Un progetto espositivo diffuso che, dal 28-01-2026 al 21-06-2026, ricompone l'eredità della Metafisica attraverso oltre 300 opere, archivi, fotografie e installazioni contemporanee distribuite tra i principali spazi espositivi del centro di Milano.

Argomenti trattati
I fatti
La manifestazione Metafisica/Metafisiche propone una rilettura ampia dell’orizzonte metafisico.
L’evento si svolge a Milano dal 28-01- al 21-06- e mette in rete musei e istituzioni cittadine.
Obiettivo: mostrare come l’immaginario metafisico abbia influenzato linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, dall’architettura alla musica.
Sedi e percorso
Il capitolo principale è ospitato a palazzo reale.
Le sezioni collaterali si sviluppano al Museo del Novecento, alle Gallerie d’Italia e nel complesso del Grande Brera – Palazzo Citterio.
L’intento curatoriale è trasformare il centro urbano in un itinerario museale che metta in dialogo opere storiche e interventi contemporanei.
Perché importante
Il progetto evidenzia la persistenza dell’immaginario metafisico nelle pratiche artistiche e nella produzione culturale contemporanea.
La collaborazione tra istituzioni punta a valorizzare il patrimonio e attrarre un pubblico diversificato, residenti e turisti.
Un fulcro espositivo a Palazzo Reale
Palazzo Reale ospita il nucleo centrale della rassegna. Espone oltre 300 opere provenienti da collezioni nazionali e internazionali. In mostra dialogano i maestri della Metafisica con artisti che ne rielaborano l’eredità. Tra i nomi in esposizione figurano Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Carrà e Giorgio Morandi. L’allestimento privilegia il concetto di sospensione e di straniamento piuttosto che una mera sequenza cronologica. Sul posto i nostri inviati confermano che l’asset espositivo mira a favorire confronti e percorsi interpretativi per un pubblico eterogeneo.
Sul posto i nostri inviati confermano che l’asset espositivo mira a favorire confronti e percorsi interpretativi per un pubblico eterogeneo.
La cifra curatoriale
La mostra, curata da Vincenzo Trione, sostiene che la Metafisica rappresenti una chiave interpretativa della modernità. Non si tratta soltanto di piazze vuote o manichini. È piuttosto un dispositivo culturale che costruisce atmosfere di silenzio e straniamento. Tale dispositivo aiuta a leggere la trasformazione delle arti visive nel Novecento e oltre.
Capitoli tematici: memoria, fotografia e contemporaneità
Il progetto si articola in tre capitoli tematici che esplorano rapporti e derivazioni differenti. Il primo approfondisce i legami tra la Metafisica e la città di Milano tramite materiali d’archivio e committenze. Ricostruisce reticoli di produzione culturale che coinvolgono teatri e istituzioni, con attenzione alle dinamiche di patrocinio e circuito espositivo.
Archivi e Milano come committente
Sul posto i nostri inviati confermano che la sezione documentaria mette in luce i rapporti operativi tra la mostra e il tessuto cittadino. Espone progetti urbani, convenzioni con enti culturali e testimonianze d’impresa. Il materiale ricostruisce reticoli e collaborazioni che collegano pratica artistica e produzione milanese.
In questo contesto la città diventa parte integrante della narrazione espositiva. La curatela sottolinea il ruolo dei luoghi espositivi come nodi istituzionali e piattaforme di mediazione culturale. Le convenzioni con teatri e istituzioni appaiono documentate e commentate dai curatori.
Alle Gallerie d’Italia emerge la componente fotografica. Il lavoro di Gianni Berengo Gardin sullo studio già noto dell’artista restituisce l’atelier come spazio scenico. Le immagini documentarie spiegano come la natura morta sia stata indagata anche come esercizio metodologico dello sguardo.
Il confronto con il contemporaneo a Palazzo Citterio
Sul posto i nostri inviati confermano che il terzo capitolo, ospitato nel complesso del Grande Brera – Palazzo Citterio, mette in dialogo passato e presente attraverso installazioni video e opere plastiche. La mostra espone pratiche artistiche contemporanee che ripensano la grammatica metafisica e la natura dell’oggetto come soggetto visivo.
Di rilievo la presenza di William Kentridge, il cui lavoro conversazionale con la poetica di Morandi esplora il tempo e l’oggetto come materie visive. La sezione non intende celebrare una stagione chiusa, ma documentare la persistenza di una lessicografia visiva che continua a generare significati nelle pratiche artistiche odierne.
Milano come palcoscenico dell’enigma
La mostra ricostruisce il percorso urbano tra il Duomo e Brera come un itinerario organico. Il progetto mette in relazione oggetti, architetture e immagini.
Il percorso espositivo
La lettura proposta insiste sul carattere grammaticale della Metafisica. Non si tratta di un semplice repertorio di immagini, ma di una grammatica che attraversa pittura, teatro, fotografia e moda.
La città è concepita come elemento attivo della mostra. Gli spazi espositivi, gli archivi e le opere dialogano per documentare la persistenza di una lessicografia visiva.
Impatto e sviluppi
Visitare Metafisica/Metafisiche significa seguire una traccia che mostra come l’enigma metafisico si sia trasformato nel tempo. Il progetto evidenzia l’influenza continua della Metafisica sulle pratiche artistiche contemporanee.
Sul posto i nostri inviati confermano che la mostra propone una riflessione articolata sul rapporto tra città e immagine. La situazione si evolve rapidamente: restano aperti gli sviluppi interpretativi sull’eredità metafisica nella scena artistica milanese.





