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Sala interviene sulla crisi di Governo: “È veramente una follia”

Secondo il sindaco di Milano potrebbero verificarsi ritardi per i progetti legati al Pnrr

L'intervento di Sala sulla crisi di Governo: "È veramente una follia"

Nella giornata di mercoledì 14 luglio, durante l’incontro sul tema ‘Le città al centro. Idee, progetti, storie e futuri possibili’, il sindaco Beppe Sala ha dichiarato: “E’ veramente una follia interrompere il Governo”.

Crisi di governo, Sala: “Ci rimette la povera gente”

“Mandiamo in crisi un governo per un termovalorizzatore a Roma? Ma chi ci rimette? La povera gente. Il Dl Aiuti contiene tantissimo per famiglie e imprese. Verrebbe tutto azzerato”, ha proseguito il primo cittadino. Inoltre, a causa dell’aumento dei costi per i lavori, serviranno più soldi per la messa a terra del Pnrr.

“Nella pubblica amministrazione non puoi lanciare una gara con una scopertura di fondi e per ottenere questi fondi serve un Dpcm.

Ma senza Governo non abbiamo neanche il Dpcm. Così si creano dei ritardi”, ha sottolineato Sala.

Secondo Sala sono Macron e Draghi a sostenere l’Europa, dato che Johnson non c’è più e Sanchez presto andrà alle elezioni. Il cancelliere Scholz è solo all’inizio del percorso.

Crisi di governo, Sala: “Il campo largo non c’è”

Parlando di eventuali elezioni a ottobre il primo cittadino di Milano si è mostrato preoccupato per il risultato del centrosinistra.

“Il campo largo non c’è. Se si va a votare a ottobre per il Pd è un grande problema ha chiosato Sala. Sbagliato parlare di divisioni del centrodestra perché quando serve si mettono insieme. Attualmente il centrosinistra è composto solo dal Pd più la formazione di Bonelli e Fratoianni.

L’intervento di Sala sulla crisi di governo e le dimissioni di Draghi

Il M5S ha deciso di non votare la fiducia al governo sul decreto aiuti.

Pertanto, nella giornata di giovedì 14 luglio, il primo ministro Mario Draghi ha presentato le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Attualmente, il capo dello Stato ha deciso di respingere le dimissioni. L’ipotesi del voto anticipato prende sempre più piede.

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