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Come pubblico, terzo settore e imprese costruiscono il welfare in Lombardia

Un confronto pratico sul ruolo dei Comuni, del volontariato professionalizzato e delle imprese per affrontare disuguaglianze, povertà alimentare e fragilità abitativa in Lombardia

Come pubblico, terzo settore e imprese costruiscono il welfare in Lombardia

Le crescenti disuguaglianze, la fragile condizione abitativa e le difficoltà nell’accesso al cibo sono temi che attraversano molte comunità lombarde e richiedono risposte coordinate. È in questo quadro che, il 7 maggio a Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo, CSVnet Lombardia e Anci Lombardia, con il supporto del Comune di Cinisello Balsamo e la partecipazione di Gruppo CAP, hanno organizzato un confronto pubblico nel corso della Milano Civil Week.

L’evento ha voluto mettere a fuoco come costruire alleanze durature tra attori diversi per rispondere ai bisogni dei territori.

L’iniziativa si è aperta con gli interventi istituzionali del sindaco Giacomo Ghilardi — anche vicepresidente vicario di Anci Lombardia — e con i saluti di Elena Lucchini, assessore regionale alle Politiche Sociali. La moderazione è stata affidata ad Andrea Francesconi de Il Pertini Radio, mentre al dibattito hanno contribuito rappresentanti del volontariato organizzato e delle realtà imprenditoriali. L’obiettivo dichiarato è stato chiarire ruoli, responsabilità e pratiche replicabili per creare un welfare più inclusivo e sostenibile.

Perché servono alleanze stabili

Dal punto di vista teorico il presidente di CSVnet Lombardia, Oscar Bianchi, ha rilanciato l’idea di un nuovo paradigma: il volontariato come componente qualificata del sistema di protezione sociale. Secondo Bianchi, il volontario è ormai un professionista della comunità, con competenze che integrano quelle del servizio pubblico. La proposta chiave è trasformare questa complementarità in una pratica costante: non una collaborazione episodica, ma relazioni strutturate che permettano di migliorare la qualità della vita cittadina e di contrastare l’individualismo diffuso.

Il ruolo dei Comuni

Nel corso dell’incontro Giacomo Ghilardi ha sottolineato la centralità dei Comuni nel guidare processi di contaminazione tra settori diversi. In un contesto di risorse limitate, la capacità amministrativa di fare da hub, facilitare partenariati e promuovere fiducia è fondamentale per costruire un welfare sostenibile. Allo stesso tempo, i saluti di Elena Lucchini hanno ribadito come la Regione guardi con attenzione a forme di sussidiarietà che valorizzino il contributo del terzo settore e delle imprese.

Esempi concreti dal territorio

La parte pratica dell’evento ha portato esperienze locali che mostrano come le alleanze possano funzionare. A Cinisello Balsamo l’assessore al Welfare Riccardo Visentin ha raccontato del tavolo locale sulla povertà che aggiorna annualmente la fotografia dei bisogni e coordina interventi. Grazie alla collaborazione con il CSV si sono diffusi sportelli informativi sul territorio e si è avviata una banca ore rivolta ai giovani, per facilitare il loro coinvolgimento in attività di prossimità e prevenzione dell’esclusione.

Il modello di SolidaRete

Dall’area di Sondrio è arrivata l’esperienza di SolidaRete, rete nata nel 2013 che affronta la povertà con un approccio multidimensionale e non assistenzialistico. Gabriella Bertazzini (vicepresidente di CSV Lecco Monza Sondrio ETS) e l’operatore Claudio Copes hanno descritto una struttura policentrica con 15 enti fondatori, uno sportello solidale, uno spazio a bassa soglia per persone in difficoltà e un market solidale. La rete è pensata senza gerarchie: ogni punto di accesso offre ingresso a tutti gli strumenti disponibili.

Risorse e opportunità per i giovani

Tra le novità presentate c’è il bando “Luoghi in Comune” promosso da Gruppo CAP e Fondazione CAP, che mette a disposizione 1,2 milioni di euro per finanziare fino a 14 progetti rivolti ai giovani under 35. Possono partecipare i Comuni della Città metropolitana di Milano, singoli o in partenariato, con contributi da 25mila a 200mila euro. Gli ambiti coperti includono la riqualificazione di spazi, la creazione di percorsi territoriali e iniziative di formazione mirata.

Cosa premia il bando

Il presidente esecutivo di Gruppo CAP, Yuri Santagostino, ha evidenziato che il criterio di valutazione privilegia le candidature costruite in rete tra più soggetti: enti pubblici, associazioni e imprese. L’intento è stimolare le amministrazioni a scommettere su proposte con impatto territoriale e valore per i giovani, favorendo processi di rigenerazione sociale oltre che fisica degli spazi. In sintesi, il messaggio emerso è che la sostenibilità e l’efficacia degli interventi nascono dalla capacità di fare rete.

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