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Nuovo centro per i rimpatri, Sala sul Cpr: “90 giorni sono troppi”

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Il Pd di Milano si divide: la protesta contro il nuovo Cpr in via Corelli e il parere in parte positivo del sindaco Beppe Sala.

sala contro il cpr

Il sindaco di Milano Beppe Sala decide di non schierarsi per quanto riguarda il nuovo Cpr di via Corelli, il centro per i rimpatri destinato a ospitare i migranti senza documenti in attesa di rimpatrio. Molti i pareri contrari nel mondo della politica che hanno portato a manifestazioni e flash mob.

Cpr in via Corelli: il commento di Sala

Non voglio contestare il Governo – spiega Sala -, ma qualcosa da puntualizzare c’è: innanzitutto Milano è sempre stata molto attiva con i rimpatri. A parte quest’anno che è stato un po’ anomalo, ho sempre ricevuto dei numeri significativi. Non è vero che noi non facciamo rimpatri“. Non è tutto da buttare però secondo il Primo Cittadino che prima della messa in funzione vorrà visitarlo per assicurarsi del buon funzionamento.

La regola dice che la permanenza deve essere massimo di 90 giorni. Sono oggettivamente troppi. Se è un centro per il rimpatrio non credo che si possa andare oltre i 30 giorni. Di questo parlerò con il Prefetto che però ha sempre avuto un atteggiamento saggio e collaborativo e non ho subbi che anche in questo frangente continuerà a lavorare in questo modo“.

C’è però chi non è per niente d’accordo, come i consiglieri di maggioranza, molti dei quali del Pd.

Mercoledì 30 settembre si sono riuniti fuori dal Cpr di via Corelli in protesta. La prossima sarà il 2 ottobre, ma organizzata dalla rete “Mai più lager – No Cpr”, alle porte della Prefettura. “Nemmeno a chi ha commesso i peggiori reati sono riservate condizioni di detenzione così dure“.

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