza artificiale. Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di investire nella scienza e nella capacità di interpretare i dati come leva fondamentale per decisioni pubbliche consapevoli, ribadendo l’importanza di un quadro normativo che bilanci innovazione e tutela dei cittadini.
I temi al centro delle tavole rotonde
Le sessioni tecniche hanno esplorato questioni concrete come l’accesso a banche dati certificate per l’addestramento degli algoritmi, la formazione di nuove figure professionali e i modelli di governo dell’IA applicabili nei diversi settori produttivi. Gli interventi hanno enfatizzato come la disponibilità di dati di qualità e la open innovation siano precondizioni per rendere l’AI affidabile e replicabile su scala territoriale, contribuendo al posizionamento competitivo della Lombardia.
Partecipanti e contributi
I tavoli hanno visto la partecipazione di esperti di alto profilo: tra i relatori tecnici figurano Susanna Sancassani (METID, Politecnico di Milano), Francesca Ieva (Human Technopole) e Michele Vespe (Joint Research Centre della Commissione Europea). Altri panel hanno coinvolto figure come Rita Cucchiara, Andrea Claudio Cosentini e Giampiero Savorelli, oltre a rappresentanti della Commissione Europea come Lucilla Sioli e studiosi di etica come Sebastiano Maffettone e Fabio Pammolli, per confrontarsi su impatti sociali, economici e geopolitici del calcolo su larga scala.
Linee programmatiche e risorse regionali
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle proposte istituzionali. L’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, ha illustrato il progetto di legge regionale volto a favorire l’adozione dell’IA nella pubblica amministrazione e nelle imprese locali, indicando che il testo sarà portato in Aula per l’approvazione definitiva entro la fine dell’estate. Fermi ha anche ricordato l’impegno finanziario della Regione, con oltre 450 milioni di euro destinati a bandi per ricerca e innovazione.
Ai lavori hanno partecipato inoltre dirigenti come Elisabetta Confalonieri e Aldo Colombo, che hanno illustrato la visione della Regione Lombardia come hub capace di mettere in rete ricerca, impresa e territori. Tra le priorità indicate figurano il monitoraggio dei progetti finanziati, il sostegno alle piccole imprese e la creazione di infrastrutture dati per consentire sperimentazioni industriali su scala.
Conclusioni e opportunità pratiche
Gli Stati Generali dell’IA a Milano hanno provato a coniugare istanze etiche, tecniche e politiche, offrendo una piattaforma per definire passi concreti: regolamentazione, investimenti mirati e formazione. La ripresa dei lavori in streaming e la riapertura delle iscrizioni hanno permesso una partecipazione più ampia, mentre il confronto con il mondo europeo, sollecitato anche dal contributo di Giorgio Parisi, ha messo in luce la necessità di coordinamento sovranazionale per governare una tecnologia così pervasiva.
Resta ora la sfida di trasformare le linee strategiche in progetti misurabili: dal sostegno alle PMI alla creazione di infrastrutture dati e modelli di governance che garantiscano trasparenza e responsabilità. Regione Lombardia ha posto le basi, ma il successo dipenderà dalla capacità di tradurre il dialogo in iniziative operative che arrivino rapidamente sul territorio.