Un 63enne colto da malore mentre pescava sul Naviglio Grande è stato salvato dall'amico e trasferito con l'elisoccorso a Legnano; i dettagli e il ruolo dei soccorsi in un racconto dettagliato

Momenti di grande apprensione si sono verificati sabato 25 aprile lungo il Naviglio Grande, nella zona che separa Castano Primo e Turbigo. Secondo le prime ricostruzioni un uomo impegnato nell’attività di pesca è stato improvvisamente colto da un malore mentre si trovava sull’argine, è caduto in acqua e ha rischiato di annegare prima dell’arrivo dei soccorsi.
Protagonisti della vicenda sono due cittadini residenti a Busto Garolfo, di cui uno, un 63enne, è finito in condizioni critiche. L’intervento tempestivo di una persona presente ha permesso di evitare il peggio: l’amico si è gettato nel canale per prestare soccorso immediato, mentre sul posto si sono comunque diretti Vigili del Fuoco, 118 e personale sanitario.
La dinamica dell’accaduto
Le informazioni raccolte indicano che l’uomo si trovava sull’argine in prossimità di via per Nosate quando è stato colto da un disturbo acuto che lo ha fatto perdere l’equilibrio e cadere nel canale. Alcune fonti parlano di un possibile infarto, mentre altre preferiscono usare il termine generico di malore; la natura esatta dell’evento clinico non è stata ancora ufficialmente confermata dalle autorità sanitarie. In ogni caso, la combinazione tra la caduta in acqua e la perdita di coscienza ha reso la situazione immediatamente pericolosa.
Il ruolo dell’amico
L’intervento dell’accompagnatore è stato decisivo: vedendo il compagno in difficoltà si è lanciato nel Naviglio Grande per riportarlo a riva. Questo gesto di prontezza ha evitato probabilmente un aggravamento dovuto all’annegamento. Le operazioni di recupero iniziali sono quindi state condotte proprio grazie all’azione diretta dell’amico, che è rimasto illeso secondo i soccorritori e ha assistito il 63enne fino all’arrivo dei mezzi di emergenza.
L’intervento dei soccorsi
Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco, un’ambulanza della Croce Rossa e un’automedica, che hanno prestato le prime cure di emergenza. Vista la gravità delle condizioni dell’uomo, è stato poi richiesto e impiegato l’elisoccorso del 118 per il trasferimento urgente all’ospedale di Legnano. Le manovre di stabilizzazione e il trasporto in volo hanno avuto luogo nel corso del pomeriggio.
Elitrasporto e destinazione ospedaliera
L’uso dell’elisoccorso è stato determinato dalla necessità di ridurre i tempi di arrivo in reparto. Il 63enne è stato trasferito al nosocomio di Legnano dove il personale ha proseguito le cure intensive. Sui referti e sull’esito finale sono circolate notizie contrastanti: mentre alcune fonti parlavano di condizioni gravissime, altre riportano che l’uomo è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. Le autorità competenti non hanno rilasciato al momento un comunicato ufficiale univoco che chiarisca definitivamente la situazione.
Contesto e riflessioni
Questo episodio riporta l’attenzione sull’importanza della prontezza di intervento e sulla vulnerabilità di chi pratica attività all’aria aperta come la pesca, soprattutto in prossimità di corsi d’acqua. Sapere eseguire le manovre di primo soccorso, riconoscere un malore cardiaco e avere la possibilità di chiamare rapidamente i servizi di emergenza può fare la differenza tra la vita e la morte. Inoltre mette in luce il ruolo fondamentale dei Vigili del Fuoco e dei mezzi aerei del 118 nelle emergenze in aree difficili da raggiungere.
La comunità locale, ancora scossa dall’accaduto, attende ora chiarimenti ufficiali sulle cause e sull’esito dell’intervento sanitario. Nel frattempo rimane evidente come l’azione tempestiva dell’amico e la coordinazione dei soccorsi abbiano contenuto i rischi immediati in un quadro che, per la sua natura improvvisa, aveva potenzialità drammatiche.





