Un viaggio tra salotti, lettere e memorie per riscoprire Clara Maffei e il suo ruolo nel Risorgimento

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Dal 12 marzo al 24 maggio si svolge un progetto espositivo diffuso che mette al centro la figura di Clara Maffei, protagonista del panorama culturale e politico dell’Ottocento. La rassegna, annunciate con il comunicato del 11 marzo 2026, coinvolge istituzioni di Milano e Bergamo e intende restituire un profilo complesso della contessa attraverso documenti, arredi e opere d’arte.
Organizzato dal Comitato Clara Maffei in collaborazione con enti come il Museo del Risorgimento, Casa Manzoni, la Biblioteca Civica Angelo Mai e il Cimitero Monumentale, il progetto unisce materiali originari — lettere autografe, mobili e suppellettili — a prestiti importanti quale il dipinto di Francesco Hayez concesso dalla Fondazione Cariplo. L’intento è raccontare non solo la figura pubblica ma anche il «salotto» come luogo di produzione culturale e politica.
Il percorso espositivo e le sedi coinvolte
La mostra è articolata in più sedi per ricostruire le fasi della vita della contessa: a Bergamo la Biblioteca Angelo Mai esplora gli anni giovanili; a Casa Manzoni è ricreato il celebre salotto di via Bigli; il Museo del Risorgimento propone due percorsi tematici e il Cimitero Monumentale ospita un itinerario funebre che collega le tombe degli amici della Maffei. Questa distribuzione permette di restituire una lettura integrata tra formazione, relazioni e memoria materiale, mostrando come oggetti e archivi possano ricomporre una biografia pubblica e privata.
Bergamo: i primi anni e la formazione
Nell’atrio della Biblioteca Angelo Mai l’esposizione «I primi anni e il tempo per ben imparare» racconta l’infanzia bergamasca della contessa, il rapporto con la famiglia e gli anni passati negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, celebrato a diciotto anni con il poeta Andrea Maffei. Viene inoltre documentata la memoria locale della nobildonna, in parte garantita dal lasciato testamentario a favore dell’infanzia, che testimonia la continuità del suo impegno sociale sul territorio bergamasco.
Milano: il salotto di via Bigli e le reti culturali
A Casa Manzoni è ricostruito il famoso salotto partendo da una fotografia conservata al Castello Sforzesco e da oggetti originali mai esposti. Libri, lettere e mobili accompagnano la presenza di figure di spicco come Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni; tra i pezzi in prestito spicca il quadro di Francesco Hayez, che per anni decorò le pareti del salotto. Al Museo del Risorgimento si approfondisce il ruolo della Maffei durante le Cinque Giornate attraverso oggetti simbolici, come la stola tricolore, e si ricostruisce la trama delle relazioni femminili che sostennero la causa unitaria.
Il valore storico e i progetti di conservazione
Il progetto non è solo espositivo: si accompagna a iniziative di tutela, tra cui il restauro del monumento funebre della contessa al Cimitero Monumentale, intervento che sarà sostenuto dal Comitato Clara Maffei. Gli allestimenti offrono spunti per rinnovare l’attenzione sulla presenza femminile nella storia cittadina e per valorizzare arte e archivi meno noti; la rassegna mette in luce come la rete di relazioni, spesso al femminile, abbia giocato un ruolo costitutivo nel contesto risorgimentale.
Programma pubblico e modalità di partecipazione
Alle mostre sono abbinati un ricco public program con visite guidate, incontri e attività tematiche rivolte a tutta la cittadinanza. Il calendario degli eventi, aggiornato e consultabile su YesMilano.it, contiene informazioni sui turni di visita e le opportunità di approfondimento. Le amministrazioni locali hanno evidenziato la rilevanza culturale dell’iniziativa: l’esposizione è pensata per ricollocare nella memoria collettiva una figura che, dopo l’Unità, era stata in parte dimenticata, e per restituire dignità e visibilità al suo contributo alla costruzione dell’identità nazionale.
Partecipare significa non solo vedere oggetti e ritratti, ma seguire un filo che collega Milano e Bergamo, i luoghi di formazione e quelli della pratica politica e culturale. L’esperienza proposta intende offrire una lettura multilivello: biografica, artistica e sociale, capace di far emergere l’importanza delle reti, degli spazi privati trasformati in luoghi pubblici e del patrimonio materiale come strumento di conoscenza storica.





