14 Giugno 2026 ☀ 30°

Furto mirato all’Affinatore di Milano: via bottiglie di Romanée-Conti per 280mila euro

Al ristorante Affinatore di Milano ladri travestiti da operai hanno portato via alcune bottiglie della Domaine de la Romanée-Conti per un valore commerciale superiore a 280mila euro; il proprietario Pino Scalise ha annunciato denuncia, collaborazione con il produttore e l'intenzione di restare aperti

Furto mirato all’Affinatore di Milano: via bottiglie di Romanée-Conti per 280mila euro

Alle 7:33 di una mattina di sabato il ristorante Affinatore di via Piero della Francesca a Milano è stato teatro di un furto mirato che ha sottratto alcune tra le bottiglie più ambite della Domaine de la Romanée-Conti. Le immagini di videosorveglianza, pubblicate dal locale, mostrano due persone travestite da operai con pettorine ad alta visibilità e caschetti arancioni che, in pochi minuti, hanno forzato vetri antisfondamento e una teca blindata per portare via le etichette selezionate.

Modalità dell’azione e valore del bottino

Le telecamere interne rivelano una sequenza precisa: prima i malviventi praticano un foro nel vetro d’ingresso, raggiungono il pomolo interno e aprono la porta. Poi ripetono la tecnica sul pannello che custodiva le bottiglie più pregiate. Nel filmato si vedono chiaramente gli strumenti utilizzati e le crepe che si propagano nel vetro fino a quando questo cede. I ladri afferrano le bottiglie disposte orizzontalmente e le infilano in una grande sacca, quindi si allontanano in pochi minuti. Il valore commerciale stimato del materiale sottratto è di circa 280.000 euromentre il solo costo per cercare di ricomprare esemplari analoghi sul mercato internazionale è stato quantificato in oltre 150.000 eurosempre che sia possibile rintracciarli attraverso aste e collezionisti specializzati.

Selettività del furto

Un elemento che ha attirato l’attenzione degli investigatori e dei gestori è la selettività dell’azione: i ladri non hanno danneggiato o preso bottiglie a caso, ma hanno scelto esclusivamente le etichette più rare e prestigiose della cantina, lasciando intatte altre bottiglie di alto valore presenti nella stessa esposizione. Questo dettaglio suggerisce che l’intervento non sia stato improvvisato ma pianificato con conoscenza precisa di cosa cercare.

Reazione del locale, vigilanza e azioni legali

Il ristorante dispone di videosorveglianza e di un servizio di vigilanza privata 24 ore su 24. Al momento dell’allarme l’addetto non si trovava sul posto ma in un altro ristorante del gruppo; è arrivato circa tre minuti dopo la segnalazione, quando i responsabili si erano già allontanati. Il proprietario, Pino Scalisefigura nota nel panorama della ristorazione milanese e titolare di altre insegne, ha dichiarato che verrà presentata regolare denuncia alle autorità competenti e che il locale collaborerà attivamente per individuare i responsabili.

Collaborazione con il produttore e tracciabilità

Per ostacolare la possibile rivendita delle bottiglie, l’Affinatore sta lavorando direttamente con la Domaine de la Romanée-Conti per ricostruire i numeri seriali delle confezioni sottratte e trasmetterli alle forze dell’ordine e agli operatori del settore. L’obiettivo è rendere la commercializzazione il più difficile possibile, poiché etichette di tale rarità lasciano tracce quando compaiono in mercati d’asta o nelle collezioni private.

Impatto sull’attività e messaggio del gestore

Nonostante il danno economico e i danni materiali ai vetri della vetrina e della teca interna, la proprietà ha scelto di mantenere aperto il locale. In un messaggio diffuso sui profili social l’Affinatore ha comunicato che il furto «non porterà via il lavoro, la passione e la dedizione» che caratterizzano il ristorante, ringraziando per la solidarietà ricevuta e annunciando di essere «più determinati di prima». Le fotografie scattate dopo l’azione mostrano le crepe a ragnatela sui vetri e alcune decine di bottiglie rimaste intatte, ulteriore conferma della scelta mirata dei ladri.

Dettagli logistici e contestualizzazione

Il locale dichiara di possedere una selezione ampia di champagne e vini, con migliaia di etichette e un patrimonio che rende la sua cantina uno dei punti di riferimento per gli appassionati. L’episodio, avvenuto il 14 giugno 2026, mette in luce come bottiglie di alto pregio possano diventare bersaglio di operazioni criminali organizzate, dove la conoscenza del catalogo e la rapidità di esecuzione sono elementi chiave per il successo del colpo.

Le autorità stanno indagando sulla vicenda; intanto il ristorante ha annunciato che formalizzerà la denuncia e continuerà a collaborare con i produttori e gli operatori del settore per rendere la tracciabilità delle bottiglie rubate il più efficace possibile.

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