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Canova a brera: mostra la bellezza e l’ideale

La Pinacoteca di Brera presenta «la bellezza e l'ideale», un percorso dedicato a Antonio Canova con busti restaurati, la Vestale in marmo e le miniature della raccolta Sommariva, in esposizione dal 16-05-2026 al 17-05-2026.

La Pinacoteca di Brera ha inaugurato un nuovo allestimento dedicato alla scultura neoclassica, con particolare attenzione ad Antonio Canova. La mostra, ospitata nella Sala 1 del museo, mette al centro dodici busti in gesso restaurati e un importante busto in marmo noto come la Vestale.

Completano il percorso espositivo una selezione di miniature smaltate provenienti dalla collezione Sommariva. L’iniziativa nasce da una collaborazione con Banca Ifis, responsabile del recupero e del prestito dei gessi, e intende ridefinire la lettura del Neoclassicismo nel contesto artistico milanese.

Come funziona

Dal punto di vista tecnico, il riallestimento si basa su interventi conservativi e su un nuovo percorso espositivo. I gessi sono stati restaurati secondo protocolli di conservazione consolidati. L’allestimento organizza le opere per nucleo tematico e cronologico. L’illuminazione e il supporto didattico sono stati riprogettati per valorizzare i volumi e i dettagli scultorei. La collaborazione con Banca Ifis ha facilitato il trasporto e la documentazione catastale delle opere in prestito.

Vantaggi e svantaggi

Il nuovo allestimento offre una lettura più completa del ruolo della scultura nel percorso della Pinacoteca. I visitatori possono confrontare materiali diversi, dal gesso al marmo, e cogliere le tecniche dell’atelier canoviano. Tra i limiti resta la concentrazione delle opere in un’unica sala, che potrebbe ridurre la contestualizzazione rispetto al corpus pittorico. Dal punto di vista conservativo, l’esposizione temporanea permette interventi mirati ma richiede rotazioni e monitoraggi continui.

Applicazioni pratiche

L’allestimento si propone come risorsa educativa per scuole e gruppi di studiosi. Le miniature smaltate della collezione Sommariva integrano l’offerta per studi sul collezionismo ottocentesco. Le didascalie e i materiali di sala forniscono chiavi di lettura tecniche e storiche. I benchmark mostrano che percorsi tematici aumentano il tempo di fruizione e la comprensione critica delle opere. L’architettura espositiva favorisce confronti diretti tra bozzetti e opere finite.

Il mercato

La mostra riflette dinamiche consolidate tra istituzioni culturali e sponsor privati. Banca Ifis ha sostenuto il restauro e il prestito dei gessi. Il modello evidenzia come il partenariato pubblico-privato faciliti il recupero del patrimonio e la circolazione delle opere. Nel settore museale è noto che tali accordi richiedono clausole chiare su conservazione, assicurazione e tempi di permanenza. Le performance organizzative indicano un miglioramento nella gestione logistica dei prestiti.

Prospettive

La Pinacoteca intende monitorare l’accoglienza del pubblico e valutare eventuali estensioni del progetto. Le prospettive includono percorsi tematici integrati con collezioni permanenti e attività didattiche dedicate. I dati di fruizione raccolti nei primi mesi costituiranno un parametro per sviluppi espositivi futuri. Ultimo dato rilevante: la mostra espone dodici busti in gesso e un busto in marmo denominato la Vestale, proveniente dalle raccolte museali.

Il nucleo scultoreo: gessi restaurati e la Vestale

Al centro dell’allestimento si trovano dodici busti in gesso sottoposti a un accurato intervento conservativo e messi a disposizione da Banca Ifis. I gessi documentano fasi intermedie del processo creativo di Canova e servivano come studi preparatori per il marmo. Dal punto di vista tecnico, il percorso espositivo consente di confrontare i modelli con le opere ultimate e di valutare scelte di composizione e volume. Il visitatore osserva non solo il risultato finale, ma anche il ruolo del modello in gesso come passaggio progettuale essenziale. La Vestale completa il nucleo con un riferimento diretto alle raccolte museali.

