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Indagine su finanziamenti alle PMI: sequestro preventivo per 21 milioni

La Procura di Brescia e la Guardia di Finanza hanno disposto un sequestro preventivo per oltre 21 milioni collegato a prestiti assistiti dal Fondo centrale di garanzia; emergono lacune nei controlli bancari e un danno accertato di 4,2 milioni

La Procura della Repubblica di Brescia, supportata dai reparti della Guardia di Finanza specializzati in reati economico-finanziari, ha avviato un provvedimento cautelare che riguarda un intermediario finanziario con sede a Milano e una società di consulenza con base in provincia di Brescia.

L’azione si è tradotta in un sequestro preventivo di oltre 21 milioni di euro, disposto per tutelare interessi pubblici legati a erogazioni garantite dallo Stato.

Origine dell’indagine e sviluppi

L’indagine prende le mosse da accertamenti iniziati nel 2026, quando nel novembre di quell’anno furono eseguite misure cautelari personali e reali nei confronti dell’amministratore della società bresciana, ritenuto responsabile di aver ottenuto irregolarmente tre finanziamenti assistiti dal Fondo centrale di garanzia gestito da Mediocredito Centrale. Sulla base di quegli elementi, gli inquirenti hanno sviluppato verifiche più ampie, coinvolgendo anche un istituto di credito milanese che aveva erogato i prestiti contestati.

Estensione delle verifiche

Le attività investigative, tra cui perquisizioni e analisi documentali, hanno portato all’identificazione di complessivi 370 finanziamenti della stessa natura, per un ammontare complessivo che supera i 411 milioni di euro. Questi strumenti, disciplinati dalla legge 662/1996, sono destinati a sostenere le piccole e medie imprese attraverso garanzie pubbliche: proprio la natura pubblica delle coperture ha reso necessario un controllo serrato sugli effetti economici prodotti.

Elementi di danno e misure cautelari

Dagli accertamenti è emersa l’ipotesi di un danno sia effettivo sia potenziale a carico di Mediocredito Centrale e, per estensione, dello Stato. In particolare, le garanzie già escusse determinano un danno stimato in circa 4,2 milioni di euro. Altri importi, pari a circa 17 milioni di euro, sono stati oggetto di sequestro per impedire che ulteriori garanzie venissero escusse, con l’obiettivo di preservare la copertura patrimoniale del Fondo.

Provvedimenti disposti dal Gip

Alla luce delle risultanze investigative, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia, su proposta della Procura, ha disposto diverse misure: il sequestro preventivo per equivalente di circa 4,2 milioni nei confronti della banca milanese e di circa 470 mila euro nei confronti della società di intermediazione bresciana; inoltre è stato adottato un sequestro preventivo “impeditivo” sui diritti di credito della banca verso Mediocredito Centrale per circa 17 milioni, relativi a contratti stipulati con nove società tramite la società di consulenza.

Rilevazione di criticità nei controlli bancari

L’analisi del modello organizzativo della banca e l’esame forense dei dispositivi sequestrati hanno evidenziato criticità sistemiche. In particolare sarebbero emerse carenze nei processi di valutazione del merito creditizio e nell’implementazione delle disposizioni antiriciclaggio, con possibili violazioni delle normative di settore dovute a una strutturale debolezza organizzativa.

Responsabilità amministrativa e profili ispettivi

Per verificare la sussistenza di una responsabilità amministrativa ai sensi del d.lgs. 231/2001, la Procura ha valutato anche le relazioni di un commissario giudiziale nominato dal Tribunale di Milano e i risultati di una verifica condotta dalla Banca d’Italia. L’obiettivo è accertare se omissioni nei controlli interni abbiano favorito le condotte contestate e se siano necessarie misure riparatorie o di responsabilità a carico degli enti coinvolti.

Implicazioni e prossimi passaggi

Il provvedimento è stato adottato sulla base degli elementi indiziari raccolti fino a oggi: resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino alla definizione del giudizio. Le forze di polizia giudiziaria proseguiranno gli accertamenti tecnici e patrimoniali per chiarire la dinamica delle operazioni contestate e per determinare se vi siano ulteriori esposizioni economiche a rischio per il Fondo e per lo Stato.

Nel frattempo, il sequestro mira a preservare le risorse pubbliche coinvolte nelle garanzie e a impedire che eventuali atti successivi compromettano la possibilità di recupero delle somme. Le fasi successive dell’inchiesta potrebbero coinvolgere ulteriori verifiche documentali e approfondimenti su singole posizioni aziendali, con possibili sviluppi giudiziari che saranno valutati alla luce delle evidenze emergenti.

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