Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm: elezione per acclamazione, voto formale con 31 favorevoli e un astenuto, impegno per il rinnovamento e il dialogo con avvocatura e istituzioni

Il Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha scelto per acclamazione Giuseppe Tango come nuovo presidente, in seguito alle dimissioni ufficiali di Cesare Parodi. L’elezione, avvenuta il 28 marzo 2026, è stata poi confermata con il voto formale previsto dallo statuto: 31 voti favorevoli e un astenuto.
L’avvicendamento è nato in un contesto segnato da tensioni legate alla recente campagna referendaria e dalla necessità di un presidio più continuativo alla guida dell’associazione; Parodi ha motivato il passo indietro con ragioni familiari pur rimanendo nel Comitato direttivo centrale.
Il passaggio di consegne e il significato della nomina
La scelta di Tango è stata proposta dal gruppo di Magistratura Indipendente, che ha fatto propria l’indicazione emersa dalle preferenze espresse nelle consultazioni nazionali (circa 700 preferenze a suo favore). Prima del voto il presidente uscente aveva spiegato che, pur legato a figure come Antonio D’Amato, la candidatura era convergente su Tango. Nel suo primo intervento il neopresidente ha tenuto a sottolineare che l’Anm non è e non sarà mai un partito, richiamando il ruolo tecnico e propositivo dell’associazione nel dibattito pubblico. L’acclamazione ha così segnato non solo il cambio alla guida ma l’avvio di una fase di rilancio.
Le priorità annunciate dal neopresidente
Tango ha orientato il suo discorso su un rinnovamento che va oltre la sola ricambio generazionale, invitando la magistratura a guardarsi internamente per capire cosa non abbia funzionato negli ultimi anni. Ha proposto di lavorare insieme agli altri attori del sistema giudiziario, con particolare attenzione all’avvocatura e al governo, per trovare soluzioni concrete sui problemi che incidono sulla qualità della giustizia. Tra i temi citati vi sono il problema degli organici, la distribuzione territoriale delle strutture giudiziarie e la necessità di rendere più credibile la magistratura agli occhi dei cittadini.
Il rapporto con il mondo politico e la società
Nella fase successiva alla vittoria del referendum sul sistema giudiziario, Tango ha indicato la necessità di riannodare un dialogo istituzionale che riposizioni la magistratura come interlocutore tecnico. Ha richiamato la legge Cartabia, ricordando che quell’intervento legislativo è stato spesso trascurato nel dibattito pubblico ma resta un punto di riferimento nel percorso di riforma. L’obiettivo dichiarato è quello di proporre misure che abbiano ricadute effettive per i cittadini, lavorando su proposte che affrontino i problemi pratici e non solo le narrative politiche.
Il contesto interno: assemblee, esigenze e responsabilità
Il nuovo presidente ha menzionato l’esigenza di ascoltare le istanze interne, inclusa l’iniziativa di molti giovani magistrati che hanno chiesto un’assemblea generale per discutere i problemi strutturali dell’ordine giudiziario. Tango ha anticipato l’avvio di un percorso assembleare e di consultazioni per definire soluzioni durature, sottolineando che la responsabilità dell’Anm è prima di tutto verso i cittadini. Ha anche espresso gratitudine per il lavoro svolto da Parodi, ringraziandolo per la gestione dell’associazione in una fase complessa.
Problematiche e punti di intervento
Tra le priorità concrete indicate figura il miglioramento dell’organico e delle condizioni operative dei magistrati, la semplificazione di procedure carenti e l’attenzione alla percezione pubblica del ruolo della magistratura. Tango ha auspicato collaborazioni operative con il Ministero della Giustizia e con altri soggetti istituzionali per tradurre in pratiche amministrative le proposte emerse dalle analisi interne. L’intento è restituire fiducia alla collettività attraverso azioni misurabili e trasparenti.
Chi è Giuseppe Tango
Quarantatré anni, palermitano, giudice del lavoro presso il Tribunale di Palermo, Tango ha una lunga esperienza nell’associazionismo giudiziario. È stato componente dell’Ufficio sindacale Anm di Palermo, membro di commissioni di studio come quella sui carichi esigibili e sul diritto del lavoro, e ha ricoperto la presidenza della Ges Palermo. Eletto nel Comitato direttivo centrale, fino a oggi ha coordinato l’Ufficio sindacale nazionale: un percorso che spiega la sua candidatura sostenuta anche dai voti raccolti a livello nazionale.
La nomina di Tango apre una fase di lavoro serrato per l’Anm, chiamata a coniugare coesione interna e dialogo esterno. Il nuovo presidente ha assicurato impegno totale per non deludere la fiducia riposta in lui, e ha invitato colleghi e interlocutori istituzionali a contribuire a un’agenda condivisa, orientata a migliorare concretamente il sistema della giustizia a beneficio dei cittadini.





