La comunità di Rho piange la scomparsa di Piero Airaghifigura che per decenni è stata sinonimo di memoria locale. Nato il 15 gennaio 1930 e sempre residente nella stessa città, Airaghi è morto all’età di 96 anni. La sua attività di ricerca e la passione per la conservazione delle tradizioni rhodensi lo hanno reso un punto di riferimento per chiunque volesse conoscere il passato del territorio.
Conosciuto da tutti come lo “storico locale”, Airaghi ha dedicato gran parte della propria esistenza alla raccolta di documenti, fotografie e racconti orali, creando un patrimonio che ha successivamente donato alla comunità. La sua testimonianza personale e l’impegno per la salvaguardia della memoria civile hanno lasciato segni tangibili nella vita culturale della città.
Il legame con il polo chimico e la battaglia per le ciminiere
Giovanissimo, Piero Airaghi iniziò a lavorare nel polo chimico situato tra Rho e Pero. Quel comparto industriale, attivo fino alla completa dismissione nel 1992, ha rappresentato per lui non solo un luogo di lavoro, ma anche un capitolo fondamentale della storia locale. Airaghi conservò memoria viva di quegli anni e delle trasformazioni successive che portarono alla demolizione di molte strutture dell’ex raffineria.
La difesa delle ciminiere
Tra le sue iniziative più note vi furono le campagne per salvare almeno una delle ciminiere storiche della raffineria, simboli dell’identità industriale dell’area. Sebbene la maggior parte delle strutture venne abbattuta per fare spazio al nuovo polo espositivo di Rho Fiera Milano, inaugurato nel 2005, Airaghi rimase impegnato nel ricordare e documentare quel patrimonio. Il suo intervento pubblico e le numerose testimonianze raccolte servirono a mantenere viva la memoria di un periodo che ha segnato profondamente la comunità.
Archivio personale e donazione alla città
Nel corso della vita Airaghi accumulò un vasto archivio di materiali: fotografie, appunti, ritagli, ricordi orali e documenti che raccontano la storia quotidiana di Rho. Anni fa decise di mettere a disposizione questo patrimonio, donandolo all’istituzione locale che oggi lo custodisce a Villa Burba. Con quel gesto volle sottolineare un principio che aveva sempre sostenuto: «Il sapere e la conoscenza vanno condivisi».
La scelta della donazione è stata motivata dalla convinzione che la storia cittadina debba essere accessibile alla collettività, agli studenti e ai ricercatori. L’archivio di Airaghi è diventato così una risorsa preziosa per chi studia le trasformazioni urbanistiche e sociali del Novecento nella zona milanese e nella comunità rhodense.
Riconoscimenti e cordoglio pubblico
Per il suo impegno civile e culturale, il Comune ha conferito a Airaghi un riconoscimento formale: nel 2011 gli fu attribuita una onorificenza civica che attesta il valore del suo lavoro di conservazione e diffusione della memoria locale. Negli anni ha ricevuto attestati di stima da associazioni, scuole e da chiunque abbia beneficiato dei suoi studi e delle sue lezioni informali.
Alla notizia della sua scomparsa l’Amministrazione comunale, con il sindaco Andrea Orlandiha espresso vicinanza alla moglie Luigia e all’intera famiglia, ricordando la sua curiosità inesauribile e la generosità nel condividere racconti e materiali. In molte reazioni della cittadinanza emerge la stessa impressione: Airaghi non era solo un archivista, ma anche un narratore che riusciva a far rivivere luoghi e persone attraverso le sue parole.
L’eredità per le nuove generazioni
Oltre ai riconoscimenti ufficiali, la vera eredità di Airaghi è rappresentata dall’impatto sulle nuove generazioni: studenti, appassionati di storia locale e volontari che hanno potuto consultare il suo lavoro. Il patrimonio donato a Villa Burba costituisce un punto di partenza per ricerche future e per iniziative didattiche che mirano a mantenere viva la memoria comunitaria.
La figura di Piero Airaghi rimarrà nella memoria collettiva come esempio di dedizione alla conservazione della storia quotidiana. Il suo archivio e i racconti che ha lasciato saranno strumenti utili per comprendere le trasformazioni di Rho e per trasmettere ai cittadini di domani il valore della memoria storica.



