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Ápeiron a Palazzo Forti: riapertura, collezione e un calendario di incontri

Palazzo Forti torna accessibile dopo sedici anni: la mostra Ápeiron mette al centro la collezione pubblica e un programma di visite e incontri che intreccia storia, restauro e prospettive contemporanee

La scena culturale italiana si arricchisce di un ritorno atteso: Palazzo Forti riapre i suoi spazi con Ápeiron | Senza confini, un progetto che riprende e rilancia la raccolta della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Questo nuovo avvio non è una semplice esposizione, ma la proposta di un percorso in cui la collezione permanente viene riletta per porre questioni attuali, dall’identità corporea alla relazione tra arte e tecnologia.

Accanto alla riapertura veronese, la stagione espositiva nazionale propone appuntamenti variegati: a Milano la mostra L’arte del movimento indaga l’estetica degli sport invernali (dal 28-01-2026 al 15-03-2026), mentre molte gallerie e istituzioni presentano personali, retrospettive e premi dedicati alle ricerche emergenti del 2026. Questo quadro descrive una rete di iniziative che valorizza sia il patrimonio che le produzioni contemporanee.

Il ritorno di Palazzo Forti e il senso del progetto

La riapertura di Palazzo Forti segna la riconsegna alla città di uno spazio che, pur chiuso per sedici anni, è rimasto presente nell’immaginario collettivo. L’intervento curato da Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar, sostenuto dal Comune di Verona e dalla Fondazione Cariverona, punta a trasformare il complesso in un riferimento stabile per la vita culturale. Il titolo Ápeiron richiama un principio antico — come spiegava Anassimandro — che significa qualcosa di originario e senza limiti: una cifra interpretativa per mettere in relazione opere, architettura e pubblico.

La scelta di lavorare con la raccolta pubblica è intenzionale: la selezione di opere dalla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti non è un’operazione archivistica, ma un tentativo di sollevare questioni contemporanee attraverso oggetti storici. In mostra emergono temi come il corpo e l’identità, la fama, i media e le trasformazioni tecnologiche. Artisti come Vanessa Beecroft, Cindy Sherman, Sol LeWitt, Spencer Tunick e Medhat Shafik convivono con nomi italiani quali Fabrizio Plessi, Mario Ceroli e Alik Cavaliere, costruendo accostamenti che stimolano letture multiple.

Un calendario pensato per il pubblico

Ápeiron è accompagnata da un programma di appuntamenti che intreccia sguardi critici, memoria e pratica del restauro. Il ciclo Voci Forti offre incontri ogni sabato alle ore 11: non visite guidate tradizionali, ma conversazioni con studiosi e professionisti che portano esperienze personali e conoscenze accumulate nel tempo. Tra gli interventi segnaliamo il primo appuntamento con Maria Marinelli il 14 febbraio e i successivi incontri del 28 febbraio, 14 marzo, 21 marzo e 4 aprile.

Restauro e storia dell’edificio

Parallelamente si sviluppa un ciclo interamente dedicato al palazzo e al suo restauro: il racconto prosegue con appuntamenti specifici come quello del 7 marzo sulla decorazione settecentesca e altri momenti il 11 aprile e il 18 aprile che esplorano le stratificazioni architettoniche. Il filone sul restauro ha preso il via il 7 febbraio con una testimonianza sul lavoro di Libero Cecchini e proseguirà con un intervento tecnico il 28 marzo che ripercorre il cantiere degli affreschi.

Il contesto espositivo italiano: altre mostre e rassegne

La riapertura di Palazzo Forti si inserisce in una mappa espositiva ricca di proposte. A Milano la mostra L’arte del movimento (Galleria Manifiesto Blanco) riunisce 22 opere di sedici illustratori che affrontano discipline come lo sci alpino, il biathlon, il curling e il pattinaggio di figura. Allo stesso tempo, il Premio Generazione Pink Fire promosso da Zoo Zone Art Forum mette in luce le ricerche emergenti di Clarissa Secco e Matteo Vicentini, mentre altre personali e retrospettive (da Paolo Canevari a Vito Pancella) animano musei e gallerie in varie città.

Questa molteplicità di iniziative conferma una tendenza: valorizzare sia i percorsi di ricerca contemporanea sia il patrimonio locale, costruendo occasioni di dialogo tra pubblico e operatori. La programmazione annunciata per Ápeiron è pensata in questa direzione: non come evento isolato, ma come punto di partenza per consolidare una presenza culturale continuativa nel tessuto urbano.

Visitare oggi Palazzo Forti significa confrontarsi con una storia lunga e con opere che parlano del presente. L’iniziativa invita a ripensare il ruolo del museo come luogo vivo, in cui memoria e sperimentazione convivono e si trasformano in opportunità di confronto per cittadini e visitatori.

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