Il gup ha tolto il braccialetto elettronico ad Alessandro Basciano: al centro della decisione il trasferimento della presunta parte offesa e le valutazioni sullo stato d'ansia dichiarato

La misura del braccialetto elettronico imposta ad Alessandro Basciano è stata revocata dal gup di Milano, in un provvedimento che ha riacceso l’attenzione mediatica sul caso. L’istanza di revoca era stata presentata dalla difesa dell’influencer e dj, rappresentata dall’avvocato Leonardo d’Erasmo, e accolta dalla giudice Lorenza Pasquinelli dopo circa sei mesi dall’applicazione della misura.
Il procedimento resta in corso nella fase di udienza preliminare e riguarda accuse di stalking nei confronti della modella e sua ex compagna Sophie Codegoni, ma la decisione del gup modifica l’immediata gestione delle restrizioni.
Secondo la documentazione giunta in udienza e le argomentazioni difensive, un elemento chiave che ha inciso sulla revoca è il mutamento della situazione abitativa della presunta parte offesa. Le parti offrono versioni divergenti circa la distanza tra le due abitazioni: per la difesa sarebbe di circa 300 metri, mentre altri riferimenti parlano di 450 metri. La giudice aveva originariamente fissato un vincolo di avvicinamento pari a 500 metri, criterio che ora viene riconsiderato alla luce di questi spostamenti e della valutazione sullo stato di ansia dichiarato dalla presunta vittima.
Le motivazioni del provvedimento
Nel pronunciamento del gup sono emerse valutazioni sul livello di rischio attuale e sull’effettiva necessità della misura cautelare. La decisione di revocare il braccialetto elettronico si fonda sull’argomento che lo stato d’ansia denunciato inizialmente potrebbe essersi attenuato, anche in ragione della vicinanza delle nuove residenze. La difesa ha sostenuto che la scelta abitativa dell’ex compagna dimostrerebbe l’assenza di timore residuo nei confronti di Basciano, fattore che ha giocato un ruolo nella valutazione della legittimità della misura restrittiva. Il gup, a quanto risulta, ha ritenuto opportuno accogliere tale istanza per questo motivo.
Dettagli sulla distanza e sulle perizie
Il nodo della distanza è risultato centrale: mentre la difesa parla di circa 300 metri come prova dell’indifferenza della presunta parte offesa, altri rilievi indicano una distanza di 450 metri. Queste discrepanze influenzano la lettura del rischio e della proporzionalità della misura. È importante sottolineare che la determinazione del gup tiene conto non solo dei metri fisici ma anche di elementi processuali e di comportamento, e che ogni dato dovrà essere verificato nelle carte del fascicolo durante l’udienza preliminare. In termini pratici, la revoca non esime il procedimento dal proseguire e dall’accertamento di responsabilità.
Reazioni pubbliche e quadro giudiziario
All’indomani della decisione, Alessandro Basciano ha commentato in maniera netta, sostenendo che chi usa le aule di tribunale per affermazioni non veritiere debba essere punito e che la verità stia emergendo. Dall’altra parte, la modella Sophie Codegoni e i suoi legali hanno mantenuto per ora un profilo di riserbo, formalmente in attesa della notifica e dell’esame degli atti. È noto che in passato, nel corso delle indagini, la procura di Milano aveva chiesto il rinvio a giudizio e che nel 2026 Basciano era stato arrestato e poi scarcerato con applicazione del divieto di avvicinamento, circostanze che restano rilevanti nel contesto processuale.
Punti controversi e aspetti procedurali
Tra le questioni controverse emergono affermazioni su un presunto sfratto, sul fatto che Basciano avrebbe dichiarato di non risiedere più in Italia e su difficoltà relative al mantenimento. La parte della vicenda che riguarda la convivenza precedente e la gestione degli immobili è richiamata dai legali come elemento di contesto, ma non sostituisce le valutazioni sul presunto comportamento persecutorio che la procura contesta. La fase di udienza preliminare sarà determinante per chiarire queste omissioni o contraddizioni e per stabilire se il procedimento debba proseguire con rinvio a giudizio.
Cosa aspettarsi nei prossimi passi
Con la revoca del braccialetto elettronico la vicenda entra in una nuova fase: il procedimento è ancora in fase preliminare e le carte verranno esaminate per valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura. Le parti potranno presentare memorie, nuove prove o istanze e il giudice dell’udienza preliminare dovrà decidere se mandar avanti il processo. In questo contesto, ogni elemento relativo alla distanza tra le abitazioni, alle dichiarazioni rese in fase di indagine e alle condotte contestate tra il 2026 e il 2026 sarà sottoposto a verifica approfondita.





