14 Giugno 2026 ☁ 21°

Affidamento in prova per Alberto Stasi: fine della detenzione

Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi, lascia il carcere di Bollate dopo 11 anni. Scopri come si è svolta la sua uscita e quali sono le sue prospettive future.

Affidamento in prova per Alberto Stasi: fine della detenzione

Dopo undici anni di detenzione, Alberto Stasi ha finalmente lasciato il carcere di Bollate. La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso l’affidamento in prova ai servizi socialisegnando un nuovo capitolo nella vita dell’ex studente della Bocconi.

Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, ha trascorso gli ultimi anni in regime di semilibertàlavorando durante il giorno e rientrando in carcere solo per la notte. La decisione del tribunale è arrivata dopo un’udienza segreta e il parere favorevole della Procura generale.

L’uscita dal carcere e i regali ai compagni di cella

La mattina del 13 giugno 2026, Stasi ha lasciato il carcere di Bollate attraverso un’uscita secondaria, evitando i giornalisti che lo attendevano all’ingresso principale. Prima di andare via, ha impacchettato i suoi effetti personali e ha lasciato alcuni regali ai suoi compagni di cella, tra cui un ventilatore e un mini-frigo.

Ha salutato il direttore Giorgio Leggieri, gli agenti, gli educatori e i detenuti con cui ha condiviso la sua vita carceraria. La sua avvocata, Giada Bocellari, ha dichiarato che Stasi non tornerà a vivere a Garlasco, ma si trasferirà in un appartamento nel Milanese.

Il percorso verso la semilibertà

Dal 2026, Stasi ha ottenuto la possibilità di lavorare all’esterno, e dall’aprile 2026 ha beneficiato della semilibertàche gli permetteva di uscire ogni giorno per lavorare e rientrare solo per dormire. Durante questo periodo, ha lavorato in uno studio di commercialisti a Brera e ha passato i fine settimana in licenza, incontrando spesso sua madre Elisabetta Ligabò.

L’affidamento in prova è l’ultimo passo prima della libertà definitiva. Stasi dovrà rispettare alcune prescrizioni, come l’orario di rientro e il divieto di lasciare l’Italia. Il suo fine pena è previsto per il 22 ottobre 2028, ma con l’affidamento in prova potrà condurre una vita più libera, pur con alcune limitazioni.

Le reazioni e le prospettive future

L’avvocata Giada Bocellari ha commentato che per Stasi si tratta di un nuovo inizio. Nonostante la condanna definitiva, Stasi continua a proclamarsi innocente e sta risarcendo i familiari di Chiara Poggi con i proventi del suo lavoro.

La decisione del tribunale non è legata alla revisione del processo, che è un procedimento separato. Stasi dovrà affrontare un percorso di volontariato e rispettare le prescrizioni del tribunale per evitare la revoca dell’affidamento in prova.

Con l’affidamento in prova, Stasi potrà finalmente iniziare una nuova fase della sua vita, lontana dalle sbarre del carcere di Bollate.

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