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Gallera: “Tanti casi a Milano, il tracciamento contatti è impossibile”

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Giulio Gallera sottolinea la difficoltà di un tracciamento dei contatti a Milano, dove si contano 1.600 casi al giorno.

tracciamento contatti
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A Milano la situazione diventa preoccupante e anche Gallera dichiara a Rai Radio1: “Stiamo facendo tanti tamponi, solo che la diffusione è tale e tanta che il tracciamento dei contatti è difficile”. Preoccupa l’elevata contagiosità del virus covid 19 in città, dove già la settimana scorsa l’indice rt aveva superato il 2.

La dichiarazione completa.

Tracciamento contatti a Milano: le parole di Gallera

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, intervistato da Rai Radio1 dichiara che la situazione a Milano sta diventando preoccupante. “Stiamo facendo tanti tamponi, solo che la diffusione è tale e tanta che il tracciamento dei contatti è difficile“, dichiara Gallera che chiarisce: “Abbiamo potenziato molto il nostro sistema di tracciamento dei contatti, ma è evidente che abbiamo delle zone critiche.

Milano su tutte: quando hai 1.600 positivi al giorno fare un sistema di tracciamento dei contatti puntuale è particolarmente difficile. Per non dire impossibile“. Senza tanti giri di parole quindi Gallera puntualizza che si tratta di una situazione critica a Milano, dove improvvisamente è stata registrata un’impennata di casi. L’impennata che ha portato anche il Sindaco Sala ad istituire, d’accordo con la Regione, il coprifuoco a Milano, per cercare di contenere i contagi.

“Negli ultimi giorni c’è stata una grossa crescita, molto repentina e vi era la necessità di dare segnali forti. Una misura come il coprifuoco, legato alla didattica a distanza per tutte le superiori e alla stretta su sport di contatto sono un segnale forte“, commenta sulla vicenda l’assessore Regionale.

Gallera sottolinea i motivi dei contagi

“Il grosso del lavoro è stato fatto, ma il virus gira con così tanta velocità che ci siamo trovati in queste condizioni“ continua Gallera nell’intervista che poi elenca quelle che sono le problematiche, che non aiutano a limitare il contagio.“Più che le scuole, dove i ragazzi sono molto ligi, il tema sono il trasporto pubblico, le attività extra-scolastica, come lo sport e le cene con gli amici.

Tutto questo ha creato questa diffusione del virus nelle fasce più basse della popolazione: la più colpita ora è la fascia tra i 25 e i 49 anni, poi gli under 18 e la fascia tra i 18 e 25 anni“.

Trasporto pubblico sotto attacco quindi ma anche tutte quelle attività dove non si rispettano le normative anti-covid.

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