Milano affida a un ente del terzo settore uno spazio di circa 200 metri quadrati per vendere prodotti fatti in carcere, ospitare laboratori e promuovere percorsi di inclusione

Nel cuore di Milano un immobile comunale cambia destinazione: si tratta del locale in Viale dei Mille 1, progettato per diventare un punto di riferimento per chi lavora nei progetti di economia carceraria. L’azione è promossa dall’amministrazione cittadina attraverso un bando che affiderà lo spazio a un soggetto del terzo settore, chiamato a gestire attività commerciali, formative e aggregative rivolte a persone sottoposte a misure penali.
L’obiettivo dichiarato è trasformare la struttura in un luogo vivo, dove la vendita dei prodotti si integra con iniziative di formazione e inclusione sociale.
Attualmente l’immobile, di circa 200 metri quadrati, è in concessione al Consorzio Viale dei Mille, nato da cooperative che operano negli istituti penitenziari lombardi. La realtà espositiva funziona già come una vetrina dei prodotti del carcere, ma con il nuovo bando si punta a estendere le funzioni: oltre alla vendita saranno organizzati eventi, laboratori e progetti che favoriscano il reinserimento lavorativo e il dialogo con il quartiere, rafforzando il rapporto tra città e imprese sociali.
Finalità e uso dello spazio
La delibera approvata dalla giunta comunale specifica che lo spazio dovrà promuovere le esperienze di impresa carceraria come strumenti concreti di riabilitazione. Il bando richiede a chi partecipa di proporre un piano di gestione che includa attività commerciali rivolte alla vendita dei prodotti realizzati in carcere, ma anche progetti formativi e momenti di confronto aperti alla cittadinanza. In questo modo si cerca di creare un ecosistema in cui la produzione, la formazione e la socialità si combinino per sostenere percorsi di autonomia professionale delle persone coinvolte.
Il ruolo per il quartiere
Oltre alla mission sociale, il Comune immagina lo spazio come un presidio territoriale che offra servizi utili al contesto urbano. In particolare, la presenza di laboratori e iniziative pubbliche deve contribuire al riutilizzo sociale dell’immobile, generando un flusso di cittadini e opportunità per le imprese locali. L’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, Alessia Cappello, sottolinea che l’iniziativa può diventare una leva per attivare servizi al quartiere e aumentare il livello di prossimità tra comunità, amministrazione e mondo del lavoro.
Attività previste e soggetti coinvolti
Il bando è rivolto a enti del terzo settore senza scopo di lucro che possano dimostrare esperienza nella gestione di progetti di inclusione e impresa sociale. Tra le attività attese troviamo la rivendita dei prodotti realizzati dalle cooperative carcerarie (anche provenienti da altre regioni), laboratori professionali, corsi di formazione e eventi pubblici volti a raccontare il valore del lavoro svolto in carcere. L’intento è mettere insieme competenze commerciali e percorsi educativi per favorire l’accesso al mercato del lavoro delle persone in esecuzione penale esterna o detenute impegnate in progetti lavorativi.
Esperienze esistenti
Il Consorzio Viale dei Mille rappresenta già un esempio di come un concept store possa valorizzare prodotti del carcere e creare relazioni con la città. Con la nuova assegnazione si cerca di estendere questa esperienza, passando dalla vetrina al laboratorio permanente: non più solo vendita, ma anche produzione condivisa, eventi didattici e collaborazione con altre realtà dell’impresa sociale, mantenendo la vocazione alla trasparenza e alla qualità artigianale dei prodotti.
Condizioni economiche e durata della concessione
La proposta comunale prevede condizioni agevolate per rendere fattibile la gestione da parte di soggetti non profit. Il canone annuo ufficiale dell’immobile è pari a 53.000 euro, ma sarà ridotto del 70% per l’affidamento a organizzazioni senza scopo di lucro; è prevista poi una ulteriore riduzione del 15% per le attività rivolte a persone in condizione di marginalità. La concessione avrà una durata iniziale di quattro anni, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori due anni, secondo quanto illustrato da Palazzo Marino.
Impatto atteso
L’insieme di tariffe agevolate, funzioni miste e gestione affidata al terzo settore mira a creare un modello ripetibile di reinserimento lavorativo. Sul piano pratico, si prevede che il progetto rafforzi il legame tra città e impresa sociale, offra opportunità occupazionali concrete e generi occasioni di incontro tra cittadini e persone coinvolte nei percorsi penali. In ultima analisi, l’iniziativa si propone come uno strumento per trasformare il lavoro in carcere da esperienza isolata a risorsa per l’intera comunità.





