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Spettacolo Father & Freud: Freud, Atene e il rapporto con il padre

Un percorso teatrale che mette in scena il viaggio di Freud ad Atene e il nucleo emotivo della psicoanalisi, tra sogno, ricordo e figura del padre

Il Father & Freud racconta attraverso il palco un pezzo significativo della storia intellettuale: non è solo una biografia, ma una riflessione su come la psicoanalisi affronti il rapporto con le origini affettive. Lo spettacolo è in programma venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21.00 all’Auditorium CMC di Milano, in Largo Corsia dei Servi, 4; la durata prevista è di circa 65 minuti e i biglietti costano € 10 con ridotto € 7 per gli Amici del CMC.

Per chi arriva con i mezzi pubblici, le fermate più comode sono MM1 e MM4 S. Babila e MM3 Duomo.

Il punto di partenza scenico richiama il celebre studio di Freud in Berggasse 19: la separazione fisica tra sala d’attesa e stanza analitica, le ante imbottite che salvaguardavano la riservatezza, diventano immagine di un metodo e di un’epoca. All’inizio del Novecento chi varcava la soglia dello studio, spesso viaggiando con carrozze o i primi treni, percepiva l’evento della seduta come una consacrazione personale, un’ora con l’uomo serio, gli occhiali e il sigaro. Lavorare su un sogno o su un lapsus significava intraprendere un percorso nuovo di rielaborazione emotiva e cognitiva; questa tensione fra intimità e scoperta è al centro della messa in scena.

Il nucleo tematico dello spettacolo

Al centro del testo drammaturgico c’è una pagina meno nota della vita di Freud: il viaggio ad Atene nel 1904 e il senso di stupore davanti all’Acropoli. Quel momento, rievocato poi più di trent’anni dopo in una lettera a Romain Rolland, viene usato qui come lente per indagare il rapporto con la figura paterna, stringa narrativa che ricorre nelle sedute e nel materiale clinico. Attraverso scene distillate e suggestioni visive, lo spettacolo mette in dialogo la contemplazione estetica dell’antico con le domande intime della psicoanalisi, tracciando un filo tra bellezza, memoria e identità.

Una pagina poco nota: Atene 1904

La scelta di raccontare il soggiorno ateniese non è casuale: rappresenta un punto di frattura tra esperienza estetica e riflessione metodologica. La drammaturgia esplora come la visione dell’Acropoli scateni in Freud pensieri che poi confluiscono nelle sue teorie; non si tratta di una ricostruzione storica pedissequa, ma di una rielaborazione che usa il ricordo come dispositivo teatrale. In scena la meraviglia diventa motore per interrogarsi sul ruolo del padre nella formazione del desiderio e della coscienza, restituendo al pubblico un’immagine di Freud meno istituzionale e più umana.

La messa in scena e il cast

La produzione porta in scena le voci di Glauco Maria Genga e Giovanni Spadaro, con musiche di Andrea Motta e la regia di Adriana Bagnoli. Il progetto teatrale e la drammaturgia sono curati da Glauco Genga, con la consulenza scientifica della dott.ssa Maria Gabriella Pediconi, che assicura il collegamento con le coordinate teoriche della psicoanalisi. I burattini, realizzati da Rita Bagnoli, introducono un elemento di straniamento: figure che riducono la distanza tra il mito e il racconto terapeutico, rendendo visibile ciò che spesso resta implicito nelle parole.

Collaborazioni e patrocinio

Lo spettacolo è prodotto in collaborazione con Teatro dell’Aleph e gode del patrocinio della Società Amici del Pensiero sigmund freud, a garantire una forte connessione tra ricerca scientifica e proposta artistica. La coesione tra consulenza, drammaturgia e regia mira a offrire una rappresentazione credibile e al tempo stesso poetica, capace di coinvolgere sia chi già conosce il mondo freudiano sia chi si avvicina per la prima volta al tema della cura e del ricordo.

Perché non perdere questo appuntamento

Vedere Father & Freud significa assistere a un tentativo di tradurre in lingua scenica concetti come inconscio, trasferimento e memoria: la performance propone una lettura che è insieme educativa e emotiva. Lo spettacolo intende riavvicinare il pubblico contemporaneo a pratiche di pensiero che hanno cambiato il modo di interpretare i legami affettivi, senza rinunciare a un linguaggio teatrale accessibile. Per approfondire i temi trattati è disponibile anche SpiPedia, l’enciclopedia aperta della psicoanalisi, che integra il percorso teatrale con strumenti informativi aggiornati.

Informazioni pratiche: l’appuntamento è fissato per venerdì 17 aprile 2026 alle 21.00 presso l’Auditorium CMC, Largo Corsia dei Servi 4, Milano. Durata circa 65 minuti; ingresso intero € 10, ridotto € 7 per gli Amici del CMC. Accessibilità con le linee metropolitane MM1, MM3 e MM4 (fermate S. Babila e Duomo). Per prenotazioni e dettagli logistici consultare i canali ufficiali dell’Auditorium CMC.

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