Un quadro completo delle tensioni interne, delle perdite economiche e delle possibili soluzioni per la libreria Hoepli

La storica libreria Hoepli di Milano è al centro di una vicenda societaria che potrebbe tradursi nella sospensione dell’attività. I soci hanno deciso di avviare la liquidazione della società, una mossa che apre scenari complessi per il futuro dell’insegna.
In prima battuta la gestione prevede l’attivazione della cassa integrazione a zero ore per 49 addetti della vendita, una misura emergenziale che, secondo i sindacati, potrebbe evitare licenziamenti collettivi immediati.
L’apertura della procedura ha già generato reazioni sul fronte dei lavoratori e delle istituzioni: durante un’assemblea alla quale hanno partecipato 89 dipendenti sono emersi timori e rabbia, con annunci di sciopero e iniziative pubbliche, tra cui un flash mob davanti al negozio. Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco di Milano e l’arcivescovo, che hanno espresso vicinanza al personale e preoccupazione per la sorte di un marchio storico.
Cause economiche e stato della trattativa
Secondo le rappresentanze sindacali e la proprietà, la libreria avrebbe registrato perdite mensili rilevanti, stimate intorno a 200.000 euro al mese. Al degrado dei ricavi si sarebbe aggiunta una riduzione degli approvvigionamenti che ha inciso sulle vendite in un mercato già in difficoltà. Nel frattempo la curatela nominata per la liquidazione sta esaminando i conti per verificare la reale sostenibilità dell’azienda: questa analisi sarà decisiva per valutare possibili alternative rispetto alla chiusura definitiva.
La vendita saltata e le responsabilità contestate
Una trattativa di vendita che, secondo la proprietà, avrebbe potuto garantire continuità aziendale e posti di lavoro non si è concretizzata. Viene fatto il nome di gruppi editoriali importanti tra i potenziali acquirenti; la parte venditrice sostiene che esisteva un accordo pronto che prevedeva l’acquisto del 100% del capitale e la tutela dell’occupazione. I legali della società affermano che la proposta è saltata per il rifiuto di un socio di minoranza legato alla richiesta di una cifra superiore ai 10 milioni citati da alcune ricostruzioni.
Il conflitto tra soci e il nodo dell’immobile
Al centro del contenzioso interno c’è un acceso scontro fra membri della famiglia proprietaria, con accuse e contestazioni reciproche che hanno complicato le operazioni. Il socio di minoranza coinvolto, Giovanni Nava, ha respinto l’offerta definendola priva di garanzie sui conti e sul futuro dell’immobile di via Hoepli 5. Nava contesta inoltre la rinuncia ai diritti sull’immobile, sette piani che comprendono la libreria, uffici e spazi della storica proprietà: per lui le condizioni proposte non salvaguardavano né il patrimonio né la trasparenza contabile.
Possibili riduzioni e strumenti per il personale
Per i 49 librai è stata attivata la cassa integrazione a zero ore, una misura che può durare fino a 24 mesi e che consente di sospendere temporaneamente l’attività evitando il ricorso immediato ai licenziamenti collettivi. Per altre aree aziendali, come la casa editrice e il segmento web, la cassa integrazione è prevista in forma parziale con rotazioni di personale. Tra le ipotesi ventilate dai sindacati ci sono poi prepensionamenti e incentivi all’uscita per alleggerire l’organico.
Prospettive e iniziative per il salvataggio
Non mancano scenari alternativi: si parla della possibile ricomposizione di alcune attività editoriali da parte della famiglia proprietaria, con l’esclusione del socio di minoranza coinvolto nell’intricato contenzioso. Al tempo stesso resta aperta la ricerca di un potenziale «cavaliere bianco» che possa rilevare l’azienda e garantire la continuità della libreria. Le dichiarazioni pubbliche delle autorità locali rivelano interesse e pressione per favorire soluzioni che tutelino insieme lavoro e patrimonio culturale.
Nel frattempo la curatrice continua ad analizzare i documenti contabili e contrattuali per definire il perimetro della procedura di liquidazione e verificare se esistano margini per accordi alternativi. Il destino della libreria Hoepli resta dunque sospeso tra obblighi societari, lotte familiari e il peso di una città che guarda a quel marchio come a un patrimonio culturale irrinunciabile.