La vestale: ritorno dopo un secolo

La Vestale torna a Brera dopo oltre un secolo di assenza e completa il nucleo delle raccolte museali. L’opera in marmo, attribuita a Canova, offre una lettura diretta dell’ideale neoclassico attraverso la resa del volto, la morbidezza dei panneggi e l’armonia proporzionale. Dal punto di vista tecnico, il confronto tra il marmo e i gessi restaurati consente di evidenziare le scelte formali e i dettagli esecutivi adottati in atelier. L’esposizione mira inoltre a restituire al pubblico il contesto storico-artistico dell’opera e le motivazioni della sua temporanea dispersione.

Come funziona

Il confronto espositivo mette a sistema l’originale in marmo e i gessi preparatori. I gessi, sottoposti a un intervento conservativo, fungono da riferimento per ricostruire lo sviluppo formale dell’opera. Dal punto di vista tecnico, l’analisi dei materiali e delle tecniche di lavorazione ha evidenziato differenze nella finitura superficiale e nella resa dei dettagli anatomici. L’allestimento prevede una sequenza che facilita la lettura cronologica: schizzo, gesso, marmo. Questa disposizione permette di cogliere la progressione progettuale e le modifiche apportate tra il disegno e la versione definitiva.

Vantaggi e svantaggi

L’esposizione offre il vantaggio di un confronto diretto, utile per studiosi e visitatori. I benchmark conservativi mostrano come il recupero dei gessi migliori la comprensione delle pratiche operative dell’artista. Tra gli svantaggi figurano i limiti spazio-temporali dell’allestimento e la necessità di condizioni microclimatiche controllate per il marmo e per i materiali lapidei. Le performance museali indicano che esposizioni tematiche di questo tipo aumentano il tempo di permanenza del pubblico, ma richiedono risorse aggiuntive per la sorveglianza e la manutenzione preventiva.

Applicazioni pratiche

La mostra è pensata per supportare attività didattiche e percorsi critici. Le scanalature informative accostano testi descrittivi, immagini dei gessi e osservazioni tecniche sull’esecuzione. Nel settore museale è noto che il confronto tra materiali favorisce l’apprendimento visivo e la fruizione specialistica. Le applicazioni includono seminari per studenti di storia dell’arte, visite guidate tematiche e pubblicazioni scientifiche che utilizzano i materiali restaurati come fonte primaria per studi stilistici.

Il mercato

Il ritorno dell’opera è stato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e prestatori privati. Il ruolo dei prestiti e delle partnership finanziarie risulta cruciale per la ricomposizione di nuclei dispersi. Dal punto di vista tecnico, la movimentazione e l’assicurazione di un marmo di rilevanza storica impongono protocolli rigorosi per il trasporto e il rimontaggio in sede espositiva. Il contesto attuale del mercato dell’arte privilegia progetti espositivi che valorizzano il patrimonio attraverso restauri e studi scientifici condivisi.

Prospettive

La presenza della Vestale in Brera apre a nuove linee di ricerca sul corpus canoviano e sulle pratiche di laboratorio dell’epoca. I benchmark delle indagini scientifiche in corso saranno pubblicati in catalogo specialistico. Un ulteriore sviluppo atteso riguarda la digitalizzazione tridimensionale dell’opera, finalizzata a studi comparativi e a riproduzioni per scopi didattici.

Miniature e collezione Sommariva

La mostra espone una selezione di miniature smaltate provenienti dalla raccolta di Giovanni Battista Sommariva, collezionista attivo nell’ambiente artistico dell’epoca napoleonica. Le opere in piccolo formato documentano pratiche collezionistiche diffuse tra élite e mecenati. Il confronto con le sculture presenti nel percorso permette di valutare le scelte estetiche e materiali della stagione neoclassica. Dal punto di vista tecnico, le miniature offrono indicazioni sulle tecniche dello smalto e sui supporti utilizzati, utili per studi comparativi e per la didattica museale.

