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Milano: lo studente accoltellato in corso Como e il suo aggressore verso la riconciliazione

Davide Cavallo, lo studente accoltellato in corso Como, e Alessandro Chiani, il suo aggressore, intraprendono un percorso di giustizia riparativa. Un viaggio di perdono e riabilitazione che potrebbe cambiare le loro vite.

Milano: lo studente accoltellato in corso Como e il suo aggressore verso la riconciliazione

In un contesto di violenza giovanile che ha scosso Milano, emerge una storia di perdono e riabilitazione. Davide Cavallo, lo studente di 22 anni accoltellato in corso como nell’ottobre 2026, e Alessandro Chiani, il 19enne condannato a 20 anni per tentato omicidio, stanno intraprendendo un percorso di giustizia riparativa che potrebbe cambiare il destino di entrambi.

L’aggressione, avvenuta la notte del 12 ottobre 2026, ha lasciato Davide con gravi lesioni midollari e un futuro segnato dall’invalidità. Chiani, insieme ad altri quattro giovani, aveva aggredito Davide per una banconota da 50 euro, ridendo delle sue condizioni in ospedale e augurandosi la sua morte. Un episodio che ha rivelato un’agghiacciante disumanità, come sottolineato dal giudice Alberto Carboni nelle motivazioni della sentenza.

Il percorso di giustizia riparativa: un’opportunità di riconciliazione

La giustizia riparativa introdotta dalla legge Cartabia, offre un’alternativa al tradizionale processo penale. Attraverso una serie di incontri guidati da mediatori, vittima e aggressore possono confrontarsi, assumersi responsabilità e cercare una riparazione simbolica o materiale. In questo caso, Davide ha espresso fin dall’inizio la sua disponibilità al perdono, abbracciando Chiani in aula e scrivendo una lettera di perdono.

“Ho detto di sì alla giustizia riparativa perché spero che questa situazione possa rappresentare un esempio per tutti quei ragazzi che nemmeno prendono in considerazione la possibilità di cambiare”, ha dichiarato Davide. “Non certo con leggerezza, ma con la speranza che il ragazzo possa rientrare in un concetto di umanità.”

Le sfide del percorso: affrontare il dolore e la responsabilità

Il percorso non sarà facile per nessuno dei due. Davide dovrà confrontarsi con i dettagli dell’aggressione e con il dolore del suo aggressore. Chiani, invece, dovrà affrontare la consapevolezza delle sue azioni e delle conseguenze che hanno avuto sulla vita di Davide. “Dovrò scendere a compromessi con i dettagli di questa storia”, ha ammesso Davide, “e sarò faccia a faccia anche con il loro dolore.”

Chiani, che ha mostrato segni di difficoltà già durante il processo, ha espresso il desiderio di diventare un ragazzo migliore. “Sono contento che sia stato ammesso alla giustizia riparativa”, ha concluso Davide. “So che dipende poi da lui e dal suo atteggiamento, ma già l’intenzione vuole dire tanto.”

Il contesto dell’aggressione: una notte di violenza in corso Como

L’aggressione è avvenuta in corso Como, una delle zone della movida milanese. Davide, studente alla Bocconi, era stato prima pestato da un gruppo di ragazzi e poi accoltellato da Chiani. Dopo l’aggressione, i giovani erano stati intercettati dalla polizia e avevano riso delle condizioni di Davide, augurandosi la sua morte. Un comportamento che ha suscitato indignazione e che ha portato a condanne severe.

Oltre a Chiani, altri due minorenni saranno processati a luglio davanti al tribunale per i minorenni. Ahmed Atia, il quinto giovane coinvolto, è stato condannato solo per omissione di soccorso. La vicenda ha riportato alla ribalta il tema delle “coltellate facili” tra giovanissimi e l’importanza di percorsi di riabilitazione.

Il percorso di giustizia riparativa, che si svolgerà separatamente rispetto al procedimento penale, potrebbe avere effetti benefici di reinserimento e recupero sociale per Chiani. Per Davide, rappresenta un’opportunità di chiudere un capitolo doloroso della sua vita e di trovare un senso di pace.

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