Mostra personale di Elisa La Mantia incentrata su inclusione e valorizzazione delle differenze, ospitata a Corbetta il 07-03-2026 e 08-03-2026

La rassegna Femminile Plurale porta le opere di Elisa La Mantia alla Sala Artemisia Gentileschi di Corbetta, per due giornate — 7 e 8 marzo 2026 — dedicate all’idea di identità come spazio condiviso e aperto. L’allestimento invita a un’esperienza sensoriale e riflessiva: non tanto una mostra da guardare in fretta, quanto un luogo per confrontarsi, ascoltare e partecipare.
L’allestimento e il percorso
Le opere dialogano tra loro creando una narrazione collettiva: pitture, collage e installazioni che si sovrappongono in strati di materiali e segni. I lavori di La Mantia prediligono tecniche miste e superfici che richiamano il corpo, la casa e la cura quotidiana — simboli ricorrenti che rimandano alle relazioni e alle memorie personali. Colori e pattern tornano come una cifra stilistica che bilancia armonia e dissonanza, mettendo in luce la pluralità come valore e risorsa.
Coinvolgimento del pubblico
Il progetto punta all’inclusione più che alla mera rappresentazione. Visitatori e visitatrici sono chiamati a un coinvolgimento attivo: chi vuole può percorrere l’allestimento in autonomia, chi preferisce partecipare potrà aderire a visite guidate e incontri curatoriali organizzati durante le due giornate. L’obiettivo è favorire scambi empatici, far emergere punti di vista diversi e stimolare il dibattito su accessibilità e rappresentazione negli spazi espositivi.
Il luogo scelto
La Sala Artemisia Gentileschi non è una semplice cornice: la sua storia e la sua posizione a Corbetta contribuiscono a trasformare la mostra in un confronto tra memoria e contemporaneità. Lo spazio è stato selezionato anche per la sua accessibilità e per le condizioni adatte alla conservazione delle opere, consentendo al pubblico di fruire delle opere con calma e attenzione.
Temi e simboli
L’artista lavora su materiali eterogenei per costruire un linguaggio visivo che parla di cura, domesticità e corpo. Le superfici stratificate e i richiami alla quotidianità aiutano a raccontare come la differenza percorra e arricchisca le relazioni sociali. Più che proporre risposte univoche, le opere sollevano domande: come viviamo insieme? Cosa rende autentica un’identità?
Informazioni pratiche per la visita
La mostra è aperta il 7 e l’8 marzo 2026 alla Sala Artemisia Gentileschi di Corbetta. È consentito fotografare senza flash, rispettando le indicazioni presenti in sala. Sono previsti materiali informativi e attività collaterali per approfondire i contenuti; eventuali aggiornamenti saranno comunicati dagli organizzatori.
Per trarre il massimo dalla visita si suggerisce di muoversi con calma, dedicando tempo a ogni opera per cogliere dettagli e rimandi. Le visite guidate, quando programmate, offrono un’ulteriore chiave di lettura.
Valore sociale dell’iniziativa
Femminile Plurale non si limita al valore estetico: è un’occasione per ripensare pratiche culturali più aperte e partecipative. Promuove l’inclusione come pratica concreta, favorendo l’accesso e la rappresentanza di voci diverse. In questo senso la rassegna diventa anche un’opportunità pubblica per discutere il ruolo dell’arte nella costruzione di comunità più accoglienti. Un appuntamento pensato per chi desidera fermarsi, ascoltare e lasciarsi interrogare dall’arte.





