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Inchiesta sugli extracosti dell’Arena di Santa Giulia: la reazione di Sala

Sala parla di una «lezione terribile» dopo l'apertura dell'istruttoria sui costi dell'Arena di Santa Giulia e invita a ripensare il modello di finanziamento

Inchiesta sugli extracosti dell'Arena di Santa Giulia: la reazione di Sala

La vicenda dell’Arena di Santa Giulia è al centro di un acceso dibattito pubblico: la procura della Corte dei Conti ha avviato un’istruttoria sugli extracosti legati alla struttura che ha ospitato le gare di hockey durante le Olimpiadi Milano-Cortina, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato definendo la situazione una «lezione terribile».

Il tema principale riguarda il modello di finanziamento scelto e le conseguenze politiche e amministrative del ricorso ai partner privati.

Le contestazioni, alimentate anche da esposti presentati in sede politica, hanno portato a controlli e verifiche che toccano aspetti economici e contrattuali complessi. Eventim e la società proprietaria dell’impianto sono tra i protagonisti della disputa sulle cifre richieste per gli adeguamenti e sulle somme riconosciute finora. È una partita che combina diritto amministrativo, finanza pubblica e comunicazione politica, con impatti sulla gestione della città e sulla percezione delle opere olimpiche.

L’inchiesta e i numeri sul tavolo

Nel dettaglio, la richiesta avanzata dal gestore dell’impianto parla di circa 143 milioni di euro di extracosti, mentre risultano riconosciuti fino a oggi circa 53 milioni. D’altro canto, ricostruzioni giornalistiche indicano che l’impianto ha ricevuto contributi pubblici per circa 51 milioni nel 2026, a cui si sommano agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione per oltre 5 milioni, oltre a voci come il pagamento «light» di un contributo calcolato al 10% su un costo dichiarato di 177 milioni rispetto a un presunto costo reale di 320 milioni. Questi numeri sono al centro della valutazione della Corte dei Conti su eventuali danni erariali.

Chi sono i soggetti interessati

La proprietà e il gruppo operativo dell’impianto, spesso indicati con il nome commerciale Unipol Dome o come Cts Eventim, sono al centro della controversia sui rimborsi e sulle garanzie contrattuali. La convenzione citata tra Comune e la controllata italiana di Eventim è del 10 maggio 2026, e alcuni passaggi contrattuali vengono oggi analizzati per capire ruoli, obblighi e tempistiche. La natura degli accordi tra pubblica amministrazione e partner privato è fondamentale per comprendere se gli impegni presi rispettino l’interesse pubblico dichiarato.

La reazione del sindaco e il quadro politico

Il sindaco Giuseppe Sala, in dichiarazioni riportate a Milano il 7 maggio 2026, ha espresso amarezza e ha formulato una sintesi politica: la prossima volta l’ente pubblico dovrebbe farsi carico direttamente delle opere, evitando partenariati che possono poi sfociare in contenziosi. La sua lettura è quella di una lezione da trasmettere al futuro sindaco, sottolineando come la scelta di coinvolgere capitali privati rispondesse al criterio di non impiegare fondi pubblici immediati ma ora si rifletta in criticità giudiziarie e mediatiche.

Implicazioni per la gestione amministrativa

Sala ha anche richiamato l’attenzione sulla complessità normativa: secondo il sindaco, la moltiplicazione delle norme rende più difficile il confronto e facilita il ricorso a segnalazioni e denunce che finiscono in Procura. Il prezzo politico potrebbe essere una maggiore riluttanza a guidare progetti complessi da parte di futuri amministratori, se la politica preferisce usare gli esposti anziché il confronto istituzionale. Su questo punto il dibattito tra istituzioni locali e organismi di controllo resta aperto.

Critiche al modello e nodi infrastrutturali

Oltre agli aspetti economici, la vicenda ha messo in luce anche ritardi e scelte infrastrutturali: la convenzione prevedeva opere di collegamento, come la metrotranvia Linea 13, che non sono state realizzate; inoltre una delibera dell’ 8 gennaio 2026 ha autorizzato l’apertura dell’impianto per un periodo limitato (quattro giorni), decisione che ha suscitato perplessità perché l’arena era prevista restare chiusa fino a gennaio 2027 secondo alcune ricostruzioni. Nel frattempo sono stati programmati eventi come il concerto di Ligabue e quello di Annalisa, con servizi navetta organizzati da ATM dalla stazione M3 di Rogoredo.

Richieste di controlli e conflitti di interesse

La critica istituzionale non si limita all’Arena: a livello nazionale sono emerse preoccupazioni su possibili sovrapposizioni di ruoli, come nel caso del commissario straordinario per le opere olimpiche che contemporaneamente ricoprirebbe incarichi esecutivi nella società incaricata delle opere. Associazioni e parlamentari hanno chiesto verifiche tecniche e amministrative, sollecitando anche la comunicazione degli esiti al Parlamento per garantire trasparenza e chiarezza nelle responsabilità.

In chiusura, la vicenda di Santa Giulia fotografa un intreccio di scelte politiche, equilibri contrattuali e numeri che richiedono chiarimenti formali. La Corte dei Conti e le autorità competenti avranno il compito di ricostruire fatti e responsabilità, mentre la riflessione pubblica riguarda se optare per il finanziamento diretto con fondi pubblici o per formule miste in futuro. Il bilancio tra efficienza, rischio e trasparenza rimane al centro del dibattito per le opere urbane e olimpiche.

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