Questi oggetti contribuiscono a ricostruire il gusto per l’oggetto raffinato e la circolazione delle immagini in miniature. Le opere facilitano la comprensione delle diverse declinazioni dell’estetica neoclassica su formati ridotti e su materiali preziosi, integrando il racconto curatoriale della mostra.

Il valore delle miniature

Le miniature smaltate esposte documentano un approccio alla rappresentazione che privilegia il dettaglio e la perfezione ornamentale. Dal punto di vista tecnico, queste opere su piccolo formato richiedono procedure di lavorazione e cottura molto diverse da quelle dei marmi e dei gessi. In mostra, i pezzi svolgono il ruolo di complemento ai busti: mentre i modelli in gesso illustrano le regole di forma e proporzione, le miniature mettono in evidenza il gusto per la raffinata esecuzione e per l’oggetto collezionistico. Questo nucleo permette di approfondire le declinazioni dell’estetica neoclassica su materiali preziosi.

La riorganizzazione della Sala 1 prosegue l’approfondimento sull’impatto formale del neoclassicismo, privilegiando un dialogo tra materiali e letture tematiche. Il nuovo allestimento mette in relazione gessi, marmi e oggetti smaltati per evidenziare continuità produttive e varianti stilistiche. Dal punto di vista tecnico, la disposizione favorisce confronti diretti tra modelli preparatori e opere finite, consentendo di seguire i processi di ideazione e trasformazione materica. I percorsi espositivi sono costruiti per offrire al pubblico milanese e ai turisti una fruizione sia cronologica sia per temi, con particolare attenzione alla leggibilità delle opere e al contesto storico-artistico.

Allestimento, catalogo e collaborazione istituzionale

La riorganizzazione della Sala 1 è stata pensata per instaurare un dialogo fluido tra opere in gesso, marmo e oggetti smaltati, valorizzando percorsi di lettura sia cronologici sia tematici. La mostra è curata da Chiara Rostagno e Valentina Ferrari. L’approfondimento scientifico è accompagnato da un catalogo pubblicato da Contemplazioni, che contestualizza le opere, documenta il restauro dei gessi e ricostruisce il rapporto tra Brera e il movimento neoclassico.

Il progetto costituisce altresì un esempio concreto di partenariato culturale. La partecipazione di Banca Ifis, tramite il progetto Ifis Art, consolida un legame istituzionale volto a promuovere la diffusione dell’arte come valore civile ed estetico. Questa sinergia ha permesso il finanziamento delle operazioni di recupero e l’esposizione di opere raramente visibili al grande pubblico, ampliando così la disponibilità di materiale per studi e visite scientifiche.

Perché visitare la mostra

La bellezza e l’ideale propone un percorso che mette a fuoco la poetica di Antonio Canova attraverso il procedimento artistico e le scelte esecutive che hanno caratterizzato il suo lavoro. Dal punto di vista tecnico, l’allestimento espone il rapporto tra modello in gesso e marmo, illustrando le pratiche di bottega e le tecniche di rifinitura. I benchmark stilistici indicano come l’uso del modello e la resa materica abbiano contribuito a definire il canone neoclassico. Il percorso è pensato per offrire letture stratificate, fruibili da pubblici diversi.

La mostra è visitabile dal 16-05-al 17-05-presso la Pinacoteca di Brera. Il percorso espositivo favorisce un’esperienza di lettura chiara e approfondita, adatta ad appassionati, studiosi e neofiti interessati al dialogo tra forma, tecnica e ideali estetici del primo Ottocento.

Il nuovo allestimento prosegue la riorganizzazione delle sale, ampliando l’accesso a opere raramente visibili al grande pubblico e incrementando la disponibilità di materiale per studi e visite scientifiche. Le performance didattiche previste e le risorse documentarie a corredo mirano a supportare ricerche specialistiche e a stimolare analisi comparate sulle pratiche scultoree dell’epoca.

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