Una panoramica sulle principali esposizioni del Palazzo delle Paure a Lecco e due spettacoli teatrali segnalati, con dettagli sui contenuti e sulle date disponibili

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Il panorama culturale italiano mette in evidenza due tipi di proposta: da un lato le mostre temporanee che animano le sale di un museo cittadino, dall’altro il racconto scenico che arriva dal teatro. In questa guida sintetica presentiamo il programma espositivo del Palazzo delle Paure di Lecco, insieme a due appuntamenti teatrali segnalati che completano l’offerta culturale e offrono spunti diversi per il pubblico.
Accanto alle informazioni pratiche trovate nelle singole schede, qui troverete una lettura dei temi prevalenti: la ricezione dell’arte orientale in Europa, la centralità degli «outsider» nella storia dell’arte italiana, e la memoria civile attraverso la drammaturgia contemporanea. Ogni voce è accompagnata da riferimenti concreti alle mostre e agli spettacoli citati, senza rinunciare a un quadro critico che ne valorizza il senso culturale.
Il calendario espositivo del Palazzo delle Paure
Il Palazzo delle Paure di Lecco ha ospitato e ospita cicli espositivi che indagano epoche e autori differenti. Tra gli appuntamenti recenti e annunciati si segnalano la mostra HOKUSAI. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa, curata da Paolo Linetti e programmata dal 21 marzo al 27 settembre 2026, e l’antologica dedicata ad Antonio Ligabue insieme all’arte degli outsider, in calendario dal 13 giugno al 2 novembre 2026. Questi eventi dialogano con mostre già svolte, come quelle dedicate alla Milano degli anni Sessanta (13 luglio-24 novembre 2026) e al ciclo Percorsi nel Novecento, concepito per ripercorrere snodi chiave della pittura italiana del secolo scorso. Il programma dimostra un equilibrio tra ricerche monografiche e percorsi tematici, pensati per offrire sia il piacere della scoperta sia strumenti di contestualizzazione storica.
Temi e curatela
Le esposizioni al Palazzo delle Paure esplorano nodi interpretativi riconoscibili: la relazione tra arte giapponese e canoni occidentali nel caso di Hokusai, la marginalità creativa nel progetto su Ligabue e gli outsider, e la riscoperta di tendenze del Novecento come il ritorno all’ordine o le avanguardie futuriste. Mostre come Futuristi. Una generazione all’avanguardia (18 marzo-18 giugno 2026), curate e prodotte in collaborazione con enti e realtà culturali locali, testimoniano inoltre la volontà di connettere materiali d’archivio, capolavori e percorsi critici capaci di coinvolgere pubblici diversi.
Spettacoli consigliati: contemporaneità e memoria
Nel registro teatrale segnaliamo due produzioni che, pur appartenendo a contesti differenti, propongono riflessioni sociali e narrative forti. Al Teatro Stabile di Catania la Sala Futura ospita “L’amica delle mogli” di Luigi Pirandello, in una riduzione di Gianni Garrera e la regia di Nicola Alberto Orofino, con repliche previste dal 12 al 15 marzo 2026. Lo spettacolo, interpretato da un cast guidato da Gianmarco Arcadipane e Carmen Panarello, indaga i mutamenti sociali degli anni Venti e il ruolo emergente di una figura femminile che incarna tendenze di moda, emancipazione e contraddizioni borghesi.
Una parola sui temi e sulla messa in scena
“L’amica delle mogli” propone una lettura incentrata su elementi di emancipazione femminile e sulla trasformazione dei rapporti domestici. La regia sottolinea come la figura di Marta funzioni da catalizzatrice per dinamiche di desiderio, gelosia e perdita di voce da parte delle mogli; l’allestimento utilizza scene e costumi firmati da Vincenzo La Mendola per restituire atmosfera e contrasti di quell’epoca, offrendo al pubblico un testo classico riletto con sensibilità contemporanea.
Dal palcoscenico alla memoria civile: uno spettacolo sulla lotta alla mafia
Un altro titolo che merita attenzione è “BUM HA I PIEDI BRUCIATI“, rappresentato al Teatro Ambra di Velletri. Lo spettacolo racconta la figura di Giovanni Falcone con un linguaggio che alterna ironia e drammaticità, basandosi su una lunga ricerca di testi originali del magistrato e su materiali biografici. Patrocinato dalla Fondazione Falcone e liberamente tratto dal romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, il lavoro ha avuto un percorso internazionale e numerose repliche, ponendosi come proposta capace di emozionare senza scadere nella retorica.
Diffusione e riconoscimenti
Lo spettacolo su Falcone ha attraversato stagioni teatrali in Italia e in Europa, con tappe in città come Londra, Madrid e Bruxelles, e ha raccolto recensioni da testate autorevoli. La scelta di affrontare temi di memoria civile attraverso il teatro consente al pubblico di confrontarsi con la storia recente in modo immediato e partecipato, rafforzando il ruolo della scena come luogo di discussione e riflessione pubblica.
In sintesi, la proposta culturale che spazia dalle mostre del Palazzo delle Paure agli spettacoli teatrali segnalati onora sia la dimensione estetica sia quella civica dell’arte. Che si tratti di una grande esposizione su Hokusai o di un dramma sulla lotta alla mafia, il filo comune rimane la capacità di stimolare il pensiero critico e l’emozione del pubblico.





