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Nido di via Pianell chiuso dopo il distacco dei pannelli per pioggia e furti di rame

Evacuati e affidati alle famiglie, i piccoli del nido di via Pianell sono rimasti senza scuola dopo il parziale distacco dei pannelli del controsoffitto causato da infiltrazioni e furti

Il distacco di parti del controsoffitto ha provocato l’interruzione del servizio nel nido di via Pianell a Milano nella mattina del 6 maggio 2026. Fortunatamente non si registrano feriti: i piccoli utenti sono stati evacuati e molti sono stati affidati ai genitori, mentre alcuni sono stati temporaneamente trasferiti in un’altra struttura.

Le operazioni di verifica e messa in sicurezza sono state disposte dai Vigili del Fuoco, che hanno chiuso l’edificio per accertamenti in attesa dei lavori necessari; l’episodio ha sollevato preoccupazioni sullo stato della manutenzione degli istituti comunali.

Cosa è successo

L’evento è avvenuto intorno alle 9, dopo una notte e una giornata di pioggia intensa: l’infiltrazione attraverso il tetto ha appesantito i pannelli e ne ha causato il distacco in diversi ambienti, tra cui bagni, corridoio d’ingresso e alcune aule. Le immagini delle aree interessate mostrano calcinacci e contenitori posti sotto le perdite per convogliare l’acqua. Secondo le verifiche iniziali, l’acqua ha accumulato peso sul controsoffitto, determinando il cedimento localizzato dei pannelli e rendendo necessaria l’immediata evacuazione per evitare rischi ai bambini e al personale.

Perché il peso dell’acqua ha provocato il cedimento

La criticità non è stata solo la pioggia, ma la mancanza di protezioni al bordo del tetto: alcune scossaline — le lamiere che impediscono le infiltrazioni — risultano asportate. L’assenza di questi elementi ha facilitato il passaggio dell’acqua che, ristagnando, ha reso i pannelli vulnerabili. In questo contesto il furto di rame si è dimostrato un fattore moltiplicativo del danno: senza le scossaline il rischio di infiltrazioni aumenta considerevolmente e la resilienza della copertura diminuisce.

Intervento dei soccorsi e provvedimenti

Sul posto sono intervenuti i reparti del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, compreso il nucleo SAF per le operazioni in quota, e la polizia locale che ha collaborato alle chiusure e delimitazioni delle aree pericolose. L’accesso è stato inibito per consentire un’ispezione tecnica approfondita e per prevenire ulteriori situazioni di rischio. Il Comune di Milano ha comunicato che la struttura era già sotto osservazione e che il provvedimento di chiusura mira a tutelare la sicurezza dei minori e del personale fino al completamento degli interventi necessari.

Gestione dei bambini e comunicazione alle famiglie

Alcuni dei bambini sono stati accompagnati direttamente alle famiglie, altri trasferiti in strutture alternative per non interrompere del tutto il servizio educativo. Le comunicazioni ufficiali del Comune e del Municipio 9 hanno cercato di fornire indicazioni tempestive ai genitori; la situazione ha tuttavia generato disagio e richieste di chiarimenti sull’entità dei danni e sui tempi di riapertura, in un contesto in cui la fiducia nella manutenzione delle scuole è risultata scossa.

Cause di più ampio respiro: il fenomeno dei furti

Le indagini evidenziano che il problema non è isolato: nei mesi precedenti sono stati segnalati ripetuti furti di rame sui tetti di altri nidi e scuole, con episodi registrati in istituti di via Val d’Ossola e via Palanzone. Il Comune parla di almeno tre episodi dall’inizio dell’anno, con un ultimo furto avvenuto nella notte precedente l’evento al nido di via Pianell, che avrebbe compromesso gli interventi tampone messi in atto dai tecnici comunali. Il fenomeno dell’oro rosso sottratto dai tetti crea una vulnerabilità sistemica alle coperture degli edifici pubblici.

Interventi programmati e misure preventive

Per limitare i disagi il Comune ha previsto interventi immediati e opere più strutturali: si interverrà con riparazioni d’urgenza per riaprire quanto prima e con lavori estivi di rifacimento dei tetti di più istituti, inseriti in un piano di manutenzione straordinaria da oltre cinque milioni di euro. È inoltre allo studio l’installazione di impianti di videosorveglianza intelligenti per scoraggiare i ladri e agevolare l’individuazione dei responsabili. Nonostante le intenzioni, al momento non è fissata una data certa di riapertura per il nido interessato.

Conseguenze pratiche e prossimi passi

Il caso ha ripercussioni immediate sulle famiglie: secondo le fonti locali, 21 bambini sono rimasti a casa in seguito alla chiusura e si stanno valutando soluzioni per ricollocarli, con l’obiettivo di iniziare alcune trasferte a partire da lunedì 11 maggio, dove possibile. Le istituzioni locali hanno definito i furti come «atti odiosi», annunciando un rafforzamento dei controlli e un’accelerazione degli interventi tecnici per ripristinare la sicurezza e garantire continuità educativa. Resta aperta la questione dei tempi operativi e della prevenzione a lungo termine, elementi indispensabili per evitare il ripetersi di episodi simili.

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