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Ddl Zan, Alessandro Zan e Beppe Sala al teatro Elfo Puccini: “Paese reale lontano dal voto in Senato”

Il deputato dem Alessandro Zan e il sindaco di Milano Beppe Sala hanno commentato l’affossamento del Ddl Zan al tetro Elfo Puccini.

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Il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, primo firmatario del Ddl Zan, e il sindaco di Milano Beppe Salahanno partecipato un evento presso il teatro Elfo Puccini del capoluogo lombardo per commentare il voto contrarioespresso in Senato contro la legge volta a combattere l’omotransfobia.

Ddl Zan, Alessandro Zan al teatro Elfo Puccini: “Paese reale lontano dagli applausi in Senato”

Nella giornata di venerdì 5 novembre, presso il teatro Elfo Puccini di Milano, sono intervenuti il deputato dem Alessandro Zan, relatore e primo firmatario del Ddl Zan, e il sindaco Beppe Sala.

In questo contesto, durante l’evento intitolato “Non ci fermiamo – Per i diritti contro l’odio”, i due politici hanno commentato la votazione contraria alla legge contro l’omotransfobia espressa dal Senato lo scorso 27 ottobre.

A questo proposito, il deputato Zan ha dichiarato: “Dobbiamo utilizzare fino all’ultimo minuto utile della legislatura, anche se la via è in salita e la strada è molto stretta, per cercare di dare una risposta ai tanti giovani, alle tante persone, al Paese reale, alle piazze, che sono lontanissime da quell’applauso vergognoso e da quelle urla da stadio al Senato che hanno fatto il giro del mondo e che ci hanno fatto vergognare”.

Ddl Zan, Alessandro Zan al teatro Elfo Puccini: la “tagliola”

Soffermandosi sulla cosiddetta “tagliola” che ha portato all’affossamento del Ddl Zan, il deputato del PD ha sottolineato: “Questa tagliola ha sancito che la maggioranza del Senato ha di fatto stoppato una legge di civiltà, ma è chiaro che chi fa politica non deve mai arrendersi. Ci sono dei movimenti, associazioni, una società civile, che sono in grado di organizzare delle forme di partecipazione e di protesta, di iniziativa popolare, che possono sollecitare il Parlamento a fare presto.

Perché mentre i senatori applaudono, non per aver approvato una legge contro i crimini di odio ma per averla affossata, le persone vengono continuamente discriminate e fatte oggetto di violenza“.

Ddl Zan, Beppe Sala al teatro Elfo Puccini: “Milano ha la comunità LGBTQ più ampia d’Italia”

All’evento organizzato al teatro Elfo Puccini, insieme ad Alessandro Zan, era presente anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che si è scagliato con toni estremamente duri contro tutti coloro che hanno contribuito a far naufragare la legge contro l’omotransfobia.

Il primo cittadino di Milano, infatti, ha denunciato quanto segue: “A votare contro il ddl Zan c’è stata una parte di sinistra, ma questa parte sarà travolta da un’idea prevalente tra qualche anno, quando i giovani cresceranno, perché è un problema che loro non hanno, hanno già risolto, hanno vinto loro rispetto alla nostra capacità politica di dare una dimensione concreta“.

Il sindaco Belle Sala aveva già manifestato il proprio supporto al deputato Alessandro Zan e, per ribadire il suo sostegno, ha ribadito: “Io sono disponibile a convocare una specie di Stati Generali con i rappresentanti di partiti che non vogliono scappare e che vogliono arrivare ad una soluzione su questo tema: Milano ha la comunità LGBTQ più ampia d’Italia, per questo può essere una guida quando si parla di questi temi. Milano sa sempre essere e pensare avanti e sa come fare le cose. Voglio offrire la città per una discussione sana, solida e tranquilla“.

Ddl Zan, Alessandro Zan al teatro Elfo Puccini: la legge contro le pubblicità sessiste e discriminatorie

Infine, Alessandro Zan ha rilasciato alcune dichiarazioni anche sul testo che dettaglia la legge che introduce il divieto a pubblicità discriminatorie e sessiste affisse in strada. La legge è stata approvata con il Ddl trasporti ed è stata definita come una sorta di Ddl Zan camuffato dai politici di destra.

Il deputato dem, quindi, ha precisato: “È un fatto assolutamente positivo, perché non è accettabile che si mettano in scena dei manifesti sessisti, omofobi, razzisti. Dunque, è stata una scelta importante. Trovo curioso che sia stato presentato anche da una forza politica come Italia Viva, che chiedeva di togliere l’identità di genere. Allora mi chiedo perché l’identità di genere lì sì e nel Ddl Zan no. Mi fa piacere che abbiano cambiato idea e penso che il fatto di averlo inserito in questo decreto sancisca in modo inequivocabile, e spero per sempre, il fatto che l’identità di genere non è una parola inventata ma un termine giuridico, consolidato in tutto il nostro ordinamento e che deve essere sempre usata per contrastare ogni discriminazione”.

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