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Incendio nell’area ex Mamoli a Lacchiarella: esplosione e intervento dei vigili del fuoco

Nella notte del 05/05/2026 un'esplosione ha dato origine a un incendio nell'area ex Mamoli di Lacchiarella; il rogo è stato spento senza feriti e restano aperte le verifiche sulle cause

Nella notte del 05/05/2026 i residenti di Lacchiarella sono stati svegliati da un forte boato: poco dopo si è sviluppato un incendio all’interno di uno degli edifici dell’ex stabilimento delle Rubinetterie Mamoli, situato in via Isonzo. L’area è da tempo segnalata per problemi legati al degrado e all’accesso non autorizzato, e la natura dell’evento ha subito richiamato l’attenzione sia dei cittadini sia delle autorità locali.

Le prime notizie parlano di un edificio dismesso e chiuso da circa un anno, inserito in un complesso non più attivo da tempo.

Intervento dei soccorsi e condizioni sul posto

Sul posto sono intervenuti prontamente i vigili del fuoco con quattro mezzi operativi e i sanitari del 118. Le operazioni di spegnimento si sono concluse senza particolari criticità e non sono stati registrati feriti tra gli abitanti o gli operatori. Le squadre hanno lavorato per mettere in sicurezza l’area e verificare eventuali rischi residui legati a spargimento di materiali o a strutture compromesse dal calore. Nel corso dell’intervento sono stati effettuati controlli anche per escludere la presenza di persone all’interno dell’edificio interessato dal rogo.

Ipotesi sulle cause e primi accertamenti

Le cause dell’evento sono al momento oggetto di indagine: tra le linee di lavoro degli inquirenti figurano l’ipotesi di accessi di persone senza fissa dimora che avrebbero cercato riparo, o viceversa la pista del vandalismo e dell’incendio doloso. Gli accertamenti tecnici puntano a ricostruire l’innesco dell’esplosione e la propagazione delle fiamme, con rilievi sui materiali presenti e sulle traiettorie del calore. Le autorità competenti stanno raccogliendo dichiarazioni, esaminando le telecamere dell’area e coordinando i rilievi dei vigili del fuoco con le verifiche della polizia locale.

Il passato dello stabilimento e i progetti di riqualificazione

L’area dell’ex Mamoli si estende su oltre 36mila metri quadrati e ha una storia industriale che risale al 1932, quando lo stabilimento avviò la produzione di rubinetteria domestica, diventando un riferimento produttivo per la zona. Negli ultimi anni l’area è stata progressivamente dismessa e, secondo quanto riportato, risulta chiusa da oltre quattro anni. Alla fine del 2026 era stato predisposto un piano di bonifica con interventi stimati in circa 13 mesi e un investimento di 775 mila euro, ma la realizzazione delle opere e il completo ripristino del sito erano ancora attesi.

Segnalazioni e criticità legate al sito

Da tempo il complesso era al centro di segnalazioni per degrado e per le incursioni abusive, con richieste da parte dei residenti e delle istituzioni locali per accelerare la messa in sicurezza. Le condizioni di abbandono favoriscono il rischio di episodi come quello della notte, rendendo urgente la necessità di interventi strutturali per impedire accessi non autorizzati e per limitare pericoli ambientali e sanitari. Le amministrazioni coinvolte dovranno valutare anche misure temporanee di recinzione e vigilanza.

Conseguenze immediate e prospettive

Oltre alla valutazione delle cause, le priorità a breve termine sono legate alla messa in sicurezza del sito e al monitoraggio delle possibili conseguenze per la comunità locale. Le indagini proseguiranno per chiarire se si sia trattato di un episodio accidentale o doloso, mentre restano sul tavolo ipotesi di interventi per prevenire il ripetersi di simili eventi. L’attenzione rimane alta sulle modalità con cui verrà rilanciato il piano di bonifica già previsto e sulle eventuali azioni giuridiche e amministrative per la tutela della sicurezza pubblica.

In sintesi, il rogo che ha interessato l’ex Mamoli a Lacchiarella nella notte del 05/05/2026 ha scatenato un’operazione di emergenza che si è conclusa senza feriti, ma ha rilanciato il dibattito sul futuro dell’area e sulla necessità di interventi rapidi e coordinati per risolvere le criticità legate all’abbandono di aree industriali dismesse.

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